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	<title>Salgalaluna</title>
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	<description>il blog di lorenzo cassata</description>
	<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:09:46 +0000</pubDate>
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		<title>101 - Dove finisce Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salgalaluna</dc:creator>
		
	<category>letti/riletti</category>
	<category>roma cronache</category>
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		<description><![CDATA[Ida è una ragazza sarda, emigrata bambina nella Roma degli anni &#8216;30. A Centocelle si trova a diventare una staffetta partigiana durante l&#8217;occupazione tedesca della città, e un giorno, braccata dai nazisti, si rifugia nei cunicoli del quartiere (forse gli attuali sotterranei del Forte Prenestino?).
E&#8217; lì, soffrendo la fame, ricorda e ragiona sulle sue scelte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" src="http://notizie.bol.it/wp-content/uploads/2012/04/Dove-finisce-Roma.jpg" />Ida è una ragazza sarda, emigrata bambina nella Roma degli anni &#8216;30. A Centocelle si trova a diventare una staffetta partigiana durante l&#8217;occupazione tedesca della città, e un giorno, braccata dai nazisti, si rifugia nei cunicoli del quartiere (forse gli attuali sotterranei del Forte Prenestino?).<br />
E&#8217; lì, soffrendo la fame, ricorda e ragiona sulle sue scelte, la sua storia, i suoi sentimenti.<br />
Il romanzo d&#8217;esordio di Paola Soriga è una piccola perla, contemporaneamente una fotografia di Roma mentre diventa metropoli, una descrizione del rapporto di una donna emigrata dalla Sardegna con Roma, città di adozione (oggi, nello stesso quartiere di Centocelle, si notano somiglianze incredibili con le storie dei migranti dal Sud del mondo), la storia della lotta partigiana diffusa e popolare.<br />
Paola Soriga fa tutto questo usando un linguaggio particolare, parlato, intrecciando discorso diretto e pensieri, lingua italiana e idiomi regionali (sardo e romanesco). Lo fa utilizzando la prospettiva e il modo di esprimersi di una ragazza, una donna, nel pieno della sua formazione, anche sentimentale. Un modo di raccontare che spesso commuove, emoziona, coinvolge il lettore.<br />
Davvero un bell&#8217;esordio. Da leggere.</p>
<p><em><a target="_blank" href="http://storify.com/Einaudieditore/dove-finisce-roma-di-paola-soriga">Lo storify</a> con notizie, recensioni, interviste su &#8220;Dove finisce Roma&#8221;</em>.
</p>
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		<title>Il 6 maggio dei voti</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 14:42:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo weekend si vota. Si vota in alcune città italiane per le elezioni amministrative, ma si vota anche e soprattutto il secondo turno delle presidenziali francesi e le politiche in Grecia.
Si tratta di una serie di voti importanti.
In Francia si sceglie tra la continuità (Sarkozy) con una destra filoeuropea con accenti nazional-razzisti (accentuati dal tentativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo weekend si vota. Si vota in alcune città italiane per le elezioni amministrative, ma si vota anche e soprattutto il secondo turno delle presidenziali francesi e le politiche in Grecia.<br />
Si tratta di una serie di voti importanti.<br />
In Francia si sceglie tra la continuità (Sarkozy) con una destra filoeuropea con accenti nazional-razzisti (accentuati dal tentativo di recuperare l&#8217;elettorato lepenista del primo turno) e una speranza di discontinuità con Hollande. I sondaggi danno in leggero vantaggio Hollande.<br />
In <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Greek_legislative_election,_2012#Predictions_of_seats">Grecia</a> i due principali partiti (PASOK e NEA DEMOKRATIA), che hanno governato insieme negli ultimi mesi nella fase più critica di continue manovre di austerità imposte dall&#8217;Europa di Merkel e Sarkozy, rischiano di non avere la maggioranza per gestire il governo.<br />
Infatti gli ultimi sondaggi danno ca. 108 seggi a ND e ca. 38 al PASOK, per un totale di 146, contro una maggioranza necessaria di 151. I partiti a sinistra del PASOK dovrebbero prendere rispettivamente 35 seggi SYRIZA, 30 il KKE, 26 DIMAR e 10 i verdi. I partiti a destra di ND invece ne raccoglierebbero rispettivamente 29 ANEL, 15 XA e 10 LAOS.<br />
In Italia si prevede una conferma del leghista Tosi a <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=5416">Verona</a>, una vittoria di conferma del centrosinistra con Doria a <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=5415">Genova</a>, un vantaggio dell&#8217;uscente Cialente del PD a <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=5408">L&#8217;Aquila</a>, una forte frammentazione a <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=5410">Agrigento</a>, un vantaggio del centrosinistra a <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=5393">Alessandria</a>, a <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=5341">Parma</a> e a <a href="http://www.termometropolitico.it/14097_sondaggi-elezion-comunali-como-2012.html">Como</a>, a <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=5311">Gorizia</a> dovrebbe vincere il candidato del centrodestra, a <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=5292">Lecce</a> è in vantaggio il centrodestra. <a href="https://docs.google.com/spreadsheet/ccc?key=0AsJZ5Or3JMkxdHZkSmFFc1p5dElJcUdfd3pkYTdmUkE&#038;pli=1#gid=0">Qui ho fatto un riepilogo dei comuni</a> capoluogo in cui si vota.</p>
<p><strong><a href="http://www.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fdocs.google.com%2Fspreadsheet%2Fviewform%3Fformkey%3DdGRGS0d4UGdhRlRqSy1GU1p4WUlEVGc6MQ&#038;h=MAQHQEjC_">Qui si può compilare una &#8220;schedina&#8221;</a> che ho fatto per divertirsi.</strong></p>
<p>In Sardegna si vota per 10 referendum, in parte (5) abrogativi, in parte (5) consultivi, proposti dai &#8220;Riformatori&#8221; di Mario Segni, con l&#8217;appoggio di Pisanu, del presidente Cappellacci del PDL e di Arturo Parisi del PD. <a href="http://sardegna.blogosfere.it/2012/04/referendum-sardegna-2012-ecco-il-testo-dei-10-quesiti-regionali-si-vota-il-6-maggio-2012.html">Qui </a>qualche informazione.</p>
<p>In <a href="http://www.clandestinoweb.com/home-archiviazione/italia/62934-germania-elezioni-in-schleswig-holstein-testa-a-testa-fra-cdu-ed-spd/">Germania</a> si vota nella regione dello Schleswig-Holstein, in questo momento governata dalla CDU di Angela Merkel.</p>
<p>Infine in <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/05/le-elezioni-in-serbia/">Serbia</a>, si vota per tutto: presidenziali, politiche, amministrative.
