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Questa mattina alle ore 7 viene sgomberato ESC, spazio occupato nel quartiere di San Lorenzo, luogo di interfaccia tra università e metropoli che da due anni produce iniziative culturali, politiche e formative.
Per chi ha letto (e amato) Le correzioni di Jonathan Franzen, questo libro rappresenta un piccolo gioiello. Una raccolta di scritti del narratore americano, autobiografici e intimi, dalla prima infanzia a oggi, passando per escursioni, goliardate, bird watching.
Il libro si legge con passione: persino (quasi) le pagine sul bird watching, mania da cui Franzen si è - speriamo - definitivamente liberato.
Tutto comincia con lo scrittore che ritorna a Webster Groves, la città dell’infanzia, per vendere la casa che fu quella della famiglia Franzen. Da lì maturano ricordi e riflessioni.
L’amore per i Peanuts, le ragazze, la comunità, il riscaldamento globale, Narnia, lo studio della lingua tedesca sono fra i principali ingredienti della vita di Franzen, e del libro.
°°°°
| RaiLibro | Emanuela Audisio | Repubblica tv |
Se i giornalisti si chiamassero tutti “Magdi Allam” e i blogger si chiamassero tutti Lia di Haramlik non ci sarebbe storia.
Nessuno leggerebbe più il Corriere o la Repubblica e tutti correrebbero invece al Pc per non perdersi l’ultimo post del blogger di turno.
Non è così. Ci sono tanti e tanti blog inutili, scritti male, fastidiosi. E anche giornalisti con capacità di scrittura, attenzione per i fatti.
Ma nulla è più fastidioso e più lontano dall’idea che ho di buon giornalismo di Magdi Allam.
Magdi Allam ha copiato e incollato in un suo editoriale di prima pagina sul Corriere della Sera, qualche giorno fa, alcuni pezzi del blog di Lia, mal interpretandoli e decontestualizzandoli. Poi ha rivelato il contenuto di una email privata di Lia al suo ex marito. Il tutto per screditare i suoi nemici: i musulmani dell’UCOII.
Da allora non compro più il Corriere della sera. Un giornale che pubblica (in prima pagina) e che annovera come vicedirettore Magdi Allam non deve essere più comprato. Questo penso.
Questo è il modo di stare dalla parte di Lia.
Cosa ne pensano i blog (gattostanco).