45 - La scuola dei disoccupati
In un futuro non troppo lontano (2016), lo scrittore (Johachim Zelter) immagina una scuola-lager-grandefratello dove si rifugiano i disoccupati: massa crescente di persone senza lavoro, ormai non abituate nemmeno a cercarlo. Persone - alcune - disadattate, proprio perché senza lavoro. Ma con meccanisimi manageriali e psicologici si può ottenere un risultato con chiunque (o quasi, Karla si rifiuta): anche il più sfigato tra i disoccupati, grazie a SPHERICON, può inventarsi un curriculum vitae (meglio: una vita) senza sbavature. Il curriculum diventa strumento di fantasia e al contempo una scheda di vita. Ogni disoccupato diventerà quel curriculum.
Una distopia, un futuro imbarbarito, o piuttosto un’iperrealtà, una semplice dilatazione di quanto già accade?
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Il protagonista del libro è uno psicologo che dal nord, a metà degli anni ‘50, si cala a Santa Maria, sud Italia, per selezionare il nuovo personale di una fabbrica appena aperta. Per farlo deve utilizzare la psicotecnica, ma in realtà si trova davanti a una realtà poco scientifica e che suscita invece passione e rispetto. Una moltitudine di questuanti alla ricerca del posto ad ogni costo. Tra questi si erge la figura di Donnarumma, uno spiantato un po’ matto che si apposta (non da solo) ai cancelli della fabbrica minacciando i dirigenti in caso di mancata assunzione. Un caso disperato: non vuole nemmeno inviare la domanda cartacea per chiedere l’assunzione.
Il sindaco di Firenze in questi giorni ha legiferato:
Il protagonista, Edward Wilson (Matt Damon) è un bambacione studente di Yale. Entra quasi senza volerlo negli
Quest’estate ho conosciuto Raymond Chandler. Non lui, che è morto, ma la sua opera. Non avevo letto nulla, ma grazie al 
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