Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/gettext.php on line 66
Salgalaluna » 2008 » Febbraio

il blog di lorenzo cassata

Santo santo santo

Postato il 29 Febbraio 2008 in segnalazioni, my generation da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

Si festeggia ogni 4 anni: il 29 febbraio, oggi.

Buon compleanno, San Precario.

“PRECARIO SANTO da Preco, instabile; malfermo; senza equilibrio, XXI secolo D.C. Nelle leggende, santo patrono di sfrattati, poveri, sottooccupati, sfruttati, ricattati, Co.Co.Co, assunti non in regola e dipendenti a termine. Invocato contro liberismo, caporalato, infortunio senza copertura, cooperative e mobbing. Si festeggia il 29 febbraio”.

www.precaria.org

www.sanprecario.info

58 - Segreti di stato

Postato il 25 Febbraio 2008 in letti/riletti, memoria da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

Amos Spiazzi non è un personaggio qualunque. E’ una di quelle persone chiave, che ritroviamo in quasi tutti gli episodi degli anni ‘60 e ‘70 che riguardano la “strategia della tensione”. Colonnello, era in Alto Adige ai tempi della repressione e del terrorismo indipendentista nei primi anni ‘60, poi, agente I dell’esercito, impartisce corsi e colleziona armi, mentre frequenta tutta l’estrema destra veneta, collaborando con giornaletti monarchico-reazionari. Tutto in piena libertà, fino a quando, nel ‘73, non è implicato nell’inchiesta del giudice Tamburino sulla “Rosa dei venti“, che poi si congiugnerà con altre inchieste sui vari tentati golpe di quegli anni, per finire in una pioggia di assoluzioni.

Amos Spiazzi, in questo lungo libro-intervista di Sandro Neri per la casa editrice Aliberti, racconta la sua storia e ricostruisce gli episodi tuttora misteriosi degli anni ‘70 secondo la sua personale memoria, per cui tutte le responsabilità sono (ovviamente) di altri (in particolare del potere democristiano, interessato a creare allarme sia a destra che a sinistra, e a varare leggi eccezionali) e mai di lui stesso. Le domande del giornalista sono molto precise e documentate e spesso è difficile credere alla sincerità del “monarchico-corporativo” Amos Spiazzi, che rimane un personaggio oscuro, ma che con le sue parole contribuisce a far capire ai lettori qualcosa in più sui misteri di stato.

link: | l’espresso | aliberti |

Astenersi dalle bufale

Postato il 19 Febbraio 2008 in grassetto, segnalazioni da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

Gira da qualche giorno su blog e siti internet, nonché attraverso i soliti giri di email collettive, un appello astensionista per le prossime elezioni. L’appello sostiene che “Dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche, le schede bianche o nulle vanno in un unico cumulo che viene ripartito nel cosiddetto premio di maggioranza. per cui se alle prossime elezioni vincerà Berlusconi, le suddette schede verranno attribuite nel premio di Forza Italia. Se vincerà Veltroni, al Piddì. Esiste però un metodo di astensione che garantisce di essere percentuale votante, ma non delegante perché consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.

È facoltà dell´elettore recarsi al seggio e - una volta fatto vidimare il certificato elettorale - avvalersi del diritto di rifiutare la scheda, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione, eventualmente allegando una breve dichiarazione (esempio: “Nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta”)”.

Questo appello (che gira in versioni leggermente diverse e citando fonti sempre più fantasiose) è una bufala grossa come una casa. Non è vero che le schede bianche e nulle vengono messe “in un unico cumulo che viene ripartito nel cosiddetto premio di maggioranza”. Le schede bianche e le schede nulle sono quello che sono, non formano nessun cumulo. Votare scheda bianca o annullare la scheda ha lo stesso valore elettorale di non recarsi alle urne. Il premio di maggioranza viene attribuito dalla legge elettorale in vigore alla coalizione che ha preso più voti in assoluto e non è assolutamente incrementato o diminuito dalle schede bianche e nulle.

