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Salgalaluna » 2013 » Marzo

il blog di lorenzo cassata

Analisi del v(u)oto

Postato il 5 Marzo 2013 in grassetto, numeri da salgalaluna

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E’ ormai passata una settimana abbondante dal weekend elettorale che ha visto tutti vincere e tutti perdere. La mia “analisi” è composta dalle considerazioni sparse che seguono.
Io credo che i “sondaggi” elettorali siano tendenzialmente attendibili, almeno nelle differenze tra un partito e un altro, e nella valutazione del trend temporale delle percentuali. Se i sondaggi dicevano una cosa e alla fine dalle urne ne è uscita un’altra, il motivo (principale), secondo me, non è l’errore del sondaggio, ma il cambiamento di opinione degli elettori negli ultimi giorni.
Nonostante lo stupore di molti si sia concentrato sul risultato della coalizione di destra, quel risultato era previsto da settimane: il PDL ha preso il 21,6%, la coalizione intera il 29,2.

Le distanze maggiori tra sondaggi a pochi giorni dal voto e risultati elettorali si sono registrate per la coalizione PD-SEL-PSI e per il Movimento 5 stelle.

Dentro questa differenza secondo me c’è la chiave per capire una cosa importante. Proprio negli ultimi giorni molti indecisi di sinistra hanno abbandonato il “centrosinistra” per votare Grillo. Aggiungo: altri hanno abbandonato Rivoluzione Civile, che dai sondaggi era data a ridosso del 4% fino a pochi giorni prima del voto e alla fine ha ottenuto un misero 2,2.
Secondo gli studiosi dei flussi elettorali, il voto al Movimento 5 Stelle viene sia da destra che da sinistra, ma soprattutto da sinistra. Secondo me la storia è approssimativamente questa: il grosso dell’elettorato originario al M5S viene da sinistra, l’anno scorso è arrivato anche quello dei delusi di destra, pareggiando o quasi quello già acquisito. Con queste elezioni, nelle ultime settimane e soprattutto negli ultimi giorni, si è ingrossato nuovamente quello proveniente da sinistra.

Cosa ha convinto, quindi, molte persone indecise “di sinistra” a votare, invece di PD-SEL o Rivoluzione civile, il Movimento di Grillo e Casaleggio? Secondo me è stata la campagna elettorale. Le alternative erano chiare, lo sono diventate sempre più:

- un grigio consesso di burocrati autoincensatisi con le “primarie” che avrebbe governato insieme a Monti, proseguendo le politiche di austerity con “responsabilità”: la coalizione PD-SEL

- un carrozzone di vecchie “glorie” comuniste verdi e dipietrine condito con qualche bravo ex magistrato, con buone probabilità di “buttare il voto” sotto la soglia di sbarramento: la lista “Rivoluzione Civile”

- un’armata Brancaleone di ragazzi onesti, scelti più o meno a casaccio tra gli “attivisti” dei meetup di Beppe Grillo, contro tutto e tutti. Una corazzata capace di riempire, tra le altre cose, la piazza politicamente più importante di Roma, il venerdì prima delle elezioni: il Movimento 5 Stelle.

Insomma, senza l’insistenza di Bersani (e Vendola) sulla necessità di (non) governare il cambiamento insieme ai “centrini” di Monti, Casini, Fini, Montezemolo, ecc. ecc. e con una campagna elettorale più all’attacco secondo me il centrosinistra avrebbe (almeno) centrato il risultato pronosticato, arrivando al 33-35% e vincendo, al Senato, in (quasi) tutte le regioni.

D’altro canto se Rivoluzione Civile fosse stata davvero una coalizione di personalità specchiate dell’associazionismo, dei movimenti sul territorio, del sindacalismo, delle migliori esperienze di governo locale ecc. (e io qui dò parte della responsabilità anche ai promotori di “Cambiare si può”, che avrebbero dovuto imporsi, magari creando un’altra lista affiancando quella fatta dai partiti, anche come “provocazione”) senza inzeppare le liste col manuale Cencelli dei partitini, avrebbe (almeno) centrato l’obiettivo di entrare in Parlamento.

