Beppe Grillo lancia, domenica, una delle sue provocazioni: si candida come segretario del PD.
Si scatenano subito le reazioni preoccupate dei fassini, bersani e franceschini.
Poi passa il lunedì, alla ricerca di una motivazione per impedire a Beppe Grillo di candidarsi.
Gli dicono che non può iscriversi in Sardegna, dove non è residente. E allora il comico genovese si iscrive via internet indicando la sua residenza, come da Statuto del partito.
Ma in base allo Statuto, la commissione di garanzia del PD decide nella serata di martedì che Beppe Grillo non è “iscrivibile” nell’anagrafe dei democratici. La motivazione è che Beppe Grillo “ispira e si riconosce in un movimento politico ostile” al PD. Questo “movimento politico” sarebbe (presumibilmente) quello dei meetup e delle Liste Civiche “Amici di Beppe Grillo”.
Ma leggendo lo Statuto del PD questa motivazione non è prevista. Infatti ecco cosa c’è scritto (articolo 2 comma 8 dello Statuto):
L’iscrizione al partito così come la registrazione nell’Albo degli elettori e delle elettrici possono avvenire anche per via telematica, sono individuali e sono perfezionabili a partire dal compimento dal sedicesimo anno di età. Sono esclusi dalla registrazione nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivi. Qualora la Commissione di garanzia abbia cognizione di tale causa ostativa riguardo a persone già registrate ne decreta la cancellazione e stabilisce un congruo termine entro il quale tali persone non possono nuovamente chiedere di essere registrate.
Come chiunque può leggere, non si fa riferimento a nessun “movimento politico”, nello Statuto. Sul Corriere della sera di oggi ho letto (forse mi sbaglio) che Adinolfi parla di una “scadenza” per candidarsi il 23 26 giugno, ma sul regolamento si parla del 23 luglio. Il 26 giugno è il giorno in cui è stato emanato il regolamento, alla cui data (leggendo l’articolo 9 comma 3 dello Statuto, che riporto qui sotto) Beppe Grillo, per candidarsi, doveva già risultare iscritto al PD. Ma questa motivazione non è stata usata dalla Commissione di Garanzia, che ha preferito rifiutare l’iscrizione tout court.
Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni.
Insomma i dirigenti del PD hanno paura di Beppe Grillo. Hanno paura che i sondaggi dell’Espresso siano veri e che davvero Grillo possa vincere le elezioni come segretario del partito. Se avessero accettato tranquillamente la candidatura, probabilmente Grillo avrebbe preso una percentuale risibile. Ora, se Beppe Grillo riuscirà a candidarsi (magari “ricorrendo” contro le decisioni della commissione di garanzia) riceverà sicuramente tantissimi voti. Tra cui il mio, che elettore del PD non lo sono davvero, e che non ho mai apprezzato completamente Beppe Grillo.