Proletkult

Proletkult

L’ultimo romanzo del collettivo Wu Ming chiude (?) la trilogia composta da “Manituana” (che raccontava la rivoluzione americana) e “L’armata dei sonnambuli” (quella francese).

“Proletkult” si concentra sulla rivoluzione russa del 1917.

Il libro non narra i giorni della presa del potere da parte dei bolscevichi, ma ci “gira intorno”. Siamo infatti nel 1927, nei giorni del decennale e dei festeggiamenti (che riecheggiano il centenario appena trascorso). I protagonisti sono due: Bogdanov, scienziato, filosofo e scrittore realmente esistito, oppositore di Lenin da “tempi non sospetti”, e Denni, una giovane ragazza che dice di venire da un altro pianeta. Per scoprire i personaggi si torna indietro nel tempo, soprattutto agli anni dopo la rivoluzione (fallita) del 1905, alla rapina di Tbilisi del 1907, all’esilio di tanti rivoluzionari ospiti di Gorki a Capri, al romanzo di fantascienza “Stella Rossa”.

Proletkult scrive una storia possibile a partire da quella vera, incuneandosi in un momento della storia in cui sembrava ancora molto, se non tutto, aperto.

Le domande scomode di Denni a Bogdanov, che prova a rispondere e ci riesce fino ad un certo punto, sono le questioni che ci poniamo ancora oggi quando pensiamo alla possibilità del socialismo in questo mondo, in questo universo.

Qui i “titoli di coda” del romanzo.

Tutti lo sanno

Il film di Asghar Farhadi nelle sale è un thriller per immagini.

A restare in testa durante e dopo la visione sono i colori forti e vivi del paesaggio del Rioja spagnolo, del paese dove “tutti lo sanno”, della vigna.

E’ la luce che batte all’interno del campanile nel retro dell’orologio del paese che viene ripreso all’inizio del film: luogo di fughe amorose adolescenziali.

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La scortecata

Attualmente al Teatro India di Roma, il nuovo spettacolo di Emma Dante dura un’ora ed è decisamente ben fatto. Semplice e rigoroso, recitato con passione e sudore dai due attori, che interpretano due vecchie sorelle, che a loro volta si improvvisano a turno re di Roccaforte.

Prendendo spunto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, Emma Dante allestisce uno spettacolo sulla recitazione, sulla capacità di farci compagnia a vicenda con la finzione.