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il blog di lorenzo cassata

Tutta la sinistra che c’è in Italia

Postato il 21 Novembre 2017 in grassetto, segnalazioni da salgalaluna

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Siccome molti si sono persi, provo con questo post a ricapitolare la situazione di partiti, sigle e movimenti di “sinistra” che oggi esistono (o almeno si presume che esistano), a qualche mese dalle elezioni politiche, alle quali certamente una parte di questi gruppi concorreranno.

Campo progressista (CP)

CP è un movimento fondato l’11 marzo 2017 con un’assemblea al Teatro Brancaccio di Roma, il cui leader è l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
Fanno parte di questo “campo” Bruno Tabacci (ex assessore della giunta Pisapia e leader di “Centro democratico”), Massimiliano Smeriglio (attualmente vicepresidente della Regione Lazio e già esponente di SEL), Marco Furfaro (ex esponente di SEL), Alessandro Capelli (portavoce di Campo progressista, già delegato alle politiche giovanili del sindaco di Milano Giuliano Pisapia).
Potrebbe alternativamente partecipare alle elezioni in una lista coalizzata con il PD (ad oggi l’ipotesi più probabile) o all’interno di una lista unitaria e autonoma con MDP, SI e Possibile.

Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressita (MDP)

MDP è un partito fondato il 25 febbraio 2017, unendo alcuni scissionisti del Partito Democratico con un gruppo di esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà che si sono rifiutati di confluire nel nuovo soggetto “Sinistra Italiana”.
I principali esponenti sono: Pierluigi Bersani (ex segretario del PD), Massimo D’Alema (già segretario del PDS e presidente del consiglio), Roberto Speranza (ex capogruppo del PD alla Camera), Enrico Rossi (presidente della regione Toscana), Arturo Scotto (già capogruppo di SEL alla Camera), Alfredo D’Attorre (deputato eletto nel PD, da cui è uscito nel novembre 2015), Guglielmo Epifani (già leader della CGIL), Miguel Gotor (senatore eletto con il PD), Claudio Fava (già esponente della Rete, del PDS, di SEL, di Led, quindi candidato il 5 novembre alla presidenza della Sicilia e eletto deputato regionale).
MDP ha avviato a giugno una fase un “apparentamento” con CP, partecipando alla manifestazione “Insieme” il 1° luglio 2017. Le strade si sono quindi divaricate, e MDP ha iniziato un processo di convergenza con SI e Possibile.
Probabilmente MDP si presenterà alle elezioni nella lista unitaria con SI e Possibile.

Verdi

I Verdi sono attualmente guidati - dopo varie scissioni e ricomposizioni - da Angelo Bonelli.
Questo partito con grande probabilità confluirà in una lista di “sinistra” alleata al PD, insieme a socialisti e radicali italiani, forse anche con CP.

Green Italia

Movimento fondato nel 2013. I principali esponenti sono Monica Frassoni (già esponente dei verdi), Fabio Granata (già militante del MSI, di AN e di FLI), Roberto Della Seta (già presidente di Legambiente e senatore del PD fino al 2013) Ely Schlein (deputata europea di Possibile, eletta nelle liste del PD). La portavoce attuale è Annalisa Corrado, che è anche esponente di Possibile.
Green Italia non dovrebbe quindi presentarsi autonomamente alle elezioni.

Italia dei valori (IDV)

L’Italia dei valori, già partito personale dell’ex magistrato Antonio Di Pietro, è coordinato da alcuni anni da Ignazio Messina e attualmente al partito fanno riferimento tre senatori, tutti eletti inizialmente con il Movimento 5 Stelle. Di Pietro è fuoriuscito dal partito nell’ottobre 2014 ed è attualmente considerato vicino ad Articolo 1 - MDP.
L’Italia dei valori dovrebbe presentare i suoi candidati nella lista in coalizione con il PD insieme a socialisti e verdi, forse con CP.
Alcuni dirigenti dell’IDV si sono negli ultimi giorni dissociati dalla linea del partito e si sono avvicinati a MDP.

