73 - L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza
Che film delizioso! Un piccolo capolavoro brasiliano di Cao Hamburger, alla sua seconda prova da regista. Il piccolo Mauro viene portato a casa del nonno dai genitori, due attivisti politici di sinistra nel Brasile dittatoriale del 1970, promettendo di tornare per la “coppa”. I genitori vanno in vacanza come andava “in viaggio d’affari” un altro papà nella Jugoslavia di Tito, raccontato da Kusturica. In realtà scappano dal regime. E Mauro sale le scale di casa del nonno e non lo trova. E’ stato portato all’ospedale da pochi minuti, ed è morto. Il bimbo si trova così da solo, con il solo aiuto dello scorbutico vicino ebreo Shlomo e di una bambina del palazzo che lo prende in simpatia. E’ solo e si prepara ai mondiali di calcio del 1970 con il suo album di figurine e un presubbuteo fantastico (calcio da tavola). Divertente e leggero, perché visto con gli occhi di un bambino che sogna di fare il portiere di calcio.
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Il contagio, ultimo libro di Walter Siti, parte in modo spiazzante. Si descrivono, nei primi due capitoli, alcuni degli inquilini di un condominio di Via Vermeer, periferia romana inventata ma molto reale. Poi si avverte il lettore: questi sono due racconti scritti per Nuovi Argomenti. Quindi si continuano a dilatare le storie del palazzo, che includono crimini, amori (etero e omosessuali), cene e soprattutto tanta cocaina.
C’è un ragazzo (Chris) che, appena laureatosi alla tenera età di 22 anni, prende la sua macchina scassata e si dirige verso il deserto, poi la lascia lì e - con uno zainone blu sulle spalle - si incammina alla conquista dell’America. Ce l’ha col mondo, colla società, coi politici. Brucia il suo ultimo denaro, di cui sostiene non avere bisogno e prosegue a piedi o in autostop. Fortunatissimo, incontra per tutti gli Stati Uniti gente buona che gli offre un tetto e qualcosa da mangiare. Ogni tanto si mette a lavorare: impara a mietere il grano e a lavorare il cuoio, si accoda anche a una coppia di fricchettoni in camper, ma si fissa coll’idea di andare in Alaska, al nord. Ce l’ha col mondo perché i genitori litigano spesso. La sorella, alla quale non scrive né telefona, narra le sue vicende con voce da innamorata (che il problema fosse un tipico rapporto insano fratello-sorella?). Quasi subito si comincia a sperare che Chris, che nel frattempo si fa chiamare Alex Supertramp e scrive degli appunti di viaggio un po’ ovunque, sia punito dal fato. Ma la sfanga sempre, grazie alle persone che disprezza. Nuota, cammina, scala montagne. Vive settimane e mesi da solo nei boschi leggendo i libri di Thoreau e altri classici alla ricerca della Verità.