Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66
Salgalaluna » Blog Archive » 70 e 71 - I giovani non esistono e L’esercito del surf

il blog di lorenzo cassata » 70 e 71 - I giovani non esistono e L’esercito del surf

70 e 71 - I giovani non esistono e L’esercito del surf

Postato il 22 Novembre 2008 in letti/riletti, my generation da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

I giovani non esistono. Il mondo si sta riempiendo di vecchi. Anzi anziani, anzi (come si dice a Roma) “grandi”. Adulti che, sempre quantitativamente di più, si sono attrezzati, negli ultimi anni, per rimanere giovani e gagliardi, per passare una “vecchiaia” di divertimento e gioia.

Bene per loro, per i vecchi. La loro avventura è descritta in un bel libro edito da ISBN, dal titolo molto netto. Appunto: “I giovani non esistono”. Un libro che indaga il mondo attuale, in cui pubblicità, tv, consumi e vacanze si sono piegate agli anziani, corredato peraltro da un allucinante inserto fotografico. Un libro che indaga ovunque, dall’America alla Tailandia, dalla Svezia al Giappone, alla ricerca del mondo dei vecchi felici, omologati e prosperosi.

Mentre i vecchi aumentano e conquistano il pianeta in situazioni che ricordano le spiagge promiscue di Houellebecq, i giovani non esistono, sostiene Stefano Benzoni, psicologo e autore del libro.

Forse Benzoni non ha tenuto conto però dei “giovani”, che negli ultimi mesi, proprio nell’Italia della denatalità e dell’invecchiamento di massa, hanno dato vita al nuovo movimento studentesco: l’Onda.

L’Onda ha già un manifesto, rappresentato dall’Instant Book edito da Derive ApprodiI e rintracciabile per ora nelle assemblee, nelle università occupate, nei cortei. Si chiama “L’esercito del surf” ed è scritto da un’anonima Internazionale surfista. Il librettino si legge in meno di un’ora ed è un affondo sia sul concetto di “giovani”, sia su quello di “studenti”. I giovani, inquadrati dai “vecchi” della stampa e della tv come “bulli”, “drogati” o aspiranti veline e tronisti, hanno spiazzato tutti imbracciando una tavola da surf e cavalcando l’onda che c’è, per non continuare a pagare una crisi che finalmente non è più solo la loro.

E’ la rivolta degli studenti che sconquassa gli schemi precostituiti e anche l’idea di un “conflitto generazionale” insensato: nell’Onda ci sono anche i 40enni e più che la crisi l’hanno sempre pagata, e insieme agli studenti vogliono spazzare via la possibilità che i soliti noti scappino col bottino ancora una volta.

E’ in questo richiamo alla realtà contro i luoghi comuni che questi due libri spiazzano e si uniscono uno all’altro. Perché fanno capire cos’è il mondo e cosa potrebbe diventare veramente, non come lo descrive il Tg2 Società.

| ISBN | Derive Approdi |

Share and Enjoy:These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages.
  • blinkbits
  • BlinkList
  • blogmarks
  • co.mments
  • connotea
  • del.icio.us
  • De.lirio.us
  • digg
  • Fark
  • feedmelinks
  • Furl
  • LinkaGoGo
  • Ma.gnolia
  • NewsVine
  • Netvouz
  • RawSugar
  • Reddit
  • scuttle
  • Shadows
  • Simpy
  • Smarking
  • Spurl
  • TailRank
  • Wists
  • YahooMyWeb

Una risposta a '70 e 71 - I giovani non esistono e L’esercito del surf'

Segui i commenti a '70 e 71 - I giovani non esistono e L’esercito del surf' con gli RSS o i TrackBack.


