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Salgalaluna » 2011 » Dicembre

il blog di lorenzo cassata

92 - I primi della lista

Postato il 10 Dicembre 2011 in visti/rivisti, memoria da salgalaluna

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Secondo i vicini livornesi, si sa, i pisani sono un po’ grulli. E la storia di questo film, scritta e diretta da un pisano dal nome strano, Roan Johnson (già segnalato su questo blog per il suo primo romanzo), pare dare ragione al luogo comune.E’ una storia vera, ambientata nel giugno del 1970, pochi mesi dopo la strage di piazza Fontana, della quale tra due giorni ricorre il 42esimo (!) anniversario. Sono tempi in cui si parla insistentemente, nella sinistra, di un possibile golpe in Italia.

I neofascisti gridavano in piazza: “Ankara, Atene, adesso Roma viene”, invocando un colpo di stato come in Grecia e Turchia. Non si trattava di un’assurdità. L’Europa meridionale era ormai in mano a dittature militari (la Spagna di Franco, il Portogallo di Salazar, e - appunto - la grecia dei Colonnelli, dal 1967) e anche in Italia in parecchi si preparavano a un progetto simile, che fu sul punto di concretizzarsi varie volte, forse in modo più pericoloso proprio alla fine del 1970, nella “notte dell’immacolata”, con il tentativo guidato dal principe neofascista Junio Valerio Borghese.

Molti esponenti della sinistra parlamentare e extraparlamentare passarono varie notti fuori casa in quei mesi, temendo proprio un colpo di stato.

Ma la storia de “I primi della lista” va più in là. Tre ragazzi, di cui il più esperto è il famoso (allora) Pino Masi, cantastorie “compagno”, autore della celebre Ballata del Pinelli e di tanti altri brani impegnati, ricevono una “soffiata” da un giornalista di Roma e decidono di partire e scappare dall’Italia, chiedendo asilo politico all’estero.

Non ci fa una gran figura Pino Masi, paranoico e pieno di sé, ma in fondo solo, né gli altri due ragazzi del movimento, che preferiscono credere alle certezze del loro cantautore di riferimento invece che studiare per l’incombente maturità. Ma insieme vivono un’avventura che non dimenticheranno facilmente, tanto che uno dei tre la racconterà a Roan Johnson, che più di 40 anni dopo ci scriverà un film davvero gradevole con bravissimi attori.

Sono ottime le ricostruzioni d’epoca, con una A112 capace di arrivare ovunque, i telefoni a gettone e altre anticaglie. Siamo però sicuri che il Masi avesse una Moleskine?

100 - Il Terzo Testamento

Postato il 9 Dicembre 2011 in letti/riletti da salgalaluna

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Se avete letto il “Codice da Vinci” di Dan Brown e vi ha appassionato nonostante la trama traballante e la scrittura (o traduzione?) incerta, o se non lo avete letto perché lo avete ritenuto troppo commerciale, ecco la soluzione: leggete “Il terzo testamento”, appena uscito per le edizioni “Giuntina”. L’autore, Luigi Spagnolo, è un filologo, appassionato di testi antichi e della loro interpretazione, nonché di anagrammi.

“Il terzo testamento” è un libro dalla trama avvolgente, scritto in ottimo italiano e pieno di legami con il presente.

Il romanzo è ambientato nella periferia romana. Il protagonista è un parroco, Paolo Lugignis, e quello che gli accade intorno (un campo rom che non piace a una parte degli abitanti del quartiere, un centro sociale trotzkista, una ragazza con problemi ad accettare la malattia del fratello piccolo).
Don Paolo viene incaricato da un alto prelato di tradurre e interpretare un documento davvero incredibile, appena ritrovato in Palestina. Si tratta di un “vangelo” scritto in forma autobiografica, l’autore dovrebbe essere il misterioso Giuseppe di Arimatea.
Mentre legge e scopre verità incredibili, Don Paolo si pone domande su se stesso e sul suo passato: chi è lui veramente? Perché ha scelto di diventare prete? Cosa ne è stato della ragazza che aveva amato? Come deve comportarsi con la madre in fin di vita?
Don Paolo riflette e arriva alla conclusione dei propri tormenti proprio mentre finisce di tradurre lo scottante documento, aiutato anche dalle sedute di psicoterapia con il professor Mattia Levi.



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