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Salgalaluna » 2007 » Aprile

il blog di lorenzo cassata

37 - La pazienza del ragno

Postato il 30 Aprile 2007 in letti/riletti da salgalaluna

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dx_lunga[1]Uscito nel 2004, segue "Il giro di boa".

Salvo Montalbano invecchia. E invecchiando si fa più domande del solito.

Questa volta Montalbano segue il caso (il rapimento di una ragazza) dalle vie laterali, peraltro stanco e ferito nella precedente avventura. Assistito da Livia riuscirà a dipanare la ragnatela: un giallo strano e intricato.

Alla fine rimane una speranza. Una speranza da vecchi, per il futuro.

°°°

Link: | vigata.org | RAI International | Sellerio |

Altri libri di Camilleri: | La bolla di componenda | La luna di carta | La vampa d’agosto | La prima indagine di Montalbano | Il giro di boa |

17 - Mio fratello è figlio unico

Postato il 29 Aprile 2007 in visti/rivisti da salgalaluna

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fratello2[1]Il film è tratto dal romanzo di Antonio Pennacchi “Il fasciocomunista“. Ed è il motivo principale per cui volevo vedere questo film: il libro mi aveva divertito molto.

Antonio (Accio) Benassi (alter ego di Antonio Pennacchi, operaio a Latina e ora scrittore) ha due fratelli: Manrico (alter ego di Gianni Pennacchi, oggi redattore del “Giornale” berlusconiano) e Violetta (alter ego di Laura Pennacchi, economista e già parlamentare per il PDS).

A Latina il riferimento di Accio diventa Mario, un venditore di tovaglie, fascista (interpretato da Luca Zingaretti), che lo introduce alla politica nel MSI (dopo una breve parentesi in seminario, in cui il ruolo del prete-insegnante è interpretato da Ascanio Celestini).

Essere fascisti a Latina per Accio è quasi naturale: è grazie al Duce se esiste la sua città. Ma dopo qualche brutto episodio Accio passa dall’altra parte, con il fratello. Diventa un comunista gruppettaro, ma anche lì dura poco.

Conosce il sesso, con la moglie del camerata Mario (interpretata da Anna Bonaiuto) e l’amore, per Francesca (la ragazza di Manrico: l’attrice - bellissima - è Diane Fleri).

Il film stravolge - soprattutto nella parte centrale e finale - il libro da cui è tratto, ma ne esce fuori una commedia delicata e divertente.

Tra gli attori anche Massimo Popolizio e Angela Finocchiaro (i genitori), Riccardo Scamarcio (il fratello) e Alba Rohrwacher (la sorella). Tutti bravi. Ma spicca tra tutti Elio Germano, ovvero Accio.

°°°°

| il sito ufficiale | Imdb | l’Unità | il trailer ufficiale | Paolo Mereghetti | cineblog |

36 - La cultura enciclopedica dell’autodidatta

Postato il 28 Aprile 2007 in letti/riletti da salgalaluna

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bregola[1]Un libro con un titolo così affascina e inquieta allo stesso tempo. A tranquillizzarmi è stata soprattutto la copertina, con una bella immagine - di un artista amico dell’autore - e il colore rosa.

Giovanni Costa, il protagonista del libro di Davide Bregola, è un precario di provincia. Ha lavorato per anni con contratti finti e partite IVA per il Punto inaudito vicino casa sua e sta meditando sulla verità. Sulla verità e la letteratura, in particolare. Mentre medita e interpella amici e scrittori sul tema della verità, analizza anche il suo rapporto con i genitori (il padre, in particolare), con Maura (la sua ragazza) e con gli amici.

CEDA (così il romanzo viene abbreviato dallo stesso autore nelle note finali) racconta una vita dei giorni nostri, una vita agra come qualche decennio fa. Ma pur sempre la vita agra di uno scrittore, che sta cercando di capire cosa sia la verità.

| Sironi editore | libroblog intervista Davide Bregola | Davide Bregola - il blog su vibrisse | Blackmailmag su CEDA |

Il succo del Derby

Postato il 28 Aprile 2007 in blog&dintorni, roma cronache, segnalazioni da salgalaluna

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Io che vivo a Roma e non sono né della Roma, né della Lazio, quando c’è questa partita - anche quest’anno che il campionato è praticamente già finito - questa partita, dicevo, è una cosa che mi prende.

