La notte dei cristalli
Il sindaco di Firenze in questi giorni ha legiferato: tolleranza zero contro i lavavetri. Vittima facile facile: chi non è mai stato infastidito da un lavavetri? Chi non ha pensato, almeno una volta, “io stavolta i soldi non glieli dò”? Quanti hanno spinto sull’acceleratore al semaforo avanzando di qualche centimetro, solo per far capire che sono disposti anche a metterlo sotto, a quel lavavetri, se solo ci prova, a pulirgli il parabrezza? Vi ricordate quando solo qualche anno fa si usava dire “un polacco” come sinonimo di “un lavavetri”?
Un capro espiatorio perfetto, il lavavetri: “né di destra né di sinistra”, come la “sicurezza”, questo simulacro che piace tanto agitare nel vacuo della politica. Né di destra, né di sinistra, in effetti: semplicemente nazista. E quel caro lettore di Repubblica che stava diventando razzista è oggi ufficialmente (all’86%, in questo momento) uno dei tanti neofascisti italiani che votano DS (in via di trasformazione in PD) e governano le città d’Italia.
Alcuni (pochi) link contenenti democratica saggezza: lo sciopero di Onemoreblog | il semaforo tornerà mesto e vuoto | Il dispotismo della realtà | Il sogno d’ordine del candidato Walter | Io, finto lavavetri, preso dopo tre minuti | Io, per un giorno lavavetri | Un lavavetri raccontato a natale |




























27 Ottobre 2009 ore 20:12
FINISCE IN ZERO
…il miglior successo nella vita
è interrogarsi spesso…
Sotto zero
Risposte nessuna?
Stanchezza profonda!
C’è qualcuno in sottofondo che abbraccia una chitarra?
Mi accordo giù in un lungo sospiro da vagabondo!
Mi sottraggo dall’ideale jeans?
No, riesco e soggiorno nell’ascolto di un sfoggio sound!
In sottovoce, cacchio ho dimenticato la sciarpa da lei?
Quanti problemi con un amore rinchiuso!
Riuscirò mai a rilassarmi in sottobraccio?
Neanche dentro un alito anestetizzante!
Tre giorni sottostanti dal ghiaccio azzurro?
Lo so è assurdo, ma i miei occhi s’insaponano di cielo!
L’aroma della mia sottoterra è sopravvissuta?
Impazienza e le mani strofinate all’ingresso di un caffè!
Folti sottoufficiali o qualche ciocco di cinema da incorniciare?
Ah, ragazzi che bella atmosfera è l’indefinibile!
Mi riallaccio di sottocchio la sera e i miei stivali di passo in tasca?
Si, rientro a casa e m’incendio con una coperta tranquilla!
Risposte nessuna?
Stanchezza profonda!
Lo zero è sotto…
E nel mio disordine il sottotitolo è dormire.
©
Da “Ammissioni”
di Maurizio Spagna
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L’ideatore
paroliere, scrittore e poeta al leggìo-