Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66
Salgalaluna » 2011 » Settembre

il blog di lorenzo cassata

90 - Carnage

Postato il 27 Settembre 2011 in visti/rivisti da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

Il massacro (carnage) cui allude il titolo dell’ultimo film di Roman Polanski è tutto metaforico. Non c’è sangue nella trama. Non c’è nemmeno molto movimento, anzi c’è unità di luogo, di tempo e di azione, a parte le incursioni panoramiche sui ragazzi che giocano al parco di Brooklyn nei titoli di testa e di coda. Non a caso il film è tratto da un’opera teatrale.

Due genitori vanno a trovare altri due genitori nella civilissima New York, capitale della civiltà occidentale. Cercano un modo “civile” per mettersi d’accordo, dopo che i rispettivi figli si sono insultati e malmenati al parco. Uno dei due ha due incisivi rotti da un bastone, ma la civilissima Penelope (Jodie Foster), madre di Ethan (il bambino colpito) pare voler risolvere la cosa con un po’ di educazione, parlando e discutendo, così come il marito Michael (John C. Reilly). D’altra parte i genitori di Zachary (Nancy e Alan, ovvero Kate Winslet e Cristoph Waltz), il piccolo bastonatore, danno la sensazione di rendersi conto che il loro pargolo è dalla parte del torto e vorrebbero rimediare in qualche modo.
Inizialmente i quattro adulti si fronteggiano in una gara di ipocrisia, evitando di sputare esplicitamente fuori un odio reciproco che è palpabile fin dal principio. Ma la conversazione non termina mai. I 4 sembrano rimanere intrappolati nel salotto e a forza di caffè, torta di mele e pere, whisky e tulipani, finiscono per dare luogo al “massacro” verbale (simbolicamente l’esplosione è data da un fiotto di vomito di Nancy sui cataloghi d’arte di Penelope): un tutti contro tutti in cui le due coppie sfogano le rispettive frustrazioni sul partner e gli insulti volano pesanti, tanto da fare impallidire quella bastonata al parco fra ragazzini.

Dietro le due coppie beneducate ci sono da una parte un avvocato squalo che difende le multinazionali del farmaco e una broker con perenne acidità di stomaco, dall’altra un venditore di maniglie e scarichi di gabinetti attaccato alla mamma e una velleitaria “scrittrice” dei drammi africani.
Il film distrugge così in un colpo solo la morale borghese, il buonismo intellettuale, la vita di coppia e la famiglia “bene”. Di edificante non rimane nulla, persino i tulipani vengono distrutti nel massacro e si ritorna a contemplare il parco di Brooklyn, dove i ragazzini continuano a giocare e (ogni tanto) a darsi bastonate.

Per lo spettatore è un continuo massacro psicologico, in cui l’inquietudine si mischia con il divertimento, la risata con l’avvilimento: un film da vedere, grazie anche alla recitazione perfetta dei quattro attori.



Pages (1) : [1]