Non votare (come annullare la scheda o lasciarla in bianco) è legittimo, così come andare al seggio e far verbalizzare la propria indignazione (dando così un piccolo segnale che rimarrà confinato in un verbale e che risulterà in un aumentato fastidio degli elettori in fila e un rallentamento delle operazioni di voto), ma nessun seggio risulterà “non assegnato” grazie a questa azione). Diffondere sciocchezze è invece scorretto. Sarebbe opportuno prima controllare la fonte e l’autorevolezza di quello che si inoltra spesso con troppa facilità a decine di persone.

link: il mio post di due anni fa sull’“astensionismo di sinistra”, che ritengo tuttora valido.

Non siamo mica in Africa

Postato il 18 Febbraio 2008 in ascoltati/riascoltati, video da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

Sta per uscire il nuovo album di Elio e le storie tese. Intanto si può gustare un pezzo fantastico come molti della band milanese e con un video ancora più notevole. Da quando l’ho visto io mi sento una persona meglio. Anche perché è da anni che odio i bonghi, anche se la maglietta “Contro il bongo sempre” che acquistai al Villaggio globale è ormai lisa.
link: il video | bosco di gioia | ecoblog | marcello saponaro |

Charlie e il surf

Postato il 17 Febbraio 2008 in ascoltati/riascoltati, segnalazioni da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

Il matto colonnello Kilgore in “Apocalypse now” (film del 1979) voleva fare a tutti i costi surf sulle onde del Vietnam. Mentre il nemico, Charlie (ovvero i Vietcong) “don’t surf”. I guerriglieri vietnamiti non facevano surf. Ovvero non si divertivano, e vincevano.

I Clash lo spiegarono bene, nell’album “Sandinista” (1980), con la canzone “Charlie don’t surf”:

Charlie don’t surf and we think he should
Charlie don’t surf and you know that it ain’t no good
Charlie don’t surf for his hamburger mama
Charlie’s gonna be a napalm star

Da allora questo titolo ha ispirato le cose più eterogenee: da gruppi musicali in Belgio a locali in Canada, fino a un episodio del telefilm “Veronica Mars”, che s’intitolerà nel 2006 proprio “Charlie don’t surf”.

Nel 1997 aveva intitolato così una delle sue opere l’artista Maurizio Cattelan: un bambino seduto con le mani inchiodate sul banco di scuola.

Ispirandosi più a quest’opera che ai precedenti “Charlie” il nuovo singolo dei Baustelle racconta lo stereotipo del ragazzino quindicenne di oggi visto dagli adulti di oggi (un po’ come già avevano fatto con “A vita bassa”. La canzone capovolge il titolo, che diventa “Charlie fa surf”. Da ascoltare. E riascoltare. E riascoltare…
link: | il testo di Charlie fa surf | Il video di Charlie fa surf | il sito dei Baustelle |

34 - American Gangster

Postato il 13 Febbraio 2008 in visti/rivisti da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

Da una parte Frank Lucas, nero ed elegante. Cresciuto accanto al boss di Harlem, si impone nel mondo dei gangster di New York in pochi anni. Dall’altra c’è Richie Roberts, rozzo e diretto. Poliziotto troppo onesto per i suoi tempi, viene incaricato di combattere i trafficanti di droga nel New Jersey.

Si fronteggeranno per anni a distanza, in qualche modo rispettandosi. Una storia appassionante e incredibile perché “vera”.

°°°°

33 - Caos Calmo

Postato il 11 Febbraio 2008 in visti/rivisti da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

Non ho letto il libro al quale si ispira (con fedeltà, mi dicono), ma il film è certamente gradevole. Gli attori sono tutti molto bravi (specialmente la bambina) e la storia fila via senza troppe forzature.

