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Salgalaluna » 2007 » Ottobre

il blog di lorenzo cassata

Commissione impossibile

Postato il 30 Ottobre 2007 in grassetto da salgalaluna

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Dal Programma dell’Unione per il 2006-2011, pag. 77:

La politica del centrodestra […] si è mostrata del tutto indifferente: a vuoti annunci si sono affiancate misure che contrastano con il rispetto della legalità, l’inerzia rispetto alla criminalità economica, un abbassamento della guardia nel contrasto alla criminalità organizzata, l’utilizzo delle forze di polizia per operazioni repressive del tutto ingiustificate; basti pensare ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l’Unione propone, per la prossima legislatura, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta.

dall’unità on line di oggi, 30 ottobre 2007:

Contrordine: niente commissione G8, Idv e Udeur votano con Cdl
Il ministro Ferrero: fatto gravissimo
Nuova crepa nella maggioranza per la mancata attuazione di uno dei punti del programma elettorale dell’Unione: la creazione di una commissione parlamentare d’inchiesta per accertare le responsabilità istituzionalei nei fatti del G8 di Genova. Con un voto di parità, 22 a 22, la commissione affari costituzionali della Camera ha infatti negato al relatore il mandato di riferire favorevolmente in aula sull’istituzione della commissione d’inchiesta. La Commissione non ha quindi affidato il mandato al relatore a riferire in Aula. La proposta della Commissione sul G8 finirà in Aula con il parere negativo.

Mentre il centrodestra lancia urla di gioia, nella maggioranza tutti gli occhi sono puntati su chi ha votato contro la proposta. «Con la Cdl - spiega Graziella Mascia (Prc) - hanno votato Idv e Udeur e i socialisti erano assenti. È un fatto di grande gravità che impedisce di attuare il programma proposto agli elettori». Assenti i due rappresentanti della Rosa nel pugno.
[…]

E due.

Aiuto: la stampa estera è di sinistra mentre io sto diventando razzista!

Postato il 30 Ottobre 2007 in grassetto, roma cronache, segnalazioni, memoria da salgalaluna

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Quando c’era lui gran parte del popolo della sinistra si leggeva gli articoli che scrivevano i giornali esteri per dimostrare quanto lui fosse impresentabile. Leggiamola anche oggi la stampa estera. Non c’è solo l’Economist che scrive che Veltroni non è poi quello statista che hanno disegnato in questi mesi i giornali italiani. C’è anche il Times che prende in giro la norma che voleva imbavagliare i blog. E c’è anche il Newsweek che scrive che Veltroni, il governo italiano, i sindaci e i giornali sono in preda a una sindrome razzista. E - a parte qualche piccola imprecisione - lo scrive molto bene: chissà se l’Unità ne estrarrà un paio di strisce rosse… Da considerare anche che lo stesso Veltroni proprio ieri ha comparato i crimini del comunista Pol Pot con quelli dei nazisti ad Auschwitz, dove il sindaco-segretario farà il suo usuale viaggio tra un paio di settimane, e dove morirono decine (centinaia?) di migliaia di rom, solamente 60-65 anni fa.
Qui c’è l’articolo orginale di Newsweek on line, mentre di seguito potete leggere una mia libera traduzione:

Nuova Unione, vecchi pregiudizi

Il programma era liberare le strade d’Italia da lavavetri e mendicanti. Quello che è andato storto - e cosa ci rivela sull’attitudine del Paese verso i nomadi conosciuti come “Roma”
di Barbie Nadeau
Anna non conosce il suo cognome. Dice di essere nata in Romania nel 1971, ma senza un documento che lo provi non può esigere nessuno dei diritti che la cittadinanza dell’Unione Europea dovrebbe portarle. Invece vive in un fumoso campo occupato sotto a Ponte Milvio, a Roma, circondata dalla sporcizia e dal nauseabondo odore dell’urina. “Siamo sempre stati qui” dice difendendosi mentre fuoriesce dai cespugli del Tevere alle 7.30 una di queste mattine. “Non abbiamo mai disturbato nessuno”.

26 - Grindhouse - A prova di morte

Postato il 28 Ottobre 2007 in visti/rivisti da salgalaluna

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E’ ufficiale: sono in ritardo. Tanto che mentre al cinema c’è il secondo episodio (con il titolo “Planet of terror”) mi sono visto in dvd il primo, quello diretto da Quentin Tarantino (”A prova di morte”), che poi da quanto ho capito dovrebbe essere visto dopo l’episodio ora al cinema, diretto da Robert Rodriguez.

“A prova di morte” non è un film. Al massimo sono due episodi di un telefilm: uno centrale e un altro finale. Il gusto del film è tutto nel gusto per il cinema, per i suoi riferimenti, le sue citazioni (soprattutto autocitazioni). I dialoghi sono ancora più scemi che in altri film di Tarantino e la riscossa delle ragazze contro il misogino stuntman Mike è a un livello davvero molto diretto, ancor più che la vendetta di Uma Thurman in Kill Bill.