  1. 27 Novembre 2008 ore 18:01

    charlie ha scritto:

    Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

    Cari surfisti,

    come vedete ho avuto il piacere di recensire il vostro agile pamphlet. Lieto della stupefacente puntualità con la quale avete provveduto alla pubblicazione (in occasione, tra l’altro, della prima assemblea nazionale), esprimo il mio rammarico per il ritardo con il quale ho risposto all’appello.
    All’inizio avevo un sogno: anch’io volevo diventare un surfista. Uno vero. Uno forte. Uno che la sa lunga. Uno che ha un sacco di amici. Ma ho fallito, rischiando persino di entrare in analisi.
    Mi sono dato comunque coraggio, e sono sceso in piazza… eravamo una marea! Tra me e me pensavo: certo che questi ragazzi hanno davvero lavorato sodo. Mi sono detto che avrei dovuto imparare ancora un sacco di cose, darmi da fare, insomma. Poi un amico (molto grosso, di quelli che nei momenti difficili una mano te la dà) mi ha detto: “guarda… siamo in onda! E per l’occasione costa soltanto 1 euro”.
    E tra le mani, in un attimo, avevo le vere ragioni della rivolta degli studenti. Ammappa che abbaglio. Dopo questa forte impressione, mi sono deciso: ho cominciato a pensare, a ricercare e a trovare altre ragioni. Forse il surf non mi bastava, per non parlare di quel sapore di salsedine, delle alghe e di quella schiuma fastidiosa, superficiale.
    E quindi sono riemerso.
    ciao! Mi chiamo Charlie. Le mie armi sono secchiello e paletta, ma agogno a un rastrelletto per spianare la strada alle nostre migliori intenzioni. Aiutatemi.

    A presto,
    Charlie

    1. Utilizza sempre un registro linguistico il più misero possibile, tanto da imita-re e confonderti con chi credi di poter sconfiggere. Saccheggia dal vocabolario di Cultura Sporadica i termini più modaioli e usali spesso. Alimenta la consapevolezza di un debito nei tuoi confronti al fine di consolidare l’etica del risentimento mer-cantile: “dovete solo che ringraziare l’esercito del surf e prima o poi dovrete anche cominciare a pagarlo” (Internazionale Surfista, L’esercito del surf. La rivolta degli studenti e le sue vere ragioni, DeriveApprodi, Roma 2008, p. 52). Non curarti dell’ortografia, specialmente per le parole straniere, che tanto semo a Roma. Usa la “k” al posto del “ch” … ‘dai, famo a capisse. Chiedi abbondanti consigli a “Cechu – la cultura nel palmo di una mano”.Non rileggere mai quello che scrivi, ’ché tanto il surfista non porta con sé gli occhia-li da vista. Riadatta un solo ritornello da stadio per cantare qualsiasi cosa ti passi per la testa.Nessuno ti ha pagato per sapere che le note sono sette.

    2. Fai uso indiscriminato dei termini “pagare”, “crisi”, “onda”, “movimento”“sapere”, “corpo”: dispositivi fiammanti nel corredo del surfista per aumentare il suoprestigio all’interno della comunità surfista. Prevedi imperscrutabilmente la sconfittadell’ultra-capitalismo globale in funzione del postulato per il quale: “basterebbe cheognuno smettesse di prestare il proprio tempo a costo zero e cominciasse a preten-dere i soldi che gli spettano, che l’intero sistema crollerebbe a terra” (Ivi, p. 35).

    3. Impegnati a costruire un immaginario collettivo, “procura una visione del mondo alla povertà di mente” e riscalda i cuori con espressioni e toni d’intesa: “siamo l’onda che vi travolge”, “la nostra felicità è incontenibile”, “siamo l’esercito del surf e abitiamo le pieghe dell’onda” (Ivi, pp. 66-67). Fa in modo che una casa editrice simpatica e postmoderna pubblichi le vere ra-gioni della vera rivolta del vero studente-surfista prima che gli studenti partecipino o riflettano sulla rivolta stessa: “beh sta cosa la dobbiamo sfruttare e per sfruttarla bisogna diffonderla”. (Ivi, p. 46).

    4. Iscriviti al gruppuscolo più prestigioso che trovi e fai in modo che la tua cerchia di amici sia composta da almeno l’85% di ex-marxisti paninari. Coltiva una presunzione e un comportamento al limite della megalomania. Attribuisciti il merito delle rivolte spontanee che scoppiano in qualsiasi angolo del mondo, anche se comprendono componenti eterogenee e multiformi che faticano a riconoscersi in due semplici motti da quattro soldi.

