Homeland

Serie tv che ha fatto decisamente storia, raccontando vicende di terrorismo tra Stati Uniti e Medioriente in parallelo con analoghi paralleli accadimenti.

Le prime serie, quelle che ho visto, pur un po’ macchinose nella trama, raccontano la contraddittoria figura di Nicholas Brody, militare liberato dall’Irak che forse è un “traditore”, e il suo incontro con Carrie Mathison, brillante agente della CIA affetta però da sindrome bipolare.

Ho seguito solo le prime 3 serie (in tutto sono 6), decisamente consigliate.

Hits: 57

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Serie tv di lungo corso, consta di 6 serie. Appartiene al genere umoristico-demenziale.

E’ ambientata in uno sgangherato college della provincia americana, popolato da studenti e professori improbabili.

Personaggi simpatici, a tratti fa anche ridere.

Hits: 8

Valeria

Questa serie spagnola si riassume brevemente. Lo spunto è molto molto simile infatti a quello di Sex & The City. Quattro amiche single vivono le loro avventure e poi si trovano insieme per confidarsi e tirarsi su a vicenda.

La protagonista, Valeria, vorrebbe fare la scrittrice (Kerry era giornalista). Le sue amiche sono Carmen, Lola e Nerea. Carmen ricorda Charlotte e come lei ricerca un uomo da sposare. Lola ricalca Samantha, come lei molto libera sessualmente. Infine Nerea, lesbica semidichiarata, ricorda un po’ Miranda.

Le differenze però ci sono. Siamo infatti a Madrid e non a New York, e sono passati oltre 20 anni. La musica di fondo è una trap spagnola contemporanea, le ragazze – ancora meno che trentenni – vivono per lo più ancora in casa con la famiglia (inesistente tra le 4 di Manhattan) con la quale hanno rapporti complessi.

La serie è gradevole e consta di 8 episodi. L’attrice che interpreta Valeria, Diana Gómez, è anche Tatiana, la sposa di “Berlino” nella Casa di carta.

Hits: 4

The English Game

E’ una miniserie inglese: sono 6 puntate da meno di 1 ora ciascuna.

Ambientata nel 1870 racconta la nascita del calcio professionistico in Gran Bretagna.

Lo scontro è chiaro: la vecchia guardia nobiliare e borghese, che gioca al calcio nel proprio tempo libero, è insidiata dai “campioni” della working class, che però per allenarsi e giocare ha bisogno di essere esentata dalla fabbrica e di diventare “professionista”.

La trama fila, bravi gli attori e le ricostruzioni di costumi e ambientazioni non sono niente male.

Consigliato.

Hits: 8

Curon

Curon è una serie tv, abbastanza breve (sono 7 puntate di meno di un’ora ciascuna) disponibile su Netflix, che l’ha prodotta. E’ italiana, ma è ambientata in un paesino dell’Alto Adige di lingua tedesca: Curon appunto.

La trama, tra il gotico e il thriller, che si basa su elementi di “realtà”, non regge completamente e la serie non è riuscita del tutto, anche se alcuni elementi possono risultare interessanti: l’atmosfera, le musiche, i personaggi dei ragazzi (soprattutto i due gemelli).

Curon

Per il resto, ci si muove in un contesto fortemente influenzato da classici del cinema e della tv, innanzitutto l’Hotel semi-abbandonato che ricorda quello di Shining e ovviamente Twin Peaks, altro paesino di montagna dove – come a Curon – a un certo punto prendono vita i doppelgänger.

 

Hits: 5

C’era una volta a… Hollywood

Non date retta a chi dice o scrive che Tarantino non è più ai livelli precedenti e che questo film non merita. E’ invece un film da vedere assolutamente, preferibilmente al cinema su grande schermo, godibilissimo, pieno di cose belle, tarantinerie, attori bravissimi, con una storia avvolgente.

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Hits: 190

Cafarnao

Ambientato a Beirut, il film diretto da Nadine Labaki, è un pugno nello stomaco di due ore.

