13 - Donnie Darko
Donnie Darko è un’opera prima. E si vede. Perché di molte opere prime ha i pregi e i difetti, che consistono soprattutto nella quantità (forse eccessiva) di "cose" che stanno dentro al film.
Il film può essere visto come un film sugli anni ’80 (la seconda metà), grazie alle atmosfere e soprattutto alle musiche.
Può essere visto come un film sull’adolescenza e sulla difficoltà di quell’età, soprattutto per un ragazzino intelligente, ma un po’ matto.
Può infine essere visto come un film di "viaggi nel tempo". E qui fa acqua da tutte le parti, come peraltro praticamente tutti i film che ci hanno provato, a non cadere nelle trappole spazio-temporali.
Ma basta non pensarci, e godersi la storia, la poesia e la tenerezza del film.
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La notizia è nei trafiletti dei giornali, nelle pagine interne. Un tribunale ha sentenziato che
Tutti abbiamo delle crisi, passeggere o durature.
Bobo Craxi aveva un viso distrutto, quando in diretta su Sky ha dovuto commentare la “sconfitta”. Ma la sera a Ballarò mi trovavo ad essere d’accordo soprattutto con Boselli.A Otto e Mezzo c’era Ferrara che gongolava insieme a Panebianco. Ma alla prova dei fatti non sapevano neanche loro cosa succederà. L’unico sicuro di sé era Paolo Mieli, che - candidamente - ha detto che un governo nuovo si deve fare in ogni caso, perché ad aprile inizia la seconda guerra in Afghanistan, quella vera. E a quel punto uno pensa a Turigliatto e Rossi quasi con simpatia.
Ho trovato questo piccolo gioiello da Melbookstore, in offerta, la libreria con il miglior reparto di usato che esista. E’ una raccolta di “vignette” di Massimo Bucchi, quello che pubblica più o meno quotidianamente sulla Repubblica, nelle pagine interne.
Il libro di Andrea Di Consoli è un collage di racconti senza un filo conduttore, apparentemente. Sono storie diverse. Di amore, ma soprattutto di sesso. Ci sono ragazzi e ragazze, emigrati, delusi, speranzosi, in queste pagine che si svolgono intorno alla Salerno-Reggio Calabria.