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Salgalaluna » 2012 » Luglio

il blog di lorenzo cassata

Ho pagato l’IMU in 10 secondi

Postato il 27 Luglio 2012 in grassetto da salgalaluna

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Sulla mia casa a Tor Pignattara pago l’IMU. Un mesetto fa ho pagato. Sul sito del comune di Roma ho inserito la rendita catastale e mi ha calcolato la rata. Con un F24 on line ho pagato la cifra. Il tutto in circa dieci secondi netti.
Inoltre, mentre se avessi una casa a Boston sarei dovuto uscire e imbucare una lettera con dentro un assegno, dopo ho avuto anche il tempo di leggere le stronzate di Alesina sull’Espresso.

103 - Eseguendo la sentenza

Postato il 20 Luglio 2012 in letti/riletti, memoria da salgalaluna

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Si parla tanto di trattativa, in questi giorni. Della trattativa che lo Stato italiano avrebbe condotto nel 1992-1993 con la mafia siciliana.
Sarebbe l’ennesima trattativa che la nostra repubblica ha sotterraneamente condotto con criminali di diversa risma. Molte volte questi accordi sottobanco sono poi venuti alla luce (si pensi al sequestro Cirillo da parte delle Brigate Rosse, al cosiddetto “Lodo Moro” sui palestinesi in Italia, alla fuga di Kappler…), molte altre sono rimasti nell’ombra.
Per 55 giorni del 1978, dal 16 marzo al 9 maggio, le Brigate Rosse, all’apice della propria attività e del proprio consenso, tennero sequestrato Aldo Moro, all’epoca presidente della Democrazia Cristiana.
Attraverso i loro comunicati e le lettere di Aldo Moro, le BR cercarono di intavolare, appunto, una “trattativa”, che non cominciò mai veramente. Furono tentate, in quei giorni (e lo ricapitola bene Miguel Gotor nel suo bel libro sulle lettere di Moro), trattative segrete, come tante ce ne erano state e tante ce ne sono state dopo. Ma le BR volevano un riconoscimento e una trattativa pubblici. Una cosa impensabile per i democristiani, peraltro incalzati dagli ancora più intransigenti comunisti, che proprio il 16 marzo votarono per la prima volta (appoggio esterno) dal dopoguerra un governo monocolore democristiano.
Giovanni Bianconi
, in questo libro uscito nel 2008, a 30 anni di distanza dagli eventi raccontati, è bravo a ricapitolare in ordine le cose successe in quei giorni, dai diversi punti di vista. Quelli dei palazzi del potere, quelli delle case dei brigatisti, quelli dei familiari e amici di Aldo Moro.
Come altri libri dello stesso autore, si legge con piacere una storia di cui si sa tanto, ma che per la sua centralità nella politica italiana continua ad interessare, anche nei suoi lati “oscuri” (che ci sono, anche se Bianconi tende ad accantonarli per concentrarsi sul tanto che è noto).

Spending Review: the day after

Postato il 5 Luglio 2012 in grassetto da salgalaluna

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Ieri finalmente i giornali e i siti web hanno ricapitolato i contenuti della mitica spending review. Si tratta, in effetti, della ennesima manovra di tagli sul pubblico impiego e sui servizi pubblici degli ultimi anni. Pur perdurando da vent’anni questo tipo di “manovre”, l’inasprimento dato dal governo Tremonti-Brunetta alla punizione contro “gli statali” è stato davvero un colpo inusitato. E quello ulteriore del governo Monti va oltre la spallata, oltre la frutta, oltre la fossa già scavata.

Di questo se ne rendono conto i dipendenti pubblici, anche se sono ormai più rassegnati che disponibili alla lotta. Infatti sono abituati ad avere al loro fianco solo un sindacato (la CGIL), che peraltro sciopera mediamente 6 mesi dopo l’approvazione del provvedimento in Parlamento. Così è stato, a partire dalla madre di tutte le finanziarie di questi anni (la legge 133 del 2008). In realtà ci sarebbero anche i sindacati di base, ma il loro politicismo è ancora più grave di quello della CGIL. Infatti non solo scioperano comunque in ritardo, ma lo fanno soprattutto “contro la CGIL”. Del merito chi se ne importa. E infatti il giornale più stalinista e falsificatore che esista al momento (”La Repubblica”) può permettersi di propagandare l’aggiornamento della 133/2008 e della Finanziaria 2010 di Tremonti come una nuova “spending review” rivoluzionaria.

Eppure. Stamattina sono stato in un ospedale romano per la “preospedalizzazione”. Tra un’analisi e l’altra, ho passato nei corridoi più di 5 ore.
E per larga parte non si parlava d’altro. Tra pazienti sembrava di stare come tra i vecchietti che commentano lo stato avanzamento lavori del cantiere sotto casa. Ognuno aveva la sua opinione. Tanti luoghi comuni, ma anche un generale rispetto per i medici e il personale degli ospedali. Alcuni refrain tornavano: meglio l’Israelitico del Fatebenefratelli, meglio il San Camillo del Sant’Eugenio. Ma tutti avevano capito che con la spending review si sarebbero moltiplicate le file già insostenibili e messi ticket dove ancora non ci sono.

Poi una signora ha data la soluzione finale. Non bisogna più curarsi. C’è - sosteneva - una sopravvalutazione del concetto di “vita”. Lei ha già deciso che non vuole né trapianti né trasfusioni. A difesa delle sue tesi proponeva una lettura attenta della Bibbia. Qualcuno la accusava di essere testimone di Geova, lei negava. Era solo la soluzione più ovvia davanti alle scelte politiche degli ultimi anni: lasciarsi morire.



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