Alla manifestazione della sinistra di ieri sono arrivato tardi, verso le 16.30. Mi sono risparmiato metà corteo, partendo direttamente dal Colosseo. Ma la quantità di persone che manifestavano era indubbia anche a quell’ora. Decine di migliaia, probabilmente pù di 100mila (dal palco diranno 400mila, poi 500).
Il corteo è in gran parte un po’ triste, persone di tutte le età, ma la media è un po’ elevata. Non ci sono slogan, ma tante, tantissime bandiere. Nell’ordine di Rifondazione, dei Comunisti Italiani, di Sinistra Democratica e dei Verdi. Pochi gli striscioni e le bandiere fuori dai 4 partiti dell’ex “La Sinistra l’Arcobaleno”. Ho visto un “No Dal Molin” e un “No alla Gelmini”, poco altro.
Gli unici cori che si alzavano erano quelli che riecheggiavano “L’Internazionale” o “Bandiera Rossa”, pure dagli spezzoni di di Sinistra Democratica. Niente carri musicali, né bande. Solo innumerevoli striscioni di sezioni e federazioni di partito, dalle parti più sperdute d’Italia.
Alla fine del corteo non tutti entrano nella piazza dell Bocca della Verità (non se ne capisce il motivo, ci sarebbe spazio) e si fermano prima, tra Circo Massimo e Bocca della Verità. Tardi entra il rumoroso gruppo di Action, che quasi interrompe gli interventi dal palco.
Dal palco si alternano insegnanti, precari, attivisti, operai. E si grida “Berlusconi vaffanculo” e un assurdo rap cantato da bambini, contro la ministra Gelmini, mentre il furgoncino in piazza fa affari d’oro vendendo bottigliette d’acqua a 2 euro e birre a 4.
Dimostrazione di esistenza della sinistra di partito, non molto di più.