</p>
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		<title>Il romanzo del segreto di Piazza Fontana</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 13:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salgalaluna</dc:creator>
		
	<category>letti/riletti</category>
	<category>visti/rivisti</category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso weekend è uscito nelle sale cinematografiche italiane il nuovo film di Marco Tullio Giordana. Si intitola &#8220;Romanzo di una strage&#8221; e dichiara di essersi ispirato al libro (uscito nel 2009) di Paolo Cucchiarelli &#8220;Il segreto di Piazza Fontana&#8221;.
Avendo una discreta &#8220;passione&#8221; per l&#8217;argomento, avevo letto il libro a suo tempo e ho subito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" src="http://www.net1news.org/sites/default/files/imagecache/interna_big/c_res_romanzo-di-una-strage_articolo2.jpg" />Lo scorso weekend è uscito nelle sale cinematografiche italiane il nuovo film di Marco Tullio Giordana. Si intitola &#8220;Romanzo di una strage&#8221; e dichiara di essersi ispirato al libro (uscito nel 2009) di Paolo Cucchiarelli &#8220;Il segreto di Piazza Fontana&#8221;.<br />
Avendo una discreta &#8220;passione&#8221; per l&#8217;argomento, avevo letto il libro a suo tempo e ho subito visto il film. Ho inoltre letto immediatamente l&#8217;<em><a target="_blank" href="http://www.43anni.it/43anni.pdf">instant e-book</a></em> a firma Adriano Sofri, uscito sabato 31 marzo. Quest&#8217;ultimo pdf, scritto dall&#8217;ex leader di <em>Lotta Continua,</em> ha l&#8217;intento di criticare punto per punto il libro, cogliendo l&#8217;occasione dell&#8217;uscita del film.</p>
<p>Tralasciando le polemiche trite lascio qui alcune considerazioni:</p>
<p>- Il film non mi è piaciuto. Gli attori sono bravi, ma la storia e il soggetto sono secondo me &#8220;fuori fuoco&#8221;. Invece di fare un film sulla strage di Piazza Fontana, si è preferito fare un film sul commissario Calabresi e, in contrapposizione, sull&#8217;anarchico Pinelli. Rimarrà come tale e forse in quel modo ha un senso, ma allora almeno si doveva titolare diversamente.</p>
<p>- Le figure dei due protagonisti sono semi-santificate. Entrambi (il poliziotto Calabresi e l&#8217;anarchico Pinelli) sono ritratti come brave persone, padri di famiglia e vittime di un &#8220;sistema&#8221; di potere oscuro e invisibile. Furono invece entrambi parte di una lotta tra poteri e movimenti, una lotta che in quegli anni coinvolse uomini e donne. La visione (veltroniana) degli anni &#8216;70 come &#8220;anni di piombo&#8221; in cui un &#8220;ente oscuro&#8221; uccideva le brave persone, di cui si trova ampia traccia nel film di Giordana, è secondo me uno dei grandi problemi della &#8220;sinistra&#8221; italiana e in questo la conclusione dell&#8217;<em>instant ebook</em> di Sofri mi trova pienamente concorde.</p>
<p>- La morte di Pinelli non viene mostrata. Quindi rimane allo spettatore (come succede da 43 anni) farsi un&#8217;idea su come possa essere precipitato dal 4° piano della questura di Milano. Stesso dicasi per la presenza o meno del Commissario Calabresi nella sua stanza al momento della &#8220;caduta&#8221; di Pinelli.</p>
<p>- La morte di Calabresi nemmeno viene mostrata. Anche se si dice nei titoli di coda che per quell&#8217;omicidio è stato condannato il vertice di Lotta Continua, da come si dipana il film sembrerebbe che Calabresi sia stato ucciso per avere intuito la &#8220;verità&#8221; su Piazza Fontana. Ma da chi? Dalle oscure forze del male, probabilmente?</p>
<p><img align="right" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/41li9pvYS9L._SL500_AA240_.jpg" />- Il libro di Cucchiarelli c&#8217;entra poco con il film, che sembra più ispirato dal libro di Mario Calabresi. Delle ipotesi molto fantasiose che Cucchiarelli fa nel suo libro per colmare i &#8220;buchi&#8221; nelle indagini su Piazza Fontana, ne rimane nel film una sola, quella principale. Ovvero la presenza di due bombe dentro la Banca Nazionale dell&#8217;Agricoltura, una anarchica e l&#8217;altra fascista (o addirittura, come si arrischia nel film l&#8217;attore che interpreta Federico Umberto D&#8217;Amato) una fascista e l&#8217;altra ancora più fascista.</p>
<p>- Il libro di Cucchiarelli per me è un libro importante. Lo è perché ricapitola in modo chiaro quasi tutti i punti oscuri delle indagini. E perché recupera e pubblica documenti e foto che servono a dare un quadro più chiaro di tanti altri libri che danno per scontate troppe cose. E&#8217; un libro importante, ma &#8220;avventato&#8221;, come sostiene Adriano Sofri nel suo instant ebook e come <a href="http://stragedistato.wordpress.com/tag/recensioni-al-libro-il-segreto-di-piazza-fontana/">già evidenziato negli anni dai pochi (ma esperti) recensori</a>.</p>
<p>- Quali sono le pecche del libro di Cucchiarelli? Il difetto principale è quello di presentare una &#8220;verità&#8221; del tutto ipotetica e in gran parte anche irragionevole, fatta di doppioni e raddoppi. Le ipotesi che fa Cucchiarelli sono troppe e tutte insieme. Se si fosse infatti limitato alla teoria della &#8220;doppia bomba&#8221; avrebbe attirato meno critiche e più dibattiti sereni. Avendo invece avuto la pretesa di introdurre un doppio taxi (che Sofri dimostra abbastanza indubitabilmente essere una sciocchezza), di dare nomi e cognomi a alcuni fascisti secondo lui direttamente implicati negli attentati, di accusare gli anarchici di essere ingenui attentatori per quel 12 dicembre, il tutto con pochissimi indizi, è facile comprendere perché sia stato preso poco sul serio da chi si occupa da anni di quelle vicende e anche del perché abbia attirato il risentimento di chi si è sentito accusato direttamente.</p>
<p>- il libretto di Sofri è interessante e (ovviamente) ben scritto, se pure necessiterebbe ancora di un bell&#8217;<em>editing</em> per essere davvero godibile. Ne emerge però un livore francamente esagerato contro Cucchiarelli e un inalterato odio per la questura milanese. A parte Calabresi (di cui parla il meno possibile) infatti dallo scritto di Sofri traspare una violenza verbale contro il capo dell&#8217;ufficio politico di allora Allegra e alcuni dei poliziotti presenti la notte che Pinelli morì che certamente lascia perplessi, a 42 anni e 4 mesi di distanza (non 43!)</p>
<p>- infine ci tengo a ribadire quanto già noto a chi si interessa della vicenda di Piazza Fontana: la strage, è ormai accertato, è stata compiuta da militanti di estrema destra, gravitanti intorno a Ordine Nuovo nel Triveneto e a Milano, con la probabile complicità di ex elementi di Avanguardia Nazionale a Roma. La strage aveva l&#8217;obiettivo di favorire un colpo di stato, un <em>putsch</em> in stile greco al quale l&#8217;estrema destra credette fino al 1974.