Ma, direbbe qualcuno, “la storia non si fa con i se”. Oppure, direbbe qualcun altro, “se mio nonno aveva tre palle era un flipper”.

Ma siccome leggo ovunque che “se avesse vinto Renzi” sarebbe stato tutto più bello, voglio contribuire alle ipotesi. E visto che la vittoria di Renzi alle primarie è stata - nel bene e nel male - decisa dagli elettori del centrosinistra, mentre le scelte di campagna elettorale le hanno fatte i leader di partito, preferisco esercitare le mie ipotesi sulle scelte che coinvolgono meno persone e che sono quindi più realisticamente riformabili.

Conclusioni? L’impasse attuale è interessante, perché il risultato non ha spiazzato solo il centrosinistra (vincitore ma non abbastanza) e la sinistra (sconfitta nuovamente), ma anche il movimento 5 stelle, che - diventando determinante per governare - può essere messo alle strette. Tutto sta all’intelligenza politica di PD e SEL. “Allora stiamo freschi” - mi dirà qualcuno. Probabile, ma una possibilità ora c’è, va solo colta.

Infine qualche considerazione sul movimento 5 stelle. E’ stato accusato di essere sostanzialmente un movimento “fascista”, “qualunquista” o “populista”.

Del fascismo non presenta le caratteristiche peggiori e ostentate (squadrismo, razzismo, violenza), ma ha un’ideologia fondamentalmente simile: quella secondo cui viviamo in un mondo senza classi sociali, senza punti di vista. L’unica discriminante sarebbe se “un’idea” è “buona o cattiva”. L’assenza di categorie ideologiche denota, generalmente, un’ideologia reazionaria. L’esplicazione di questa ideologia reazionaria in forma di violenza organizzata contro selezionate categorie di deboli è il fascismo. Casapound ad esempio ha esattamente questo tipo di impostazione, e la rivendica anche. Ma non siamo ancora a questo punto, direi. Siamo un passo prima. Il movimento 5 stelle ha un’ideologia certamente populista, ma il suo odio, attualmente, si rivolge alla “Casta”, che è un nemico (ancora) forte. Il che ne fa un’organizzazione politica non fascista.

Se la categoria “Casta” inglobasse piano piano, come pare accadere in alcuni momenti anche sul blog di Beppe Grillo, oltre ai “partiti” anche soggetti deboli, come (ad esempio) immigrati o dipendenti pubblici, i “grillini” avrebbero fatto dei passi concreti verso il fascismo. Alcuni “scivoloni” già in questa settimana si sono visti, a cominciare dalle sciocchezze storiche scritte dalla neocapogruppo alla Camera del Movimento 5 stelle Roberta Lombardi. Leggete direttamente dal suo blog il primo e il secondo post.
Detto questo, di semi-fascismo siamo stati ben bene riempiti negli ultimi decenni: vogliamo ricordare che il “centrodestra”  (con Bossi e Fini in prima fila, insieme a Berlusconi) ha urlato contro gli immigrati e ha reso un reato la clandestinità o che il centrosinistra ha istituito i CPT (diventati poi CIE)?

Centrosinistra e centrodestra hanno in questi ultimi 20 anni fatto del “fascismo attivo”, discriminando i malati che non hanno potuto curarsi con le staminali o praticare la fecondazione assistita (il fondamentalismo religioso è un pezzo di fascismo), attuando “riforme” del lavoro che hanno reso sempre più “libero” il padrone di licenziare il dipendente, creato forme di lavoro “a termine” senza diritti e contributi associati. E’ stato fatto “fascismo istituzionale” tagliando i fondi ai servizi sociali e alle borse di studio, alle scuole e alla ricerca, all’università e agli ospedali. E’ stato fatto “fascismo concreto” manganellando senza pietà alle manifestazioni e negli stadi come nelle strade e nelle carceri, per poi promuovere o dare incarichi di rilievo ai poliziotti che si sono macchiati di questo tipo di reati. E’ stato attuato un “golpismo di fatto” per due anni pieni, prima prorogando il governo Berlusconi nel 2010 permettendogli di “riconquistare” qualche parlamentare perduto e votare l’orrida “riforma” Gelmini, nel 2011 istituendo un governo (il governo Monti) che non voleva nessuno e che infatti in campagna elettorale è stato attaccato da Monti stesso, nel 2012 prorogando Monti, obbligandolo a dimettersi a tempo, dopo aver approvato la legge di stabilità.