Un manager del cinema, Pietro Palladini (interpretato da Nanni Moretti), reagisce in modo apparentemente calmo, ma anche bislacco, alla morte della moglie: smette (sostanzialmente) di lavorare e passa le giornate nei giardinetti davanti alla scuola della figlia.

E’ bella questa immagine per cui si smette di lavorare (c’è qualcosa di più importante, come pensare alla propria vita e a quella di una figlia) e succede semplicemente che il mondo attorno si adegua: gli amici e i parenti vanno da Pietro ai giardini per chiedere consigli, i dirigenti della società si confidano con lui e gli offrono promozioni. Tutto senza che lui faccia nulla, se non passare le giornate su una panchina, in macchina, al bar leggendo il giornale e stilando classifiche (non è l’unica cosa in comune con Nick Hornby). Il messaggio del film per me è questo: gli affetti prima del lavoro. Un messaggio politicamente dirompente, altro che sesso anale.
°°°

link: | la casa dei doganieri | nessuno è perfetto | luca de biase | uic | tomorrowtrailer | civati |

57 - Confessione di un fazioso

Postato il 11 Febbraio 2008 in letti/riletti da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

Più che “confessione di un fazioso” questo libro si potrebbe intitolare “confessione di un fascista”. Tomaso Staiti di Cuddia Delle Chiuse è stato infatti, per tutta la sua vita, un fascista convinto. Di corrente “romualdiana” all’interno dell’MSI, sospeso ed espulso per la sua “animosità” più volte e più volte rientrato nel partito. Il libro è interessante, perché scritto da uno dei pochi di quell’ambiente che sa leggere e scrivere. E’ l’autobiografia di un viveur, un appassionato di serate nei locali nella Milano degli anni ‘50 e ‘60, ma anche di un appassionato di politica che non si tira indietro, mai. Il neofascismo appare da questa vita per quello che è: sostanzialmente il senso di appartenenza a una comunità di uomini e di (poche) donne, comunità da difendere a prescindere (gustoso ad esempio il racconto dei trucchi per vincere le elezioni universitarie oppure della partecipazione agli scontri dei sessantottini sotto la sede del Corriere della sera). Caustici i giudizi su molti dei protagonisti della stagione missina: Almirante, Rauti, Alessandra Mussolini, Fini, ce n’è per tutti. Per Staiti si salvano in pochi, tra cui Pino Romualdi, il maestro di vita e mentore.

°°

link: il giornale | viaroma100 |

Corte d’appello

Postato il 10 Febbraio 2008 in grassetto, segnalazioni da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

Premetto che non ho firmato né a favore né contro il boicottaggio della Fiera del libro di Torino: non ne vedo la necessità. Ma visto che se ne parla tanto, cerco di riassumere la questione:

1) La Fiera del libro di Torino invita ogni anno (ma forse non proprio tutti gli anni) uno Stato come “ospite d’onore”. Quest’anno tocca a Israele.

link: il sito della fiera del libro di Torino

2) Secondo i boicottatori (principalmente alcuni scrittori israeliani e palestinesi, appoggiati dal Forum Palestina e approvati dal Partito dei comunisti italiani) la scelta di invitare Israele come ospite d’onore proprio quest’anno (in cui ricade il 60° anniversario della fondazione dello Stato di Israele), e dopo che era già stato deciso (l’anno scorso) che l’invitato d’onore sarebbe stato l’Egitto, è una scelta politica, fatta in concordia con il governo israeliano, quindi criticabile.

link: InfoPal.