Da questo film non bisogna aspettarsi altro che un po’ di buon cinema: immagini piegate al gusto estetico di Quentin Tarantino, che ci porta in un mondo tutto strano: un po’ con pellicola rovinata, un pezzetto in bianco e nero, vestiti, musiche e ambientazione anni ‘70, ma poi ci sono i telefonini e le ragazze girano in short e infradito.

link: | wikipedia | trailer (en) | sito ufficiale (en) | imdb (en) | sito ufficiale (it) |

Ponte ponente ponte pì

Postato il 25 Ottobre 2007 in grassetto da salgalaluna

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Dal programma dell’Unione per il 2006-2011, pag. 214:

riteniamo inutile e velleitario il progetto del Ponte sullo Stretto: per il suo rilevantissimo costo, che annullerebbe la possibilità di altre opere, e per il suo impatto economico assai limitato, per la Sicilia e la Calabria, rispetto al potenziamento dell’accessibilità marittima e aerea“.

Dal corriere on line di oggi:

IL PONTE - La mattinata si era aperta con il no all’emendamento che prevede la liquidazione della società Ponte Stretto di Messina Spa. L’emendamento aveva il parere favorevole del relatore di maggioranza Natale Ripamonti mentre il governo si era rimesso all’Aula. Italia dei Valori ha votato contro l’emendamento insieme alla Cdl. «Non e’ giusto buttare al vento tutto il progetto, tutto il lavoro fatto dalla società», ha detto il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, il cui partito ha votato contro.

BATTUTA - Sul Ponte la maggioranza è stata battuta dal voto contrario dei quattro senatori dell’Italia dei Valori e di Roberto Barbieri (Costituente Socialista) che avevano annunciato il voto contrario. Il risultato infatti ha registrato 145 sì, 160 no e 6 astenuti. Questi 5 voti della maggioranza si sono uniti a quelli della Cdl. Tecnicamente il governo non è stato battuto perché si era rimesso alla votazione dell’Aula

link: rete no ponte

Assalto al celo

Postato il 23 Ottobre 2007 in segnalazioni, giochi, memoria, cazzate da salgalaluna

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Una decina di giorni fa ho comprato l’album delle figurine del Manifesto, quello dei “comunisti, socialisti e anarchici”, che, “bene o male, hanno cambiato il mondo”. Ero davvero stupito (positivamente) dal fatto che l’ingessatissimo Manifesto avesse pensato a un’iniziativa così fresca e cazzara. Poi sfogliando l’album mi è venuta la tristezza: quasi tutte le figurine sono in bianco e nero, lo sfondo - pur tentando di mettere insieme arte e immagini storiche - evoca i crimini del comunismo più che la gioia della lotta e i personaggi dell’album sono quasi tutti morti. Gli ultimi 30 anni di movimento sono riassunti in 3-4 pagine, mentre l’album è pieno di personaggi ottocenteschi.

La delusione si è però piano piano affievolita, in favore della gioia del comprare, scartare, appiccicare. Sabato ho fatto i primi scambi di doppioni e iniziato i primi dibattiti: è meglio cambiare edicola o comprare sempre dallo stesso giornalaio, per avere minore probabilità di trovare doppioni? Ah, al quiz sul sito del manifesto ho fatto 12 su 14, ma sono stato parecchio fortunato (le ho buttate quasi tutte a caso).
Se qualcuno volesse scambiare opinioni o figurine, i commenti sono aperti!

link: | il blog ufficiale per gli scambi | andrea fannini | marsal@.it | un esproprio proletario | antigone | islanublar |

Agnostico, quasi satanista

Postato il 23 Ottobre 2007 in giochi, cazzate da salgalaluna

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Qual è la religione giusta per te? (translated version for Italian users)
created with QuizFarm.com
You scored as AgnosticismoIl tuo risultato è… agnostico. Sei un agnostico. Sebbene è generalmente riconosciuto che gli agnostici non credono nell’estistenza di Dio nè nella sua non esistenza, è possibile per un agnostico essere anche deista o ateo. In realtà gli agnostici non conoscono nè pretendono di sapere se Dio esiste o no, ma possono ammettere che qualcun’altro lo sappia. Un agnostico intellettualmente onesto si schiererebbe su questa posizione, dato che non ha più prove per giustificare l’impossibilità di conoscere Dio di quante ne abbia della sua esistenza.

Agnosticismo
 
95%
Satanismo
 
80%
Ateismo
 
65%
Paganesimo
 
50%
Buddismo
 
40%
Islam
 
30%
Paranormale
 
20%
Induismo
 
20%
Cristianesimo
 
15%
Confucianesimo
 
15%
Ebraismo
 
0%

via dotcoma

48 - Gli autonomi - volume I

Postato il 22 Ottobre 2007 in letti/riletti, memoria da salgalaluna

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Mentre sta uscendo il secondo volume, io finisco il primo. Un volume non di agevole lettura di scritti eterogenei per forma più che per sostanza. Rispetto ad altri libri sull’argomento, ha il pregio di limitarsi a un particolare settore del movimento degli anni ‘70 (gli “autonomi”, appunto) e di avere, al suo interno, una scansione geografica. Dopo la prima parte, fatta di “prologhi” infatti, i contributi partono dal nord Italia, per finire all’estemo Sud. Anche geograficamente si capisce quanto quello degli “autonomi” è stato un fenomeno diverso per tante persone.