</p>
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		<title>Crisi economica? Crescita di conferenze fasciste</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Feb 2012 12:03:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[ANSA - Roma?] Ieri pomeriggio a Roma traffico pazzesco, ingorghi di fascisti, soprattutto per le vie di Prati, impegnati in un tour de force con l&#8217;obiettivo di seguire più conferenze fasciste possibili in poche ore. Alle 16 infatti iniziava la &#8220;due giorni&#8221; del Movimento Sociale Europeo (!) sulla crisi a via Caracciolo, alle 18 Roberto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[ANSA - Roma?] Ieri pomeriggio a Roma traffico pazzesco, ingorghi di fascisti, soprattutto per le vie di Prati, impegnati in un <em>tour de force</em> con l&#8217;obiettivo di seguire più conferenze fasciste possibili in poche ore. Alle 16 infatti iniziava <a target="_blank" href="https://p.twimg.com/Alncq4-CIAEpN0S.jpg">la &#8220;due giorni&#8221; del Movimento Sociale Europeo</a> (!) sulla crisi a via Caracciolo, <a href="http://www.forzanuova.org/sites/default/files/styles/large/public/upload/manifestoroma.jpg">alle 18 Roberto Fiore a via dei Gracchi</a> parlava della fuoriuscita dall&#8217;euro. Ma alla stessa ora <a href="http://farm8.staticflickr.com/7170/6806784157_1bf81ffaa4_z.jpg">Maurizio Blondet ha dissertato sul tema &#8220;Crisi!&#8221;</a> allo spazio Raido, un po&#8217; più distante.</p>
<p>Oltre al traffico di amanti della convegnistica di area per le strade, da registrarsi un concomitante e inspiegabile problema di carenza di organico tra i dipendenti ATAC e AMA, che ha contribuito a gravare sulla città di Roma.
</p>
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		<title>92 - I primi della lista</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 09:26:27 +0000</pubDate>
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	<category>visti/rivisti</category>
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		<description><![CDATA[Secondo i vicini livornesi, si sa, i pisani sono un po&#8217; grulli. E la storia di questo film, scritta e diretta da un pisano dal nome strano, Roan Johnson (già segnalato su questo blog per il suo primo romanzo), pare dare ragione al luogo comune.E&#8217; una storia vera, ambientata nel giugno del 1970, pochi mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" src="http://mediacritica.it/wp-content/uploads/2011/11/I-primi-della-lista.jpg" />Secondo i vicini livornesi, <a href="http://www.salmo69.com/2009/06/barzelletta-su-livornesi-e-pisani.html">si sa</a>, i pisani sono un po&#8217; grulli. E la storia di questo film, scritta e diretta da un pisano dal nome strano, Roan Johnson (già <a href="http://www.salgalaluna.com/?p=501">segnalato su questo blog</a> per il suo primo romanzo), pare dare ragione al luogo comune.E&#8217; una storia vera, ambientata nel giugno del 1970, pochi mesi dopo  la strage di piazza Fontana, della quale tra due giorni ricorre il  42esimo (!) anniversario. Sono tempi in cui si parla insistentemente,  nella sinistra, di un possibile golpe in Italia.</p>
<p>I neofascisti gridavano in piazza: &#8220;Ankara, Atene, adesso Roma  viene&#8221;, invocando un colpo di stato come in Grecia e Turchia. Non si  trattava di un&#8217;assurdità. L&#8217;Europa meridionale era ormai in mano a  dittature militari (la Spagna di Franco, il Portogallo di Salazar, e -  appunto - <a href="http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=601">la grecia dei Colonnelli</a>,  dal 1967) e anche in Italia in parecchi si preparavano a un progetto  simile, che fu sul punto di concretizzarsi varie volte, forse in modo  più pericoloso proprio alla fine del 1970, nella &#8220;notte  dell&#8217;immacolata&#8221;, con <a href="http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=424">il tentativo</a> guidato dal principe neofascista Junio Valerio Borghese.</p>
<p>Molti esponenti della sinistra parlamentare e extraparlamentare  passarono varie notti fuori casa in quei mesi, temendo proprio un colpo  di stato.</p>
<p>Ma la storia de &#8220;I primi della lista&#8221; va più in là. Tre ragazzi, di  cui il più esperto è il famoso (allora) Pino Masi, cantastorie  &#8220;compagno&#8221;, autore della celebre Ballata del Pinelli e di tanti altri  brani impegnati, ricevono una &#8220;soffiata&#8221; da un giornalista di Roma e  decidono di partire e scappare dall&#8217;Italia, chiedendo asilo politico  all&#8217;estero.</p>
<p>Non ci fa una gran figura Pino Masi, paranoico e pieno di sé, ma in  fondo solo, né gli altri due ragazzi del movimento, che preferiscono  credere alle certezze del loro cantautore di riferimento invece che  studiare per l&#8217;incombente maturità. Ma insieme vivono un&#8217;avventura che  non dimenticheranno facilmente, tanto che uno dei tre la racconterà a  Roan Johnson, che più di 40 anni dopo ci scriverà un film davvero  gradevole con bravissimi attori.</p>
<p>Sono ottime le ricostruzioni d&#8217;epoca, con una A112 capace di arrivare  ovunque, i telefoni a gettone e altre anticaglie. Siamo però sicuri che  il Masi avesse una Moleskine?</p>
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		<title>100 - Il Terzo Testamento</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 15:03:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se avete letto il &#8220;Codice da Vinci&#8221; di Dan Brown e vi ha appassionato nonostante la trama traballante e la scrittura (o traduzione?) incerta, o se non lo avete letto perché lo avete ritenuto troppo commerciale, ecco la soluzione: leggete &#8220;Il terzo testamento&#8221;, appena uscito per le edizioni &#8220;Giuntina&#8221;. L&#8217;autore, Luigi Spagnolo, è un filologo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" src="http://www.giuntina.it/writable/Volumi/Fuori%20collana/Il_terzo_testamento.jpg" />Se avete letto il &#8220;Codice da Vinci&#8221; di Dan Brown e vi ha appassionato nonostante la trama traballante e la scrittura (o traduzione?) incerta, o se non lo avete letto perché lo avete ritenuto troppo commerciale, ecco la soluzione: leggete &#8220;Il terzo testamento&#8221;, appena uscito per le edizioni &#8220;Giuntina&#8221;. L&#8217;autore, Luigi Spagnolo, è un filologo, appassionato di testi antichi e della loro interpretazione, nonché di anagrammi.</p>
<p>&#8220;Il terzo testamento&#8221; è un libro dalla trama avvolgente, scritto in ottimo italiano e pieno di legami con il presente.</p>
<p>Il romanzo è ambientato nella periferia romana. Il protagonista è un parroco, Paolo Lugignis, e quello che gli accade intorno (un campo rom che non piace a una parte degli abitanti del quartiere, un centro sociale trotzkista, una ragazza con problemi ad accettare la malattia del fratello piccolo).<br />
Don Paolo viene incaricato da un alto prelato di tradurre e interpretare un documento davvero incredibile, appena ritrovato in Palestina. Si tratta di un &#8220;vangelo&#8221; scritto in forma autobiografica, l&#8217;autore dovrebbe essere il misterioso Giuseppe di Arimatea.<br />
Mentre legge e scopre verità incredibili, Don Paolo si pone domande su se stesso e sul suo passato: chi è lui veramente? Perché ha scelto di diventare prete? Cosa ne è stato della ragazza che aveva amato? Come deve comportarsi con la madre in fin di vita?<br />
Don Paolo riflette e arriva alla conclusione dei propri tormenti proprio mentre finisce di tradurre lo scottante documento, aiutato anche dalle sedute di psicoterapia con il professor Mattia Levi.