A partire da un’aula di tribunale nella quale si giudicano due genitori denunciati dal figlio (forse) dodicenne per averlo messo al mondo, si ripercorrono in un flashback continuo le storie di Zain, il bambino cresciuto in una famiglia disgraziata nei sobborghi di Beirut, fuggito quando la sorella è data in sposa undicenne al piccolo boss del quartiere.

Cafarnao

L’incontro fondamentale sarà quello con Rahil e il figlio di 1 anno. Lui scappato di casa, lei clandestina con un bimbo ancora più invisibile di lei.

Il processo non si chiude, il film cerca di consolare senza riuscirci.

Caotico come recita il sottotitolo italiano, Cafarnao – Caos e miracoli ha un impatto forte sullo spettatore. Consigliato.

 

Hits: 111

La macchina del vento

E’ il nuovo romanzo di Wu Ming 1. Sono più di 300 pagine, che scorrono velocemente, anche perdendo la cognizione del tempo.

Il tempo è centrale nel libro, che è ambientato a Ventotene, fra il 1939 e il 1943, quando parte dell’isola era occupata dai confinati: antifascisti e “manciuriani”, ovvero criminali comuni.

I tanti prigionieri politici, divisi in tribù (i comunisti, gli anarchici, i “giellisti”, i socialisti e gli altri), sentono il tempo scorrere diversamente rispetto al mondo, che nel frattempo è sconvolto dalla Seconda guerra mondiale. Pensano, parlottano per quanto possibile, scrivono segretamente. Si preparano a quando saranno nuovamente liberi. Cospirano.

L’io narrante è Erminio Squarzanti, giovane socialista ferrarese, che ha in testa la sua tesi di laurea mai scritta e che vede gli dei greci influire sugli eventi bellici.

Il suo principale confidente è Giacomo Pontecorboli. Viene da Roma, ha studiato fisica e sostiene di avere costruito una macchina del tempo.

Tra mitologia e fantascienza, si racconta la storia del confino politico e si sviluppano pensieri oggi attualissimi, sull’Europa (e i limiti del famoso “Manifesto di Ventotene”), il ruolo degli intellettuali, il fascismo, la repressione del dissenso.

Hits: 229

Un secolo e poco più

Un secolo e poco più

Il libro ha 3 capitoli.

Il primo si intitola “Silvio” e racconta la storia del padre dell’autore. Avvocato che dall’inizio del 1900 si dedica a difendere i contadini e i poveracci della sua città calabrese, Castrovillari. Finirà per qualche mese, nel 1944, a fare il “sindaco” ribelle, come un Mimmo Lucano di oggi, deciso a proteggere gli abitanti più bisognosi dagli accaparratori e dai possidenti.

Il secondo si intitola “io” e narra le due vite di Luigi Saraceni, l’autore. Magistrato a Roma per 30 anni, impegnato fin dall’inizio nella corrente riformatrice di Magistratura Democratica, garantista in pretura e poi in tribunale. Poi politico nella seconda repubblica, eletto con il PDS/DS ai tempi dell’opposizione a Berlusconi e poi dei governi di centrosinistra. Saraceni è stato protagonista della battaglia – brevissima e solitaria – contro l’eleggibilità di Berlusconi nel 1994. E nel 1999, avvocato di Ocalan insieme a Pisapia, impegnato a cercare di far ottenere l’asilo al leader curdo poi finito in una prigione su un’isola turca, dove tuttora risiede.

Il terzo capitolo, molto più breve, si intitola “Federica” e parla, in modo chiaramente reticente e difficoltoso, della figlia di Luigi, arrestata e condannata per le azioni delle nuove “Brigate Rosse” degli anni 2000.

Il libro è scritto benissimo e si legge con curiosità crescente. Le domande e le risposte che l’autore si fa girano intorno al senso e alla concretezza della giustizia. Una vita, tre vite, una famiglia italiana nella storia del ‘900, e qualcosa in più.

Hits: 95