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Salgalaluna » 2014 » Maggio

il blog di lorenzo cassata

108 - L’Armata dei Sonnambuli

Postato il 4 Maggio 2014 in letti/riletti da salgalaluna

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Ecco un libro che si legge immergendosi nelle pagine e che continua a ruminare nella testa dopo la fine: L’Armata dei Sonnambuli, l’ultima fatica del collettivo Wu Ming, ambientato negli anni successivi alla Rivoluzione francese del 1789.

Numerose storie e personaggi partono distanti per avvicinarsi e congiungersi nel “quarto atto”.

Orphée D’Amblanc, medico mesmerista, già impegnato in guerra in Nord America, afflitto da ferite non solo fisiche, cerca risposte.

Léo Modonnet, attore scappato dall’Italia in Francia dopo una rissa finita male, è perennemente alla ricerca di un palcoscenico.

Marie Nozière, sarta rimasta da sola a crescere il figlio Bastien, fugge la forse possibile normalità per inseguire la libertà.

Il cavaliere d’Yvers, nobile decaduto e pazzoide, si dedica a preparare sotterraneamente la controrivoluzione.

Treignac, ciabattino e poliziotto “rivoluzionario”, protegge il popolo del suo quartiere.

Intorno a questi personaggi se ne muovono tanti altri “minori”. Le lingue si mescolano e il dialetto popolano è reso con un efficacissimo vernacolo emiliano.

Il romanzo descrive quegli anni in cui la rivoluzione francese cercò di consolidarsi e normarsi, mentre il popolo continuava a “farla”. La convenzione legiferava a fatica, intanto i sanculotti chiedevano misure di equità sociale contro gli “accaparratori”, d’altra parte nelle zone periferiche (non solo in Vandea) si insorgeva per il ritorno della monarchia. Questa lotta continua è descritta molto bene, così come i meccanismi attraverso i quali il potere riuscì a ricavarne nuovi modi per perpetuarsi: il terrore giacobino è seguìto da quello termidoriano.

La forza di questo libro è quindi completata dal magnifico Atto Quinto: “Come va a finire”. Se già prima in ogni passaggio il lettore può trovarci tante metafore di altri passaggi storici (dalla rivoluzione russa allo stalinismo? la fine della seconda guerra mondiale? il post-anni ‘70 in Italia?), dopo aver letto l’ultimo capitolo del volume ci si può davvero sbizzarrire per partire in una sorta di viaggio nel tempo.

Per quanto riguarda l’intreccio, l’ho trovato appassionante fino alla fine, con un “cedimento” alla letteratura di genere forse più marcato che in altri libri del collettivo. La dinamica della spedizione investigativa nell’Alvernia e poi l’atto quarto quasi completamente rimandano a numerose trame classiche della letteratura, del fumetto e della cinematografia fantastica e d’azione: Guerre Stellari, Dylan Dog, Harry Potter, le saghe sugli zombi, 300, Stephen King, ecc. Personalmente, anche da ex giocatore di ruolo, ne sono rimasto entusiasta e mi sono immaginato possibili varianti e bivi ad ogni passo.

Il libro è intrigante poi per i rimandi “nascosti” ad altri testi, a cominciare da “Manituana“, il volume del collettivo Wu Ming ambientato in America. Le citazioni di brani utilizzati per dialoghi dei personaggi, gli articoli di giornali d’epoca sono tutti stimoli alla curiosità, non del tutto appagata dall’atto quinto del libro.
L’Armata dei Sonnambuli infine parla di Rivoluzione: chi la fa, chi la mantiene, chi la combatte. Ne parla in modo romanzato e complesso, e andando a rimestare nella rivoluzione che ha dato il via alla storia contemporanea, epoca in cui ci troviamo ancora a vivere oggi. Non è poco.

Sbrisga.

Link: | Su Giap! il post per commentare il libro dopo averlo letto | Einaudi | Carmilla | Huffington Post | Dinamo Press | La pagina di Giap! con le date del tour di presentazioni e il progetto musicale Bioscop |



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