</p>
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		<title>91 - Una separazione</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 16:25:04 +0000</pubDate>
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	<category>visti/rivisti</category>
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		<description><![CDATA[Sapete come succede che due persone benestanti, tranquille, con una bambina di 11 anni ben educata, tutto sommato senza particolari motivi di rottura, finiscono per separarsi?
Lo mostra con puntigliosa delicatezza il film iraniano &#8220;Una separazione&#8221;, già premiato con l&#8217;Orso d&#8217;oro all&#8217;ultimo festival di Berlino.
Nader e Simin sono sposati da 14 anni. Hanno ottenuto un visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" src="http://www.marieclaire.it/var/marieclaire/storage/images/bozze/cinema-una-separazione-nelle-sale-dal-21-10/una-separazione4/14235640-1-ita-IT/Una-separazione_oggetto_editoriale_thumb.jpg" />Sapete come succede che due persone benestanti, tranquille, con una bambina di 11 anni ben educata, tutto sommato senza particolari motivi di rottura, finiscono per separarsi?</p>
<p>Lo mostra con puntigliosa delicatezza il film iraniano &#8220;Una separazione&#8221;, già premiato con l&#8217;Orso d&#8217;oro all&#8217;ultimo festival di Berlino.</p>
<p>Nader e Simin sono sposati da 14 anni. Hanno ottenuto un visto per andare all&#8217;estero, ma lui non vuole partire e lasciare da solo il padre malato di alzheimer.</p>
<p>E&#8217; così che si separano. Costretti a prendere in casa una signora per assistere il nonno, saranno preda di una serie di eventi che li accompagnano nella separazione, e che contemporaneamente ci mostrano tanti aspetti della complessa società iraniana. Una società divisa in classi sociali, con una giustizia bonaria e insieme inflessibile, un ricorso alla religione quasi come fosse l&#8217;oracolo da interpellare in caso di dubbi.</p>
<p>Ma il film - soprattutto - ci racconta una storia universale, quella di una separazione e dei rapporti tra marito, moglie, parenti e figli.</p>
<p>| <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gCX2oPDcoj8">trailer</a> | <a href="http://www.mymovies.it/film/2011/naderandsiminaseparation/">mymovies</a> | <a href="http://www.imdb.com/title/tt1832382/">imdb</a> | <a href="http://www.spietati.it/z_scheda_dett_film.asp?idFilm=3911">gli spietati</a> |
</p>
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		<title>Il pranzo è servito</title>
		<link>http://www.salgalaluna.com/?p=548</link>
		<comments>http://www.salgalaluna.com/?p=548#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 19:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salgalaluna</dc:creator>
		
	<category>grassetto</category>
	<category>blog&amp;dintorni</category>
	<category>digital divide</category>
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		<description><![CDATA[Sulla pagina facebook del &#8220;Popolo Viola&#8221; è stata pubblicata tre giorni fa una foto, riportata qua sotto, di uno scontrino della &#8220;Mensa del Senato&#8221;.

Sulla pagina facebook si legge solo: &#8220;Alla mensa del Senato sei giorni fa, che teneri anche la torta della nonna  &#8221;.
Leggendo lo scontrino, si notano alcune cose:
a) chi ha mangiato, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla pagina facebook del &#8220;Popolo Viola&#8221; è stata pubblicata tre giorni fa una foto, riportata qua sotto, di uno scontrino della &#8220;Mensa del Senato&#8221;.</p>
<p><img width="459" height="615" align="left" src="https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/305341_10150381759012855_196502997854_8264338_305959585_n.jpg" /></p>
<p>Sulla <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150381759012855&#038;set=a.196671182854.131248.196502997854&#038;type=1&#038;theater">pagina facebook</a> si legge solo: &#8220;Alla mensa del Senato sei giorni fa, che teneri anche la torta della nonna <img src='http://www.salgalaluna.com/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> &#8221;.</p>
<p>Leggendo lo scontrino, si notano alcune cose:</p>
<p>a) chi ha mangiato, ha fatto davvero un pasto abbondante (primo, secondo, contorno, frutta e dolce più &#8220;bibite&#8221;)</p>
<p>b) peraltro il pranzo è avvenuto un po&#8217; presto (alle 12.24)</p>
<p>c) i prezzi delle pietanze sono quasi tutti sotto 1 euro, davvero molto bassi (da mensa di altri tempi), tranne la &#8220;tagliata con rucola, grana e aceto balsamico&#8221; a 3,41 euro, comunque molto più economica che ovunque. In ogni caso difficilmente una mensa serve la &#8220;tagliata&#8221;</p>
<p>d) c&#8217;è un&#8217;enorme sproporzione tra il costo delle singole pietanze e quello del servizio (3,91 euro)</p>
<p>e) dalla parte bassa dello scontrino, si evince che chi ha mangiato non ha pagato niente</p>
<p>Ieri (27 ottobre) sul sito dell&#8217;Unità compare <a href="http://www.unita.it/italia/falso-scontrino-dalla-mensa-br-del-senato-su-internet-dilaga-1.346405">un articolo senza firma</a> ma dal titolo altisonante (&#8221;L&#8217;abbaglio degli &#8216;anticasta&#8217;. Quello scontrino non è dei senatori&#8221;). Non risponde al post del Popolo Viola, ma ai suoi commenti. Quel post infatti è pieno di commenti, &#8220;Mi piace&#8221; e condivisioni. Quasi tutti hanno pensato, tra l&#8217;altro, che si riferisse alla mensa dei senatori, già oggetto di polemiche quest&#8217;estate.</p>
<p>L&#8217;articolo dell&#8217;Unità non spiega nessuna delle cose che ho elencato qua sopra, ma si limita a dire che quello scontrino non è del ristorante dei senatori, ma della mensa dei dipendenti del Senato.</p>
<p>Anche l&#8217;articolo dell&#8217;Unità viene sommerso da commenti indignati, divisi tra chi continua a credere che lo scontrino sia di un senatore, chi sostiene che comunque anche i dipendenti del senato sono privilegiati ad avere un pasto così economico, chi - la maggior parte - esprime delusione perché un giornale &#8220;di sinistra&#8221; faccia le pulci (e male) agli &#8220;anti-casta&#8221; invece di occuparsi di cose più serie. La pagina facebook dell&#8217;Unità è sommersa anch&#8217;essa di commenti negativi e Il Popolo Viola rincara la dose, pubblicando <a href="http://letteraviola.it/2011/10/mensa-del-senato-lunita-difende-la-casta-e-i-lettori-si-infuriano-siete-come-libero/">un articolo polemico</a> sul sito &#8220;Lettera Viola&#8221;.</p>