Ma analizziamo i contributi uno per uno:

“La pattumiera della storia” di Sergio Bianchi è troppo apologetico, pare un volantino rivendicativo più che un saggio; “Il fattore A” di Lanfranco Caminiti è scritto in maniera lirica. Inquadra il fenomeno “autonomia” (ma con tanti “forse”) all’interno di una specificità italiana, la stessa per cui sono esistiti la mafia, il brigantaggio, il contrabbando…; “L’ultima rivoluzione” di Pino Tripodi riassume i tratti qualificanti dell’”autonomia operaia”, tutti ancora oggi attuali (forse più di prima) e alcuni dei grossi problemi irrisolti (l’”organizzazione impossibile” e il “mito assurdo” della lotta armata).

Il problema della Repubblica

Postato il 22 Ottobre 2007 in grassetto, roma cronache da salgalaluna

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Come sa chi mi conosce e legge questo blog, non amo il quotidiano “La Repubblica”, pur essendone stato, in un lontano passato, un fedele lettore. Repubblica rappresenta il principale problema culturale e politico oggi in Italia: a causa di Repubblica e di quanto scrive si è formata, a sinistra, negli ultimi anni, una mentalità gretta e un appiattimento culturale assoluto, la vera “antipolitica” presente nel Paese, un appiattimento che non fa vedere oltre il proprio naso. Chi legge Repubblica, nell’arco di qualche mese, si trova a fare ragionamenti tipo: “la legalità è bella, i negri puzzano, quelli di sinistra fanno cadere il governo prodi e torna berlusconi, buh buh” e cose del genere, non molto più complesse.

Ma una particolare funzione ha assunto e continua ad assumere la parte di Repubblica dedicata alla “cronaca di Roma”. Da anni quelle pagine sono un inno sperticato al veltronismo che rasenta il ridicolo. Paginate di annunci su opere mirabolanti: una microdelibera che parla - forse - di iniziare a pensare a un progetto fra qualche decennio diventa subito un’opera già fatta per Repubblica, che censura in modo continuativo e persistente qualsiasi protesta nella città di Roma e (soprattutto) scrive falsità su falsità, menzogne su menzogne.

Il 28 giugno scorso - come noto - ignoti neofascisti romani, attivi ormai da un paio d’anni in aggressioni e violenze trasformate dal veltronismo in “risse” e “tensioni”, hanno assaltato una festa dell’estate romana. Nessuno, tranne due fra gli aggrediti (assolti solo qualche giorno fa), a tutt’oggi è stato arrestato.

(nella foto un’azione di maggio 2006 di Greenpeace, dal sito di Repubblica)

A settembre però Repubblica-Roma titolò sull’arresto degli aggressori di Villa Ada, fornendo anche alcuni dettagli (numero degli arrestati, provenienza politica). Repubblica scrisse che erano stati arrestati esponenti e militanti del pub Excalibur di Piazza Vescovio. E qualche giornale fu costretto a riprendere una notizia mai verificata, inesistente.

Ieri è successo - più o meno - lo stesso. Tutti i giornali hanno titolato sull’identificazione del presunto responsabile dell’”arrossamento” della fontana di Trevi, il “futurista” Graziano Cecchini. Per tutti i giornali, le agenzie e i siti che hanno riportato la notizia, Graziano Cecchini ha negato di essere lui l’autore del gesto. Repubblica no, unica fra tutti. Anzi, Repubblica ha addirittura riportato le parole di rivendicazione di Cecchini. Scriveva (ieri) Repubblica:

Lui ha ammesso: “Il rosso Trevi è il sangue dei precari, degli sfruttati, ma anche quello delle stragi della pulizia etnica che sta mettendo in atto la giunta militare birmana”.

[…]

“Dopo il rosso Trevi, ci sarà il blu Puffo”, minaccia enigmatico il “futurista”. “Lo spargeremo se non ci daranno risposte sui costi, i ricavi e i singoli beneficiari del Festival del cinema di Roma”. Blu Puffo? Che vuol dire? gli domanda il cronista. “Vedrete!”

Insomma Cecchini ha rivendicato l’azione e addirittura ne ha minacciata una nuova (il “blu puffo”), per poi ritrattare, anche secondo Repubblica (oggi), subito dopo? Come si può continuare a scrivere il falso e a rimanere impuniti? Come si fa a leggere un giornale che scrive - ripetutamente e impunemente - il falso?

20 ottobre

Postato il 20 Ottobre 2007 in blog&dintorni, cazzate, my generation da salgalaluna

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dal blog: La mamma e il bamboccione

Elementare Watson

Postato il 17 Ottobre 2007 in grassetto da salgalaluna

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Non bastava il nobel per la pace (per la pace???) ad Al Gore, per screditare il finora autorevole premio ultracentenario. Ci voleva anche il nobel James Watson che spara stronzate.



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