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il blog di lorenzo cassata » Come votano ricchi e poveri in Italia?

Come votano ricchi e poveri in Italia?

Postato il 12 Luglio 2015 in grassetto, numeri da salgalaluna

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E’ una domanda che si pone da anni. Nei luoghi comuni si dice che i poveri e gli operai abbiano voltato le spalle alla sinistra per scegliere Forza Italia e la Lega, e che la sinistra sia sostenuta dall’alta borghesia.

Ci sono stati diversi studi sull’argomento, con risultati contraddittori e mai conclusivi.

Dal 10 luglio abbiamo a disposizione alcuni dati sul sito del Dipartimento delle finanze del MEF che possono aiutare a tentare di rispondere alla domanda, relativi alla scelta sul 2 per mille operata dagli italiani nel 2014, quando era ancora opzionale. Dall’anno successivo (2015) è invece efficace, quindi - scelta o non scelta - i soldi saranno destinati ai partiti in base alla divisione operata dagli italiani che hanno indicato un’opzione (in modo analogo con quanto accade con l’8 per mille).
Per cui è naturale che la prima “notizia” è il fatto che l’anno scorso solo 16.518 contribuenti (su oltre 40 milioni, overo lo 0,7 per mille) abbiano scelto di dare il 2 per mille a uno dei partiti che lo hanno chiesto (per confronto, si pensi che sull’8 per mille indicano una delle opzioni circa 18 milioni e mezzo di italiani).

Ma è interessante anche il dato della distribuzione fra i partiti.

Ho ricavato due indicatori: uno di “affezione” al partito, che mette in rapporto il numero di opzioni per quel partito con i voti ottenuti alle politiche del 2013 alla Camera, l’altro di “ricchezza pro capite”, che esprime l’imponibile Irpef medio dei contribuenti per ciascun partito.

Cosa se ne ricava?

Il tasso di affezione è molto più alto della media per i due partiti regionali (Union Valdotaine e SVP).

Tra i partiti nazionali ai primi posti ci sono Sel e la Lega, poi il Pd. Fratelli d’Italia è nella media, Udc, Forza Italia e Scelta civica molto al di sotto.

L’indicatore di ricchezza (imponibile IRPEF medio) mostra una graduatoria molto simile, ma al contrario. Tralasciando Uv, Patt e Svp infatti si collocano sopra la media i contribuenti che hanno scelto Scelta Civica, quindi Forza Italia e Udc. Il Pd è nella media, Fratelli d’Italia leggermente sotto. Seguono Psi, Lega e Sel.

Guarda le tabelle

Conclusioni: che il Pd sia espressione della “classe media” è un risultato “autoprodotto” dai dati, visto che “ottiene” il 61% delle scelte espresse (al di sopra del quasi contemporaneo risultato alle elezioni europee del 2014!).

E’ peraltro molto chiaro che i “ricchi” hanno scelto i partiti di centro destra, in primo luogo Scelta Civica, quindi Udc e Forza Italia, mentre i “poveri” si indirizzano verso Lega e Sel. Fratelli d’Italia appare avere ricevuto il 2 per mille da contribuenti solo leggermente meno “ricchi” di quelli del Pd.

E’ inoltre molto interessante notare come l’affezione al partito, rappresentata dalla quantita di “scelte” effettuate in confronto ai voti espressi alle elezioni, sia inversamente proporzionale all’imponibile IRPEF. Mettendo insieme i due indicatori proposti gli elettorati di Sel e Lega appaiono tra loro molto vicini, così come quelli di Pd e Fratelli d’Italia tra loro e quelli di Forza Italia e Udc.

Guarda il grafico

Si può quindi sintetizzare che i poveri scelgono la sinistra o la destra più “radicali”, il ceto medio sceglie il Pd, i ricchi scelgono il centrodestra. Inoltre i ricchi sono meno affezionati al partito di quanto non lo siano i poveri.

Ovviamente sono conclusioni viziate da alcune forzature (ad esempio Forza Italia non esisteva alle politiche del 2013, quindi i voti sono quelli ottenuti dal Pdl, e manca il Movimento 5 Stelle, che non ha chiesto il 2 per mille), e soprattutto da una quantità di dichiarazioni espresse davvero bassa. Sarà interessante verificarne la tenuta con le dichiarazioni del 2015, che saranno sicuramente molto più numerose, per quanto ho precisato all’inizio.

NOTA del 13 luglio: ho cancellato le parti sulle differenze normative tra 2014 e 2015. Mi era stato spiegato così al momento del mio 730, ma a quanto ho capito (anche se sul sito dell’Agenzia delle entrate non ho trovato una risposta chiara) chi non dichiara nessun partito destina i soldi del 2 per mille allo Stato (cfr. questo link).

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