Premetto che non ho firmato né a favore né contro il boicottaggio della Fiera del libro di Torino: non ne vedo la necessità. Ma visto che se ne parla tanto, cerco di riassumere la questione:
1) La Fiera del libro di Torino invita ogni anno (ma forse non proprio tutti gli anni) uno Stato come “ospite d’onore”. Quest’anno tocca a Israele.
link: il sito della fiera del libro di Torino
2) Secondo i boicottatori (principalmente alcuni scrittori israeliani e palestinesi, appoggiati dal Forum Palestina e approvati dal Partito dei comunisti italiani) la scelta di invitare Israele come ospite d’onore proprio quest’anno (in cui ricade il 60° anniversario della fondazione dello Stato di Israele), e dopo che era già stato deciso (l’anno scorso) che l’invitato d’onore sarebbe stato l’Egitto, è una scelta politica, fatta in concordia con il governo israeliano, quindi criticabile.
link: InfoPal.
3) Secondo gli anti-boicottatori (sostanzialmente tutti i principali quotidiani, partiti e intellettuali italiani) boicottare la fiera del libro per questo invito a Israele rappresenta un atto di “antisemitismo di sinistra”
link: aldo grasso (corriere) | claudio magris (corriere) | alain elkann (la stampa)
4) Un gruppo di scrittori e intellettuali ha firmato un appello anti-boicottaggio che vorrebbe essere terzista. Il primo firmatario è Raul Montanari, seguono firme eterogenee: da Loredana Lipperini a Gianni Biondillo, passando per Luca Sofri, Giuseppe Genna e Tiziano Scarpa.
link: il testo dell’appello
5) Emerge anche la posizione di altre persone che - pur non condividendo il boicottaggio non condividono nemmeno l’appello anti-boicottaggio “terzista” (che implicitamente considera infondate e assurde le posizioni dei boicottatori, senza spiegare perché).
link: carla benedetti (il primo amore)
6) Qualcuno ricorda uno scritto di Giorgio Manganelli: un appello a non firmare gli appelli.
link: giorgio manganelli (nazione indiana)
7) Qualcuno spiega perché ha firmato l’appello terzista, cercando di restituire complessità al proprio pensiero.
link: gianni biondillo (nazione indiana)
Di tutte le posizioni segnalate quella più ragionevole e che mi sento di condividere maggiormente è quella di Carla Benedetti.