Mi prende e mi piace, perché se vince una delle due squadre posso prendere in giro per mesi i tifosi dell’altra. E mi piace perché posso gustarmi le angosce e le speranze precedenti e le delusioni e gioie del dopo-derby (degli altri).

Quest’anno mi piace ancora di più, ché mi sono letto questo e questo.

Il lavoro rende morti

Postato il 27 Aprile 2007 in grassetto da salgalaluna

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Secondo i missionari comboniani ogni anno nel mondo 1 milione di persone muore di malaria. Per incidenti stradali muoiono 44mila persone all’anno in Europa.

E’ di oggi invece la notizia di una ricerca dell’ILO (l’organizzazione internazionale del lavoro), secondo cui di lavoro muoiono circa 2 milioni 200mila persone ogni anno nel mondo.

In questi giorni a Roma qualcuno - anonimo, perché evidentemente si vergogna - ha appiccicato sui muri un orrendo manifesto che recita “Lavoro, motore di pace e democrazia“, o qualcosa del genere.

Sono sindacalisti e politici, gente che non ha mai lavorato, che ancora difendono questo cancro che procura morte e ditruzione: il lavoro.
Per liberarsi dal lavoro e dallo sfruttamento i precari di tutta Europa da anni sfilano il primo maggio con la Mayday parade. Mancano solo 3 giorni alla settima edizione, sempre più estesa ed europea.

16 - I racconti di Terramare

Postato il 26 Aprile 2007 in visti/rivisti da salgalaluna

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E’ il primo film firmato da Goro Miyazaki da solo, senza la diretta collaborazione del padre.

Lo stile del cartone animato è quello di Hayao Miyazaki: del resto lo Studio Ghibli è sempre lo stesso e non sbaglia un colpo.

Ma il film non è ai livelli dei film di Miyazaki senior (La città incantata, Il Castello errante di Owl, Laputa, La principessa Mononoke, ecc.).

Un ragazzino con una personalità doppia (e un doppio nome) ma molto dotato (pare l’Hanakin di Star Wars) commette un orrendo delitto. Viene raccolto da un arcimago (un po’ l’Obi Wan Kenobi della situazione) dal nome assurdo (Sparviere?).

Il cattivo è un altro mago efebico di nome Aracne, che ricorda Marilyn Manson.

Sarà una ragazzina, come nei film di animazione di Myazaki padre spesso accade, a risolvere la vicenda.

C’è molta carne al fuoco, che crea un po’ di ridondanze e di confusione, troppa magia inutile e un’ideologia che sconfina nel tradizionalismo più semplicista, rispetto ai lavori di Miyazaki senior.

Comunque un bel cartone animato.

°°°

| Il blog (tradotto in inglese) di Goro Miyazaki | imdb | Studio Ghibli (jp) | cineblog |

35 - I giornali dell’estrema sinistra

Postato il 21 Aprile 2007 in letti/riletti da salgalaluna

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Girando per bancarelle e librerie dell’usato, mi è capitato di trovare un libricino del 1977, intitolato “I giornali dell’estrema sinistra”.

E’ un’analisi linguistica di 3 giornali degli anni ’70: “Potere Operaio” (organo dell’omonimo gruppo), “Servire il popolo” (organo dell’Unione dei marxisti-leninisti) e “Lotta continua” (organo dell’omonimo movimento).

L’analisi è presto riassunta. Secondo l’autrice “Potere Operaio” aveva un linguaggio molto difficile e scarsamente “divulgativo”, impegnato a costruire teoria e non a diffondere informazioni. “Servire il popolo” era un bollettino autocelebrativo con elementi di autocomicità involontaria. “Lotta continua” scelse il linguaggio più innovativo, ripreso in gran parte dala lingua parlata. Su quest’ultimo il libro si sofferma molto di più, arrivando a trovare anche molti limiti (troppa “cronaca” e mancanza quindi di un filo conduttore).

E’ significativo il fatto che questo libro (il primo di Patrizia Violi) uscì nel febbraio del 1977, mentre esplodeva quel movimento che spazzò via quasi definitivamente i gruppetti che avevano dato vita ai giornali presi in esame.

