Marianna al bivio
“L’aborto è il fallimento della politica, un fallimento etico, economico, sociale e culturale”.
“L’essere umano va tutelato prima di tutto”.
“Serve una convergenza di ideali, solo in un dibattito aperto si può arrivare a condividere questa concezione per cui la vita è vita dall’inizio alla fine”.
[Non si sente di sottoscrivere la moratoria], “ma non perché non condivida le analisi di Giuliano Ferrara, anzi: mi pare che quello che dice su questo tema vada proprio verso quella ‘riumanizzazione della vita disumanizzata’ che ritengo necessaria oggi. La richiesta di moratoria però non mi sembra l’approccio giusto per affrontare un problema che comunque sento anch’io come decisivo oggi”.
“Io sono cattolica praticante, e credo che la vita la dà e la toglie Dio, noi non abbiamo diritto di farlo. Certo è che anche per esperienza personale mi sono resa conto di quanto sia sottile la linea di demarcazione tra le cure a un malato terminale e l’accanimento terapeutico nei suoi confronti. Quindi dico no all’eutanasia ma penso che l’oltrepassamento di quella linea sottile vada giudicato – in certi casi – da un’équipe di medici; comunque non dal diretto interessato o dai suoi parenti”
(Marianna Madia, capolista del PD a Roma)
Proprio oggi sono usciti gli ultimi dati Istat sulle interruzioni volontarie di gravidanza: nel 2005 sono state 121mila. Nel 1985 erano state 187mila.



Che differenza c’è tra autogrill colla lettera minuscola e Autogrill con la A grande? C’è tutta una storia, a fare la differenza. La storia è quella degli autogrill, nati in Italia con il boom economico degli anni ‘50 dall’idea di alcuni imprenditori (Pavesi, Motta, Alemagna) che volevano creare punti vendita per i loro prodotti dolciari e allo stesso tempo suggerire un nuovo stile di vita che veniva dall’America. Con il tempo gli autogrill italiani diventano qualcosa di diverso, massificato, fino ad entrare in crisi negli anni ‘70 ed essere acquisiti e integrati dalla società statale SME. Ai giorni nostri gli autogrill sono usciti dalla crisi e sono una florida multinazionale che incassa più all’estero che in Italia, più negli aeroporti e nelle stazioni che sulle autostrade.
Se una persona ne uccide un’altra, i familiari della vittima rimarranno per tutta la loro vita menomati da questo evento. Sarà per loro quindi sempre fastidioso compararsi magari con gli assassini, nel frattempo, per vari motivi, usciti di carcere. Qualcuno degli assassini potrebbe persino ripresentarsi, apparire pubblicamente, ed è ovvio che tutto ciò può dare fastidio ai parenti della persona uccisa. Mario Calabresi, figlio del commissario Luigi Calabresi, ucciso - secondo una sentenza passata in giudicato - da un commando di Lotta Continua e scagionato - secondo una sentenza passata in giudicato - dall’accusa di aver ucciso a sua volta 3 anni prima l’anarchico Pinelli, racconta la storia di suo padre e tutto il dopo. Tutta una vita impegnata a rielaborare il lutto, a cercare di capire, a interrogare e a farsi comunità con altri parenti delle vittime.
Avete mai pensato di usare una bombola per l’aria compressa come arma letale? Dopo aver visto l’ultimo film dei fratelli Cohen la cosa vi sembrerà normalissima. Javier Bardem è uno spietato killer con una sua “etica” tutta particolare, come dice Woody Harrelson.
Un ragazzo senza lineamenti vive tutta la sua giornata sul divano del suo soggiorno con un telecomando in mano. Gli unici compagni di vita sono strani animali, reali o meccanici. Chiama servizi al telefono, ma cerca di interagire il meno possibile con l’esterno. L’autore di Brian the brain continua ad ossessionare ed inquietare i lettori con questo libro, edito anche questo dalla Coniglio editore.