<p>Tra i commenti si trovano - finalmente - alcune risposte ai dubbi che avevo io rispetto allo scontrino. Grazie agli interventi di dipendenti del Senato e poi di un senatore della lega, che pubblica su facebook la foto di un altro scontrino, stavolta del Ristorante del Senato, che riporto qua sotto.</p>
<p><img width="381" height="505" align="left" src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/381663_304884262855368_100000013905407_1380571_1525537996_n.jpg" /></p>
<p>Ecco le risposte ai miei dubbi:</p>
<p>a) chi ha mangiato è un militare addetto alla guardia del senato, molto robusto</p>
<p>b) per regolamento, i militari devono entrare prima delle 12.30 alla mensa</p>
<p>e) questo tipo di dipendenti non paga, il pasto è &#8220;incluso&#8221; nel <em>badge</em>. Questo spiega sia lo &#8220;0,00&#8243; alla fine dello scontrino, sia il fatto che abbia preso tutte quelle pietanze.</p>
<p>Ho anche scoperto <a href="http://www.senato.it/relazioni/21615/21699/143141/genpagspalla.htm">quanto guadagnano i dipendenti</a> del Senato.<br />
L&#8217;Unità si è trovata costretta, dopo le lamentele, ad aggiungere una precisazione nell&#8217;articolo <em>on line </em>e poi a <a href="http://www.unita.it/italia/uno-scontrino-1.346855">pubblicarne un altro</a>, oggi, in cui però aggiunge solo la foto postata dal senatore leghista e già pubblicata, ad esempio, <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/prezzi_ristorante_palazzo_madama/28-10-2011/articolo-id=554078-page=0-comments=1">dal Giornale</a>.</p>
<p>Finché le polemiche verranno aperte e risolte da Facebook, twitter e dai blog, i  giornali dovrebbero tacere. A meno di avere notizie.</p>
<p>A me, che non credo di essere un rigido sostenitore del partito &#8220;anti-casta&#8221; (se mai esistesse), un&#8217;operazione trasparenza non dispiacerebbe. Possibile che per capire quanto costa (e chi lo paga) un pranzo per un dipendente del Senato e per un Senatore, si sia costretti a guardare delle foto di scontrini su Facebook? Possibile che un giornale come L&#8217;Unità, che riceve il finanziamento pubblico dal gruppo parlamentare del PD, non possa farsi dare una foto da un deputato e da un senatore con il menù di ristorante e mensa di camera e senato? O magari anche il contratto con la società che gestisce il servizio? Così si risponderebbe ai miei dubbi c) e d), che ancora oggi non sono chiariti, e si risponderebbe davvero all&#8217;&#8221;anti-casta&#8221;. Per poi parlare di altro, come ad esempio il programma del PD sul welfare, sulla politica estera o sui diritti individuali.
</p>
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		<title>Segnalibri post 15 ottobre</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 17:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salgalaluna</dc:creator>
		
	<category>segnalazioni</category>
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		<description><![CDATA[Raccolgo qui i link ai comunicati, le &#8220;prese di parola&#8221;, le valutazioni post 15 ottobre delle realtà più o meno organizzate che hanno partecipato alla manifestazione che ho trovato in rete. Non riporto articoli di giornale, perché mi sembra che si stiano distinguendo tutti (in primis La Repubblica e il Corriere della sera, oltre al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raccolgo qui i link ai comunicati, le &#8220;prese di parola&#8221;, le valutazioni post 15 ottobre delle realtà più o meno organizzate che hanno partecipato alla manifestazione che ho trovato in rete. Non riporto articoli di giornale, perché mi sembra che si stiano distinguendo tutti (in primis <em>La Repubblica</em> e il <em>Corriere della sera</em>, oltre al <em>Giornale </em>e <em>Libero</em>) per un altissimo tasso di menzogne gratuite, ricostruzioni inventate, informative della questura trasformate in interviste, dichiarazioni deformate (segnalo solo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5wSFNBr3vSU&#038;feature=player_embedded">questo video</a> perché è divertente).</p>
<p><em>Se trovate altri comunicati e commenti sul 15 ottobre, potete segnalarli nei commenti.</em></p>
<ul>
<li><a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/editoriali/item/2890-doveva-finire-con-qualche-comizio">Doveva finire con qualche comizio</a> (Infoaut)</li>
<li><a href="http://italy.indymedia.org/node/1397">Riflessioni sul 15 ottobre</a> (Diego Negri, BolognaPrendeCasa)</li>
<li><a href="http://www.senzasoste.it/nazionale/senza-soste-cronaca-e-commento-sulla-giornata-del-15-ottobre">Cronaca e commento</a> (Senza Soste, Livorno)</li>
<li><a href="http://sguardisuigeneris.blogspot.com/2011/10/grazie-roma-riflessioni-sul-15-ottobre.html">Grazie Roma</a> (Laboratorio Sguardi sui generis, Torino)</li>
<li><a href="http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/ma-il-nodo-%C3%A8-quello-dellautodeterminazione">Ma il nodo è quello dell&#8217;autodeterminazione</a> (Sinistra critica)</li>
<li><a href="http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Per-guardare-avanti/9704">Per guardare avanti</a> (Global Project)</li>
<li><a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/10/articolo/5543/">Una nuova epoca</a> (Valentino Parlato, Il Manifesto)</li>
<li><a href="http://www.rete28aprile.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=2220:15-ottobre-un-fallimento-su-cui-discutere-seriamente-no-a-nuove-leggi-di-polizia&#038;catid=10:primo-piano&#038;Itemid=29">Un fallimento su cui discutere</a> (Giorgio Cremaschi, Rete 28 aprile)</li>
<li><a href="http://www.senzatregua.org/?p=1478">No a buoni e cattivi</a> (Senza Tregua, Roma Sud)</li>
<li><a href="http://italy.indymedia.org/node/1185">Azioni degne</a> (FAI)</li>
<li><a href="http://www.militant-blog.org/?p=5684">E dopo il 14 (dicembre) è arrivato il 15 (ottobre)</a> (Militant, Roma)</li>
<li><a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/no-tavabenicomuni/item/2912-roma-15-ottobre-respingiamo-le-accuse-e-guardiamo-avanti">Respingiamo le accuse e andiamo avanti</a> (Movimento No Tav)</li>
<li><a href="http://italy.indymedia.org/node/1378">Trasformare l&#8217;indignazione in rivoluzione socialista</a> (PCL)</li>
<li><a href="http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o30143:e1">Alcune considerazioni a caldo</a> (Red Link)</li>
<li><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/?p=26045">Una prima presa di parola</a> (Laboratorio Acrobax, Roma)</li>
