Sul ‘77 e sugli anni ‘70 non stanno solo uscendo tonnellate di libri. Ci sono anche gli articoli di giornale.
E c’è una speciale rivista che sta uscendo, settimana dopo settimana, a cura di Liberazione.
Per me, che in quegli anni ci sono nato, lo slogan che campeggia sulla prima pagina di ogni numero (”Gli anni in cui il futuro incominciò”) è valido.
E’ stata un’emozione leggere il fascicolo sul mio anno di nascita, il 1973.
In ogni caso la rivista è davvero interessante, perché rende l’idea di una pluralità di punti di vista, e perché prende in considerazione i vari aspetti dei cambiamenti di quegli anni: non solo i movimenti sociali e i gruppetti, ma anche la musica, le storie personali, le teorie, i diritti…
In ogni numero c’è una cronologia che attraversa le pagine, e alcuni box che raccontano gli eventi più significativi. Gli articoli veri e propri sono invece meno legati solitamente all’anno di cui si parla, a parte il “racconto dell’anno”, che apre il numero. E sono articoli - quasi tutti - interessanti, perché danno letture a volte molto critiche, altre esaltanti e celebrative, da punti di vista diversissimi: i creativi, i gruppettari, le femministe, gli autonomi, i teorici e i cani sciolti.
Ci sono tutti.
Insomma consiglio vivamente l’acquisto (sono solo 2 euri a numero) e la lettura di queste riviste. Si leggono con piacere. Anche se una copertina patinata (e magari a colori) le avrebbe rese ancora più gradevoli.