La notte bianca quest’anno si incastrava in mezzo ad altri eventi ad alto contenuto populista: si cominciava col V-Day nel pomeriggio (a Roma sottotono, proprio per la concomitanza con la maratona di eventi veltroniana), per poi passare alla partita di calcio Italia-Francia (probabilmente il match più scialbo della storia del calcio). La notte bianca, per i romani (e anche per me), è iniziata come una liberazione al fischio finale della partita.
Trovandomi in Prati è stato naturale passare per prima cosa da Piazza del Popolo, dove diverse compagnie teatro-circensi si alternavano sul palco in giochi e salti. Ma era quasi impossibile godersi lo spettacolo: flussi di ragazzini impazziti continuavano a ondeggiare da una parte all’altra della piazza, baciandosi, abbracciandosi, parlandosi al cellulare, dandosi appuntamento (insieme ad altre decine di migliaia) “sotto all’obelisco”, ma soprattutto chiamandosi e salutandosi con “Oh!” ad altissimo volume.
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