<li><a href="http://www.leftcom.org/it/articles/2011-10-18/sugli-scontri-di-piazza-del-15-ottobre-violenza-non-violenza-lotta-di-classe">Sugli scontri di piazza del 15 ottobre</a> (Battaglia comunista)</li>
<li><a href="http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/10/17/16584-15-ottobre-non-ci-toglieranno-la-parola/">Non ci toglieranno la parola</a> (Alfio Nicotra, Prc)</li>
<li><a href="http://www.usb.it/index.php?id=1132&#038;tx_ttnews[tt_news]=35448&#038;cHash=4fa283add7">Il nostro 15 ottobre</a> (USB)</li>
<li><a href="http://looponline.info/index.php/component/content/article/644-mantra-del-sollevarsi-15-ottobre-e-dintorni">Mantra del sollevarsi</a> (Franco Berardi &#8220;Bifo&#8221;)</li>
<li><a href="http://italianrevolution-roma.blogspot.com/2011/10/verbale-assemblea-15-ottobre-2011.html">il blog degli &#8220;indignati&#8221; di &#8220;rivoluzione italiana&#8221;<br />
</a></li>
<li><a href="http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Il-senso-della-realta/9705">Il senso della realtà</a> (Centri sociali Marche)</li>
<li><a href="http://www.milanox.eu/the-battle-of-rome/">The battle of Rome</a> (MilanoX)</li>
<li><a href="http://www.inventati.org/rash-roma/sito/?p=10130">Grande è il disordine sotto il cielo</a> (RASH Roma)</li>
<li><a href="http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Il-15-ottobre-segna-uno-spartiacque/9710">Il 15 ottobre rappresenta uno spartiacque</a> (Gianni Rinaldini)</li>
<li><a href="http://italy.indymedia.org/node/1466">Una giornata di riscossa popolare</a> (CARC, SLL e ASP)</li>
<li><a href="http://www.pacipaciana.org/2011/10/19/roma-15-ottobre-a-testa-alta-guardiamo-avanti/">A testa alta, guardiamo avanti</a> (CSA Pacì Paciana, Bergamo)</li>
<li><a href="http://www.precaria.org/san-precario-nella-moltitudine-della-giornata-globale-contro-l%E2%80%99austerity.html">Nella moltitudine della giornata mondiale contro l&#8217;austerity</a> (San Precario)</li>
<li><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/?p=26103">Ma quale regia</a> (Laboratorio Acrobax, Roma)</li>
<li><a href="http://www.cobas.it/index.php/Notizie/La-valutazione-dei-Cobas-sulla-giornata-del-15-ottobre">La valutazione sul 15 ottobre</a> (Cobas)</li>
<li><a href="http://www.zic.it/timeout-oltre-il-15-ottobre/">Oltre il 15 ottobre</a> (Timeout, Bologna)</li>
<li><a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/10/articolo/5549/">Una piazza immensa che non si fa zittire</a> (Norma Rangeri, il Manifesto)</li>
<li><a href="http://italy.indymedia.org/node/1566">Contro la repressione, uniti si vince</a> (Movimento Napoletano)</li>
<li><a href="http://italy.indymedia.org/node/1517">Cause, fatti, conseguenze</a> (Rete dei comunisti)</li>
<li><a href="http://www.autautpisa.it/modules/news/article.php?storyid=1180">Quel pasticciaccio di via Merulana</a> (AutAut Pisa)</li>
<li><a href="http://www.cpogramigna.org/?p=1822">Tutti a dire della rabbia del fiume in piena&#8230;</a> (CPO Gramigna, Padova)</li>
<li><a href="http://www.coordinamentouniversitario.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=353:siamo-il-99-nessuno-ci-puo-fermare-riflessioni-sul-15-ottobre&#038;catid=3:newsflash&#038;Itemid=57">Siamo il 99%, nessuno ci può fermare</a> (Rete della conoscenza, Link e Uds)</li>
<li><a href="http://www.cantiere.org/art-03439/sul-15-ottobre-a-roma-cantiere-milano.html">Sul 15 ottobre</a> (Cantiere, Milano)</li>
<li><a href="http://www.inventati.org/rash-roma/sito/?p=10143">La caccia alle streghe</a> (RASH Roma)</li>
<li><a href="http://proletaricomunisti.blogspot.com/2011/10/15-ottobre-e-giusto-ribellarsi-serve-la.html">E&#8217; giusto ribellarsi</a> (Proletari Comunisti)</li>
<li><a href="http://www.informa-azione.info/roma_comunicato_sulle_perquisizioni_dopo_il_15_ottobre">In merito alle perquisizioni del 17 ottobre</a> (Alcuni/e perquisiti e perquisite di Roma)</li>
<li><a href="http://www.unicommon.org/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=3177:oltre-il-15-ottobre-non-un-passo-indietro-neanche-per-prendere-la-rincorsa&#038;catid=85:comunicati&#038;Itemid=279">Oltre il 15 ottobre, non un passo indietro</a> (Studenti e studentesse della Sapienza di Roma)</li>
<li><a href="http://www.ilnostrotempoeadesso.it/rubriche/punti-di-vista/215-il-nostro-punto-di-vista.html">Il nostro punto di vista</a> (Il nostro tempo è adesso)</li>
<li><a href="http://torchiera.noblogs.org/post/2011/10/18/comunicato-sui-fatti-di-roma-del-15-ottobre/">Sui fatti di Roma</a> (Cascina Torchiera Milano, Foa Boccaccio Monza, No Expo Milano, SOS Fornace Rho)</li>
<li><a href="http://www.ecn.org/intifada/">Apprendisti stregoni</a> (Comunità in resistenza, Empoli)</li>
<li><a href="http://www.valigiablu.it/doc/572/senza-futuro-non-c-pace-cosa-successo-il-15ottobre.htm">Senza futuro, non c&#8217;è pace</a> (Valigia Blu)</li>
<li><a href="http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Lettera-aperta-dopo-il-15-ottobre-a-Roma/9724">Lettera aperta dopo il 15 ottobre</a> (No Dal Molin Vicenza, Arcadia Schio, Bocciodromo Vicenza, Montecchio slegata)</li>
<li><a href="http://www.ateneinrivolta.org/rivolta/oltre-il-15-ottobre-una-rivolta-permanente">Oltre il 15 ottobre, per una Rivolta Permanente</a> (AteneinRivolta)</li>
</ul>
<p>Un&#8217;altra raccolta di link: <a href="http://wiki.oziosi.org/index.php/15ott">wiki|oziosi</a><br />
15 ottobre, le voci negate (alcuni degli interventi mai fatti che si dovevano tenere a San Giovanni):</p>
<ul>
<li><a href="http://www.controlacrisi.org/notizia/Conflitti/2011/10/19/16636-15-ottobre-le-voci-negate-ecco-gli-interventi-che-non-avete/">Vincenzo Caliendo</a> (Cobas Mirafiori)</li>
<li><a href="http://www.controlacrisi.org/notizia/Conflitti/2011/10/19/16645-15-ottobre-le-voci-negate-ecco-gli-interventi-che-non-avete/">Ivo Poggiani</a> (Rete Commons)</li>
</ul>
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		<title>Appunti sul 15 ottobre</title>
		<link>http://www.salgalaluna.com/?p=546</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 16:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salgalaluna</dc:creator>
		
	<category>grassetto</category>
	<category>roma cronache</category>
	<category>my generation</category>
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		<description><![CDATA[La giornata di ieri a Roma merita un&#8217;analisi davvero complessa. Perché dipende, nell&#8217;analisi, a quale livello e secondo quale prospettiva, con quale metodo lo si fa.
