Volta & Gabbana
E l’antidoto che ho al futuro anonimo
è la scritta Calvin Klein, è la firma D&G tatuata sugli slip
sopra la vita dei jeans che quest’anno va bassa, va bassa
(Baustelle, A vita bassa)
Dolce & Gabbana, i due stilisti antipatici, conosciuti dalle masse anche come “D&G”, cercano ogni giorno di stare antipatici a più persone.
Già ai primi posti tra gli stilisti boicottati dagli animalisti, non paghi di aver dato della “stronza” a una giornalista del Sole 24 Ore per aver scritto male del loro ristorante, e di aver costretto il giornale a far scrivere un’altra recensione, stavolta positiva (altrimenti al Sole non sarebbero più toccate pubblicità D&G), ora sono nel mirino delle femministe e perfino di Amnesty International.
La loro pubblicità, in cui un “branco” di 4 deficienti vestiti D&G stupra una ragazza, non è stata gradita. In Spagna, dopo l’intervento di ministeri e gruppi di donne, è stata ritirata. In Italia gira ancora.
Finché serve.
Perché - ovviamente - questa campagna di minacciato “boicottaggio” lanciata dalla Filtea-Cgil, ripresa da Amnesty international e che già trova l’appoggio di vari senatori, della moglie di Mastella e del coordinamento delle lesbiche romane, porta di per sé altra pubblicità.
E, finché serve la polemica, i due stilisti destrorsi e sempre più antipatici terranno in vista le loro foto, poi le toglieranno, come già hanno fatto in Spagna.
Sarà sempre troppo tardi.
Questa pubblicità è solo una delle tante. E’ vero.
E’ vero pure che di marketing i due se ne intendono.
Ma è anche vero che due stilisti che si spacciano per artisti della pubblicità, che minacciano boicottaggi di pubblicità ai giornali meritano come minimo un minacciato boicottaggio dei loro prodotti.
E magari stavolta l’antipatia gli si ritorcerà un po’ contro.
Non è un caso che a difendere D&G sulla stampa siano - soli - il Foglio e l’arancione Riformista, campioni del “politicamente merdoso”.
Non funziona? Almeno proviamoci. Gabbiamoli.




























6 Marzo 2007 ore 13:32
ma sai, io quei due li boicottavo già da prima, per la semplice ragione che la loro roba non mi piace. e, all’inverso, temo che quella loro pubblicità risponda bene al gusto di chi la roba D&G la comprava già.
6 Marzo 2007 ore 13:40
lo so. probabilmente hai ragione. Ma è anche vero che qualcuno gli doveva dire prima o poi qualcosa. Magari questa inziativa un po’ inutile di “boicottaggio” aiuta a trovare la vera “contromossa” culturale per gabbare d&g. Questo volevo dire.