Notte prima degli esami
Vorrei qui scrivere di un particolare possibile utilizzo dei social network: la politica.
Ho infatti appena perso passato più di un’ora del mio tempo ascoltando e guardando in diretta l’assemblea de iMille ( o “Piombini”, o “Lingottini”) al Lingotto di Torino, invece di andare al mare.
I social network (e in particolare il più diffuso: Facebook) sono un sistema di comunicazione molto potente e, in qualche caso, utile. Più diretto e quindi più penetrante della tv o della radio, il social network permette di dire al “mondo” (o meglio a qualche decina, centinaia o al massimo 5mila “amici”) quello che ti pare.
I social network permettono quindi anche di comunicare messaggi, informazioni e appuntamenti politici.
iMille non hanno in comune politicamente nulla, tranne di essere sfigati militanti del Partito Democratico che hanno un account su facebook. Essendo mediamente evoluti (sanno usare internet) hanno idee laiche, ma - non essendo schizofrenici - non sono radicali.
L’assemblea dei piombini non ha fatto emergere critiche politiche al PD, quanto critiche organizzative. Ai lingottini dà fastidio che si facciano le “primarie” (peraltro continuando ad abusare impropriamente di questo termine) con regole decise dall’alto, liste bloccate, candidati prefabbricati.
iMille vorrebbero candidarsi loro, poterlo scrivere su facebook e magari organizzare un “evento” per propagandare la propria elezione al congresso del PD.
I piombini sarebbero ben contenti di poter votare attraverso i “Like” di facebook invece che nelle pallosissime sezioni (pardon “circoli”) del partito.
Bersani piace un po’ di più rispetto a Franceschini, perché ha un account su facebook. La candidata ideale sarebbe Debora Serracchiani, visto che l’hanno conosciuta su facebook e youtube.
Ma i lingottini non si accorgono (come Veltroni e - temo - come anche tutti e due i candidati alla segreteria del PD) che la politica non è solo comunicazione, seppure evoluta. E’ per questo che Bersani, Franceschini e persino Debora Serracchiani hanno avuto gioco facile a calare sull’assemblea di Torino e farsi propaganda personale.
I militanti del PD se vogliono tornare a vincere le elezioni devono cominciare a fare quello che non hanno mai fatto, ovvero politica: organizzare o partecipare alle lotte nei posti di lavoro, battaglie sociali nei quartieri, manifestazioni per i diritti sociali e civili, convegni con idee chiare in testa sul futuro. I militanti del PD dovrebbero fare politica di opposizione, ogni giorno, nei sindacati, nelle associazioni e con il loro partito.
Poi potrebbero usare facebook (e il telefono, l’email, il walkie-talkie, twitter o quello che preferiscono): per comunicare che alle 13.00 c’è un picchetto al centro, alle 16.00 un volantinaggio al supermercato, alle 20.00 un concerto di raccolta fondi.
Queste cose un militante del PD (tranne rare eccezioni) non le fa da anni.
I militanti del PD hanno smesso da anni (anche quando erano militanti dei DS e della Margherita) di fare politica.
E i migliori di loro si sono messi a giocare con i social network.



E’ l’ultimo libro uscito in Italia della scrittrice
A chi non ha letto il libro, credo, il film risulterà poco più intrigante di un film tv. A chi invece il libro l’ha letto il film sembrerà una rilettura (veloce), tanto è fedele e “didascalico”. Interessante comunque fare il confronto tra i personaggi come si sono immaginati leggendo e come sono stati resi al cinema: Mikael è un po’ sotto tono, Lisbeth troppo poco infantile nell’aspetto, Erika troppo poco sensuale, ottimo Henrik Vanger.