Parto quindi da alcuni punti che mi sembrano &#8220;fermi&#8221; per poi passare a un tentativo di interpretazione più articolato.

Violenza e nonviolenza
Come scrivono in molti in rete, la contrapposizione tra &#8220;violenti&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata di ieri a Roma merita un&#8217;analisi davvero complessa. Perché dipende, nell&#8217;analisi, a quale livello e secondo quale prospettiva, con quale metodo lo si fa.</p>
<p>Parto quindi da alcuni punti che mi sembrano &#8220;fermi&#8221; per poi passare a un tentativo di interpretazione più articolato.</p>
<p><a id="more-546"></a></p>
<p><strong>Violenza e nonviolenza</strong><br />
Come scrivono in molti in rete, la contrapposizione tra &#8220;violenti&#8221; e &#8220;nonviolenti&#8221; non serve a spiegare (quasi) nulla. Ma per molti, sia tra chi partecipava al corteo, sia per chi ne ha letto sui giornali e visto in tv, quella distinzione esiste.</p>
<p><strong>Black bloc?</strong><br />
Definire genericamente &#8220;black bloc&#8221; chiunque abbia vagamente partecipato ad azioni &#8220;violente&#8221; è sbagliato e fuorviante, ed è una deformazione giornalistica che da anni (in Italia, da Genova in poi) ha identificato nella formula &#8220;black bloc&#8221; qualsiasi tipo di manifestante violento. Ma ieri, in quel corteo, c&#8217;erano effettivamente manifestanti che praticavano la &#8220;formula&#8221; black bloc, come non succedeva da tempo. Personalmente non li ho visti, ma mi è stato raccontato da molte persone e ci sono video inequivocabili. Si vestivano di nero e a gruppetti distruggevano vetrine, bruciavano macchine, non si curavano del resto della manifestazione. A queste persone è stato concesso, da una parte del corteo, di rientrare nei &#8220;ranghi&#8221; più volte. La grandissima maggioranza del corteo, quasi tutti gli &#8220;spezzoni&#8221;, ha ripetutamente cacciato queste persone ogni volta che si provavano a reinfilare (ho personalmente assistito a varie scene del genere). Dopo l&#8217;incendio della caserma abbandonata a via Labicana, però, le cose sono cambiate. La polizia ha deciso di caricare il corteo, di spezzarlo in due, e da quel momento è cominciata la &#8220;guerriglia&#8221;, che si è spostata direttamente a Piazza San Giovanni. Lì non è stata più questione di &#8220;black bloc&#8221;, ma di centinaia, forse più, di manifestanti impeganti in una lotta lunghissima contro i blindati e gli idranti della polizia.</p>
<p><strong>Il 99% del corteo</strong></p>
<p>I manifestanti che seguivano i carri e i &#8220;cani sciolti&#8221; erano decisamente in numero enorme, molto più grande di quello che ha messo piede a Piazza San Giovanni, e - quindi - di quanti hanno fatto dello scontro con la polizia la loro manifestazione. Per centinaia di migliaia di manifestanti la dimostrazione è finita molto prima di arrivare al termine preventivato. I camion iniziali (quelli dei Cobas, di Uniti per l&#8217;alternativa, di Action) sono entrati a Piazza San Giovanni e ne sono fuggiti dopo una mezz&#8217;ora di scontri di cui non volevano sapere nulla. I camion finali, in particolare gli oceanici spezzoni degli studenti, hanno deviato il loro percorso all&#8217;inizio di Via Labicana, per andare &#8220;a Piazza Vittorio&#8221; (per poi andare a Circo Massimo, quindi a Piramide e infine ritornare indietro, a sera calata, verso la Sapienza). Il 99% del corteo non solo non ha quindi partecipato alle violenze, ma non le ha nemmeno viste, se non a posteriori passeggiando tra le rovine.</p>
<p><strong>Differenze e analogie con il 14 dicembre 2010</strong></p>
<p>E&#8217; vero, il 14 dicembre dell&#8217;anno scorso, giornata di mobilitazione nazionale contro la riforma Gelmini, finì con gli scontri tra manifestanti e polizia a Piazza del Popolo. Ma le differenze sono tantissime. Quella data era la fine di una serie di iniziative durate mesi, anche molto radicali e diffuse in tutte le città, in cui gli studenti avevano contestato i provvedimenti del governo. Quella di ieri era invece la prima manifestazione di &#8220;indignazione&#8221; contro il sistema finanziario, un appuntamento deciso a livello mondiale. Doveva rappresentare un momento &#8220;costituente&#8221;, non assolutamente il terminale di un ciclo di lotte. In quell&#8217;occasione (il 14 dicembre), il movimento conquistò Piazza del Popolo, e, invece di rimanerci, cercò (nelle sue frange più conflittuali) di percorrere via del Corso per arrivare ai &#8220;palazzi del potere&#8221;. Quando la polizia riprese il controllo, entrò con i blindati a Piazza del Popolo, costringendo, non senza aver ingaggiato una battaglia con migliaia di persone, gli studenti ad andarsene via. Ieri invece il movimento non è mai arrivato, se non in minima parte, a Piazza San Giovanni, da dove è stato cacciato dalla polizia (con molta fatica). Ieri non c&#8217;è stata insomma alcuna &#8220;complicità&#8221; della gente organizzata in piazza con chi stava fronteggiando le forze dell&#8217;ordine. L&#8217;unica &#8220;affinità&#8221; era di una parte pur significativa di quel pezzetto di manifestanti rimasto a San Giovanni (ovvero al netto dei &#8220;fuggiti&#8221;, di quelli che sono tornati indietro, di quelli che stavano a guardare cercando di non essere pestati, di quelli che erano lì a curiosare col telefonino in mano). Del resto la battaglia non aveva alcuno scopo reale o simbolico (dove si voleva andare? a Piazza Re di Roma a mangiare il gelato? Quale palazzo del potere si nascondeva tra gli alberi?). Era una lotta fine a se stessa, in questo molto simile, più che al 14 dicembre 2010, agli scontri di Londra di qualche tempo fa, o a quelli che spesso vedono fronteggiarsi gruppi ultras con la polizia fuori dagli stadi.</p>
<p><strong>Organizzazione &#038; disorganizzazione</strong></p>
