Che succede a Villa Ada
Ieri notte, tra l’1 e l’1 e 30 un gruppo (le cifre oscillano tra una ventina e 150) fascisti (pare di Forza Nuova) ha fatto irruzione nel giardino di Villa Ada, cercando di entrare nell’area interna, dove si tiene durante l’estate, da molti anni, la rassegna musicale “Roma incontra il mondo”. Ieri sera aveva suonato la Banda Bassotti. Proprio i membri della band, mentre andavano via, hanno visto arrivare la colonna di fascisti ed hanno avvertito gli organizzatori di “Roma incontra il mondo”, che sono riusciti a chiudere i cancelli. I fascisti hanno comunque lanciato petardi e inseguito le persone che si trovavano nella villa. Una persona è tuttora in ospedale.
Veltroni è andato a trovare il ferito e ha condannato il “vile gesto”, ma non sarà responsabilità anche sua e della sua tolleranza a 360 gradi se i fascisti a Roma sono ormai accettati e legittimati?
Questa aggressione ricorda molto tristemente quella (mortale) dell’estate scorsa a dei ragazzi all’uscita di un’altra festa estiva “di sinistra” a Focene, vicino Roma, in cui ha trovato la morte Renato Biagetti: gli obiettivi dei fascisti dei giorni nostri non sono politici tout court. Sono tutti i diversi: omosessuali, stranieri. E tra questi anche - semplicemente - chi frequenta ambienti diversi dai loro.
D’altra parte l’ingente numero di aggressori a Villa Ada evidenza come questa aggressione sia stata decisa e concordata da un gruppo molto ampio. Non si tratta cioè di un’aggressione di quartiere, ma di un’iniziativa almeno cittadina. Villa Ada dà fastidio: un’isola fricchettona nel cuore della fascistissima Roma nord. Questo getta (se ce n’era bisogno) una luce non solo sulla mentalità fascista, ma anche sull’organizzazione politica che c’è dietro.
Link:
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Come tutti sanno e
Ieri il mitico superpoliziotto superpartes De Gennaro
E’ un piccolo albo a fumetti che racconta il 2001 di Alexander Zograf, disegnatore serbo. Milosevic è finalmente caduto e il nuovo governo sta valutando se estradarlo al tribunale dell’Aja, oppure processarlo in patria.
A Genova, 6 anni fa, luglio 2001, non c’ero. Ma c’era parecchia gente. Manifestava, in diversi modi, con diverse bandiere, per un mondo più giusto e libero. In quei giorni, a Genova, le forze dell’ordine hanno manifestamente, in larghi tratti, esagerato. Anche se non c’ero ho sentito i racconti, letto i giornali e i libri, visto immagini in tv, in dvd, in rete. In questi giorni si è riparlato di Genova persino sui grandi giornali, che