Il populismo dei 5 stelle, d’altro canto, è stato creato dal potere stesso: dalla grande stampa in particolare. Qualcuno ricorda che il termine “Casta” deriva da un bestseller di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, tra i migliori giornalisti in circolazione in Italia e dipendenti del Corriere della sera? Qualcun altro forse potrebbe ricordare che l’attacco sistematico alla “classe politica” è il gioco a cui giocano Report e, nelle sue varie forme, Michele Santoro.

E’ una forma di populismo infatti tenere in piedi una polemica politica fatta solo di inchieste giudiziarie, per poi pulirsi la coscienza ospitando un qualche operaio disperato a fine trasmissione. Ma la fa Santoro, la fa da anni, con il plauso dei telespettatori “di sinistra”.
Stupisce infine che gli elettori di sinistra, che hanno fatto fallire i quotidiani Liberazione e Pubblico e messo in crisi gravissima Manifesto e Unità, e che leggono invece in massa il “Fatto quotidiano” , si siano spostati verso il movimento di Grillo&Casaleggio?

Ora parlare di fascismo solo perché arrivano dei parlamentari nuovi con le idee confuse, con dietro un ideologo inquietante come Casaleggio e un comico urlatore provocatore come Beppe Grillo, mi pare esagerato. Al momento insomma sono più incuriosito che intimorito. E forse mi farebbe più paura l’ennesimo “colpetto” alla democrazia dell’ottuagenario Napolitano (con un governissimo Amato, Renzi, o chissà chi) di un incarico di governo a Giuseppe Pietro Grillo, detto Beppe.

Un’ultima considerazione. Nella sinistra “radicale”, oltre a “smascherare” il populismo di Grillo e dei suoi “discepoli”, si è imputato, a tratti, al Movimento 5 stelle di cannibalizzare i movimenti sociali nel paese. Su questo punto non sono d’accordo. Non bisogna, non si può, accettare la retorica grillina. Il “Movimento 5 stelle” è un partito. Non è che siccome nel nome hanno messo la parola “movimento” sono un’altra cosa. Abbiamo già avuto altri partiti con la parola “movimento” nel nome e - oltre a tornare al paragone col fascismo - non ha certo significato che non avessero attivisti, militanti, quadri, parlamentari, leader, ecc.

L’uso della “rete” e degli strumenti “web2.0″ che fanno i grillini mi sembra del tutto rudimentale. Il blog di Beppe Grillo è un mezzo assolutamente NON partecipativo. Sfido chiunque a leggere tutti i commenti a un solo post di Beppe Grillo. Sono quasi sempre oltre il migliaio. L’”organizzazione” avviene tramite forum on line, strumento abbandonato da un decennio da quasi tutta la rete tranne quelli che fanno i sottotitoli ai telefilm americani e qualche nostalgico degli anni ‘90.

Ma, soprattutto, Internet è un mezzo, non un fine. Una mailing list può parzialmete sostituire una riunione, un sondaggio on line una consultazione telefonica, un “liquid feedback” (quando mai sarà pronto) forse un’assemblea. Ma tutto ciò non toglie che i “grillini” sono parte di un partito, con iscritti e rappresentanti. Niente di più banale. Se riusciranno ad essere forti e coerenti da vincere alcune battaglie che hanno sposato (No Tav, No Ponte, No inceneritori…), i cittadini che in questi anni hanno combattuto saranno contenti, ma sarà un risultato delle loro lotte, non di Beppe Grillo.
Per cui, in conclusione, lo dico ai miei amici rivoluzionari e anche ai Wu Ming: se Grillo ha preso tanti voti è una questione che riguarda i partiti. Per organizzare movimenti, dobbiamo bussare ad altre porte. Le stesse di sempre: quelle di lavoratori, precari sotto scacco, studenti, licenziati, cittadini di territori sotto tiro.

Lasciamo che i grillini facciano i consiglieri comunali, regionali e i deputati. Noi (ri)organizziamoci per le lotte.



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