3) Secondo gli anti-boicottatori (sostanzialmente tutti i principali quotidiani, partiti e intellettuali italiani) boicottare la fiera del libro per questo invito a Israele rappresenta un atto di “antisemitismo di sinistra”

link: aldo grasso (corriere) | claudio magris (corriere) | alain elkann (la stampa)
4) Un gruppo di scrittori e intellettuali ha firmato un appello anti-boicottaggio che vorrebbe essere terzista. Il primo firmatario è Raul Montanari, seguono firme eterogenee: da Loredana Lipperini a Gianni Biondillo, passando per Luca Sofri, Giuseppe Genna e Tiziano Scarpa.

link: il testo dell’appello

5) Emerge anche la posizione di altre persone che - pur non condividendo il boicottaggio non condividono nemmeno l’appello anti-boicottaggio “terzista” (che implicitamente considera infondate e assurde le posizioni dei boicottatori, senza spiegare perché).

link: carla benedetti (il primo amore)

6) Qualcuno ricorda uno scritto di Giorgio Manganelli: un appello a non firmare gli appelli.

link: giorgio manganelli (nazione indiana)

7) Qualcuno spiega perché ha firmato l’appello terzista, cercando di restituire complessità al proprio pensiero.

link: gianni biondillo (nazione indiana)

Di tutte le posizioni segnalate quella più ragionevole e che mi sento di condividere maggiormente è quella di Carla Benedetti.

Quattro mesi di politica italiana

Postato il 9 Febbraio 2008 in grassetto da salgalaluna

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /home/mhd-01/www.salgalaluna.com/htdocs/wp/wp-includes/functions-formatting.php on line 76

Ricapitolo:

E’ novembre. Waltroni, appena eletto re del Piddì dopo 35 anni di politica all’interno della Fgci, poi del Pci, poi Pds quindi DS infine Piddì, comincia a parlare del tema più caro alla politica italiana negli ultimi 15 anni e sempre meno caro alla popolazione italiana: le riforme istituzionali. Mentre Berlusconi continua a predire come un testimone di Geova impazzito che il governo Prodi cascherà il giorno dopo, mentre Fini&Casini cercano di smarcarsi dal cavaliere imbizzarrito e sempre più in cerca di minchiate che lo facciano risorgere (tipo il partito delle libertà e la brambilla), Waltroni pensa bene di cercare un dialogo sulle riforme.

E’ dicembre. Waltroni, mentre la gente sciopera in piazza e i camionisti imperversano, mentre viene approvata l’ennesima finanziaria millepromesse (e subito dopo il consueto decreto milleproroghedellemillepromesse), continua a chiaccherare coi leader alleati ed avversari di riforme istituzionali e elettorali (c’è il referendum alle porte!). Fini&Casini a quel punto dicono di sì a Waltroni, sono pure disposti a metterci dentro la mitica legge sul conflitto di interessi. Pur di liberarsi del pelatino che li ammorba da 15 anni sarebbero disposti a tutto: sistemi tedeschi, francesi, tutto può funzionare. Ma Waltroni ci pensa e dice “no, ci vuole il consenso di Berlusconi”, che se no si rattrista.
E’ gennaio. Il governo Prodi finalmente cade, quando anche Berlusconi era diventato prudente e aveva detto “Chissà, forse stavolta è vero”. Il governo Prodi cade a causa del voltafaccia del “partito” di Mastella e dei fantomatici liberaldemocratici di Dini (che ora entreranno nel partito della libertà o nei suoi annessi e connessi). Berlusconi richiama i suoi. Fini&Casini a questo punto non possono altro che rimettersi dietro al pelatino e marciare compatti verso il Governo Berlusconi III.

E’ febbraio. In questa situazione, il popolo della sinistra è disorientato e diviso nei seguenti schieramenti: la massa degli stavolta non mi ci fregano più, non li voterò mai più, quelli che è tutta colpa di Mastella (e un po’ anche di Rifondazione e di Diliberto) e Waltroni bravo che corredasolo, e infine i pochi che hanno capito la cosa rossa, la sinistra, l’arcobaleno, insomma quella roba lì. Tutti sono convinti che abbiamo davanti il governo Berlusconi III e molti temono anche un Rutelli II sindaco di Roma.
Ipotizzo, solo per un momento e solo per scherzo, uno scenario alternativo degli ultimi tre mesi:




Pages (2) : [1]2 » Pagina successiva »