<p>Per chi, come me e come tanti altri, ieri era in piazza senza bandiere, senza particolari gruppi di riferimento e senza uno scopo se non quello di manifestare da una piazza a un&#8217;altra della città di Roma la propria indignazione contro la crisi planetaria procurata dal capitalismo rimanendo vivo, la scelta è stata tra il &#8220;correre avanti&#8221; seguendo le voci di twitter e delle radio che raccontavano di auto bruciate e di scontri terribili e il &#8220;restare indietro&#8221;, deviando a un certo punto dal percorso prestabilito continuando a danzare a ritmi ska dietro a uno dei camion dei <em>giovani indignados</em>. Ho preferito, come tanti, una via di mezzo. Ho deciso cioè di cercare di seguire il percorso che era stato autorizzato, senza rischiare la pelle. E arrivato nei dintorni di San Giovanni, come tantissimi altri &#8220;sbandati&#8221;, non sapevo che fare. Dalla piazza arrivavano continui rumori di sirene (della polizia) e bombe carta (degli altri). Dai telefonini inviti a NON entrare in piazza, dagli altri manifestanti intorno confusione e voci incontrollate (feriti gravi, caroselli della polizia, ecc.). Questa organizzazione non ha funzionato e non può funzionare. In una manifestazione come quella di ieri non solo esistono gli &#8220;incontrollabili&#8221; che non sono d&#8217;accordo con la &#8220;maggioranza&#8221; degli organizzatori e quindi mettono in pratica azioni non preventivate, ma esistono anche migliaia di &#8220;incontrollabili&#8221; che, non facendo parte di organizzazioni a vario titolo, vengono abbandonati alla deriva senza informazioni e &#8220;inutilizzati&#8221;. Non so se questo sia un problema &#8220;insito&#8221; nelle grandi manifestazioni, dei &#8220;grandi eventi unici&#8221;. Ma certamente è una questione da tenere in considerazione.</p>
<p><strong>Il problema della polizia</strong></p>
<p>Ieri la polizia ha agito male, ha avuto la peggio per un tempo lunghissimo, non è riuscita a isolare i &#8220;violenti&#8221; dal corteo prima di San Giovanni e ha quindi decisamente contribuito all&#8217;inagibilità della piazza: cosa gravissima. D&#8217;altro canto la polizia ieri non ha ucciso nessuno e (per ora) non si hanno notizie di sevizie e torture o niente di paragonabile a quanto successo a Genova nel 2001. Personalmente ho assistito, verso le sette e mezza, a una barricata improvvisata a Piazza Vittorio, in cui i poliziotti sono rimasti &#8220;impassibili&#8221; di fronte ai lanci di bottiglie che venivano dai &#8220;rivoltosi&#8221; e li mettevano in fuga con calma e freddezza. In questo, come in altri aspetti, la giornata del 15 ottobre 2011, non sembra per niente simile a quelle del G8 di Genova.</p>
<p><strong>Il significato &#8220;politico&#8221;</strong></p>
<p>Da un punto di vista &#8220;piccolo piccolo&#8221; e legato alla politica italiana e ai suoi possibili sviluppi futuri, la giornata di ieri rappresenta una grossa vittoria per chi ha organizzato e scatenato i &#8220;riot&#8221;. La &#8220;coalizione&#8221; di centrosinistra che potrebbe crearsi (PD-IDV-SEL) contava infatti, almeno nella sua componente più &#8220;sinistra&#8221; sicuramente nella manifestazione di ieri per trovare e contare il &#8220;suo&#8221; popolo. E parti consistenti del movimento non sembravano rifiutare questo tipo di &#8220;collusione&#8221;. I <em>riot</em> quindi servivano a sgomberare il campo, a dimostrare che la piazza non è &#8220;governata&#8221; da nessun &#8220;centrosinistra&#8221; e che, d&#8217;altro canto, l&#8217;&#8221;indignazione&#8221; in stile spagnolo è una rivoluzione &#8220;piccolo borghese&#8221;, mentre bisognerebbe riprendere lo stile &#8220;greco&#8221;, molto più violento e &#8220;ideologicamente corretto&#8221; (un cocktail di anarchismo e marxismo <em>old style</em>). Seguendo questo ragionamento, la giornata di ieri segna una vittoria schiacciante degli &#8220;apocalittici&#8221; sugli &#8220;integrati&#8221;.</p>
<p>Ma provando a vedere le cose da un po&#8217; più lontano (e dovremmo farlo, visto che sia le manifestazioni, sia i problemi, sono globali) la giornata di ieri ha due dati politici con cui fare i conti: in piazza centinaia di migliaia di persone (nonostante si avvertisse un clima di tensione altissima) ieri c&#8217;erano, per manifestare contro la crisi. Tra queste, ce n&#8217;erano alcuni (centinaia, migliaia?) disposti alla violenza per queste idee. Il significato politico non mi appare diminuito da quanto successo.</p>
<p>Il punto di vista da cui è più complicato capire chi (e se) ha vinto o perso è quello di chi questo movimento sta cercando di costruirlo davvero. E che ieri sera si è sentito sconfitto. Perché ieri doveva iniziare un percorso di confronto tra anime diverse, tra pensieri e idee, tirare fuori azioni e pratiche comuni, incisive. Quello che è successo e sta succedendo, più o meno bene, in varie parti del mondo (dal Nordafrica a Wall Street, dalla Spagna ad Israele), rischia di venire tarpato in Italia dalla giornata di ieri a Roma, come avvenne di fatto 10 anni fa con le giornate di Genova, che dovevano rappresentare un inizio e decretarono la fine di un movimento di diversi che cambiava il mondo, costruendone un altro, possibile. E&#8217; facile ora prevedere che qualcosa di simile succeda ora, con ciascun pezzetto di movimento impegnato a incartarsi su se stesso, nel proprio territorio, nei propri spazi. Ma la speranza che invece ci si tiri dietro finalmente i rottami di una contrapposizione ideologica e insulsa e che si faccia da domani un passo avanti anche grazie alla chiarezza dei &#8220;due cortei&#8221; di ieri, quella speranza (che forse è sia degli uni che degli altri) non posso togliermela.
</p>
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