    5. Per quel che riguarda le rivolte non spontanee, limitati a denigrare chi le ha organizzate o vi ha preso parte. Se una rivolta termina con una sconfitta, pre-sentala come una vittoria e usa espressioni come “arrendetevi”, “imbracciamo le tavole”, “dovete pagà”, “all’arrembaggio”, “zumpappero”, “e daje”, etc. Poi ripetile. Poi ripetile. Poi ripetile. Se invece termina con una vittoria, presentala come una sconfitta e usa parole come “imprenditore”, “genitore”, “nonnetto”, “becchino”, “ideologia”, o con facili colpi bassi sessisti contro i manichini del presidente del consiglio.

    6. Denuncia ed escludi spesso le persone. Mantieni molto piccolo ed esclu-sivo il tuo gruppo ma convincili che ogni uomo, donna e bambino dell’Emisfero Boreale (quello Australe non sarebbe credibile) abbia un’intima familiarità con le tue prese di posizione, anche se in realtà le conoscono solo cinque persone, ma soprattutto una. “Dire noi ed intendere io è una delle offese più raffinate”.

    7. Abusa del giochino linguistico conosciuto come “inversione del geniti-vo”: è un segnale sicuro per far capire alle persone che sei un surfista, o stai per diventarlo (“la tintarella del surfista surfa sul governo delle tintarelle”, “combattere le banalizzazioni banalizzando il combattimento”, etc.)

    8. Surfa noncurante sulla vulgata giornalistica, fonte privilegiata delle tue pubblicazioni e delle tue disinvolte, arrabbiate dichiarazioni. Certezza statistica, oggettività presunta e personale convincimento faranno il tuo equilibrio sull’onda. E infine taglia corto, mentre ribattezzi la piazza e la proclami irrappresentabile: ra-gazzi - per essere chiari - “l’esercito del surf non sa più che farsene, ne ha fin sopra i capelli, non vuole, se ne frega, non ce la fa, vuol dire la sua, non ne può più delle ipotesi, non ne vuole sapere, non ha debiti con nessuno, e infine dice basta.” (Ivi, pp. 25-27). Del resto, questa non è la sua crisi.

    9. Spargi compassione, semina ribrezzo, e se puoi intonali emotivamente, nei confronti di quella categoria sociale - lo studente - che deve assolutamente riguardarti, ma addita come compassionevoli soltanto baroni pervertiti, vecchiette sprezzanti, invariati genitori, imprenditori killer e tutti quanti a cospirare segretamen-te contro quel “poveretto” o quella “piaga sociale”. Poi indietreggia e fai conces-sioni: “ammettendo che qualche diritto allo svago, a godersi una vita in cui ha un sacco di energie e di idee ce l’ha pure lui” (Ivi. p. 19), e grazie. Accosta la tua con-dizione a quella delle “categorie sociali più generalmente disprezzate” (Ivi, p. 7) e fai opportunistici accenni al “precariato”, agli “alcolizzati”, ai “discriminati” quanto più spesso ti è possibile, ma in nessuna circostanza li frequenterai o ti sforzerai di conoscere la loro effettiva condizione.

    10. Dimentica la complessità e l’amarezza di quello che hai studiato e le ragioni per le quali lo hai fatto e rendi tutto maneggevole, piacevole, casual, giova-nile-standard, funky, rapido come uno spot televisivo di basso profilo. Ricorda però qualche parola d’ordine, qualche brandello arraffato al gergo dell’autenticità che faccia desumere la tua presunta intelligenza. Critica apertamente “la chiacchiera” (Ivi, p. 57) perché “l’Esserci che si mantiene nella chiacchiera, in quanto essere-nel-mondo, è del tutto tagliato fuori dal rap-porto primario, originario e genuino del proprio essere col mondo, col con-Esserci e con l’in-essere stesso”, ma fanne largo uso perché, in fondo, ogni esercito ha bisogno delle sue tattiche.

    Ora anche tu sei un vero surfista. Anzi, soltanto tu lo sei. Chiunque altro, pur avendo imparato le nove lezioni precedenti, se non fa parte della tua cerchia e’ soltanto un “pro-situ”. Se non ha imparato le le-zioni 1, 3 e 6 e’ un “NONNETTO”. Se non ha imparato le lezioni 2 e 5 e’ un “BECCHINO”.

Commenta

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture.
Anti-Spam Image