°°

L’Inter, che si era comportata bene

Postato il 20 Aprile 2007 in grassetto da salgalaluna

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15e21d622ab10da14f7299a9fdc82ebd[1]A proposito di “calciopoli”, è passata alla storia l’idea che l’Inter sia una squadra magari sfigata, magari “cogliona”, ma onesta. Il buon Massimo Moratti ha la fama di spendaccione, ma non quella di truffatore.

Poco si è parlato del particolare conflitto d’interessi dell’Inter, nel cui consiglio d’amministrazione siede Tronchetti Provera, amministratore di Telecom. E pochi sanno che secondo lo “spione” di Telecom, Tavaroli, Moratti chiese a Tronchetti di far spiare uno dei suoi calciatori: Bobo Vieri. La notizia la dà L’espresso di questa settimana.

Oggi Vieri chiede 9 milioni (di euro) all’Inter e 12 a Telecom Italia. Per danni.

| E Polis di oggi | La Stampa | L’Espresso |

Il manganello: al contrario è più bello

Postato il 18 Aprile 2007 in grassetto, roma cronache da salgalaluna

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Dagli episodi dei pestaggi allo stadio durante Roma-Manchester e più recentemente durante gli scontri a Milano nel quartiere cinese a Via Sarpi è emerso un particolare netto. Si possono fare discorsi e chiacchere su se era legittimo l’intervento delle forze dell’ordine.

Su una cosa non ci sono però dubbi. Usare il manganello al contrario per picchiare la gente è illegale.

Eppure sia a Roma, sia a Milano alcuni poliziotti sono stati fotografati mentre usavano il manganello al contrario. Non ho letto nessun politico che abbia stigmatizzato questo comportamento illegale e brutale.

Finché questi comportamenti di alcuni poliziotti non verranno repressi la polizia italiana non avrà nessuna credibilità, né in Italia, né all’estero.
link:

noantri: I maledetti ubriaconi siete VOI

macchianera: Pronto soccorso rosso

34 - Manituana

Postato il 14 Aprile 2007 in letti/riletti, video da salgalaluna

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cover_manituana2[1]Ho finito poco fa Manituana. 612 pagine che scorrono veloci come un romanzo di Wilbur Smith. 612 pagine che raccontano una storia degli anni ’70, ma del 1700.

Gli Stati Uniti d’America, oggi l’unica vera potenza che tutto regge, dovevano ancora essere fondati.

Proprio sul momento della storia in cui nacquero gli Stati Uniti ha stavolta posato lo sguardo (e la penna) il collettivo di scrittori Wu Ming. Dalla parte sbagliata. Almeno per come siamo abituati a pensarla.

I protagonisti sono gli indiani, alleati fedeli della Corona inglese, impegnati a difendere la terra dai coloni whig indipendentisti e ribelli. Insomma quelli che - secondo quanto imparato a scuola - combatterono conto la rivoluzione americana, ovvero contro il progresso e la modernità, alleati della corrotta Inghilterra e dei torbidi tories.

Pensiamo - ad esempio - all’Irak o all’Afghanistan di oggi: chi sono i "liberatori"? Gli invasori occidentali, i torturatori, i rapitori, i fondamentalisti islamici, Emergency?

E ritorniamo ad allora, al 1770, su per giù. Troviamo un irlandese, sir William, capo riconosciuto dalla Lega indiana, dalle 5 (o sei) nazioni di Irochirlandia.

E dall’altra parte troviamo inglesi infami che rubano fattorie e depredano gli indiani, considerati esseri inferiori, per proclamarsi paladini della "civiltà".

Ma "Manituana" non racconta la storia dalla parte di una fazione. La racconta, semmai, dalla parte degli uomini, della loro umanità, umanità che con la guerra si assottiglia, quasi fino a scomparire, per lasciare il posto alla vendetta, alla razzìa, all’insensatezza. Solo le donne - in qualche modo - riescono a pensare che anche l’anno dopo ci sarà un’altra primavera.

"Manituana" è assolutamente da leggere, perché rovescia la storia e perché è - davvero - un racconto universale.

Rispetto ai precedenti romanzi del collettivo Wu Ming- ex Luther Blissett (Q, Asce di guerra e 54), lo svolgimento è più lineare. Sono meno presenti i continui cambi di scena e i salti logico-spazio-temporali, anche se si viaggia molto.

Ora non vedo l’ora di gustarmi il livello 2 del sito, consigliato a chi ha già finito il libro.

altri blog su Manituana: | Ricambi riciclati | nero |



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