Possibile

Formazione politica nata nel 2015 intorno alla figura di Giuseppe Civati, fuoriuscito dal PD. Ha 4 deputati e 1 eurodeputata.
Sta lavorando a una lista unitaria di sinistra, in particolare con MDP e SI.

Sinistra Italiana (SI)

Sinistra Italiana, già nata come secondo nome del gruppo parlamentare di SEL nel 2016, si costituisce come partito il 26 febbraio 2017, con il congresso di Rimini. Nel partito confluiscono la maggioranza di SEL e alcuni esponenti del PD, usciti nei mesi precedenti. Tra questi Stefano Fassina e Corradino Mineo. In SI è confluito anche il movimento giovanile ACT. Ha un gruppo unito in parlamento con i “civatiani” di Possibile.
Il segretario è Nicola Fratoianni.
SI da alcuni mesi ha attivato un confronto serrato con MDP e Possibile che dovrebbe portare a una lista unitaria alle politiche, autonoma dal PD.

Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza (APDU)

Associazione politica fondata dallo storico dell’arte Tomaso Montanari e dall’avvocata Anna Falcone nel 2017. Dopo l’assemblea organizzata il 18 giugno al teatro Brancaccio di Roma, che doveva avere un seguito con una nuova convocazione a Roma il 18 novembre, che seguiva le “100 assemblee” nei territori, i due promotori hanno deciso di annullare l’appuntamento perché non c’erano più le condizioni per una lista unitaria innovativa.

Potere al popolo

“Organizzazione” nata dall’iniziativa del centro sociale napoletano “Je So Pazzo”, che ha convocato un’assemblea a Roma dopo la disdetta di quella promossa da “Alternativa per la democrazia e l’uguaglianza”.
All’assemblea del 18 novembre al Teatro Italia hanno partecipato il PRC, il PCI, SA, EUROSTOP, i Clash City Workers, la sociologa Marta Fana, la giornalista Francesca Fornario.

L’Altra Europa con Tsipras

Residuo della lista unitaria presentata alle elezioni europee del 2014. Rimangono a parlare a nome di questa associazione alcuni intellettuali, tra cui Marco Revelli. E’ quasi sempre d’accordo con le posizioni del PRC.

Partito della Rifondazione Comunista (PRC)

Il PRC, dopo varie scissioni, è oggi guidato da Maurizio Acerbo, che all’ultimo Congresso, nell’aprile di quest’anno è stato eletto con una maggioranza molto ampia (71,5%). Nel 2015 gli iscritti erano 16mila.
Ha partecipato all’assemblea di giugno al Teatro Brancaccio a Roma, ha appoggiato la coalizione di sinistra in Sicilia che ha sostenuto la candidatura di Claudio Fava con la lista civica “Centopassi”.
Non ha siglato il “patto” fra MDP, Possibile e SI, ma si mantiene possibilista sulla lista unitaria.
Il 18 novembre ha partecipato all’assemblea al teatro Italia a Roma indetta dal centro sociale napoletano ex Opg “Je so’ pazzo”.

Sinistra anticapitalista (SA)

Partito fondato nel 2013, derivato da “Sinistra critica”, già corrente interna di Rifondazione comunista. SA ha come principali esponenti Franco Turigliatto (già senatore del PRC) e Eliana Como, attualmente “leader” della corrente di minoranza della CGIL “Il sindacato è un’altra cosa”.
Di ispirazione trotzkista, ha aperto un dialogo per una lista comune alle prossime elezioni con altri due gruppi politici trotzkisti: il PCL di Marco Ferrando e Sinistra Classe Rivoluzione, a partire dai militanti dei diversi gruppi che lavorano insieme nella minoranza della CGIL. SA è intervenuta all’assemblea del 18 novembre al Teatro Italia a Roma.

Partito Comunista dei Lavoratori (PCL)

Partito fondato nel 2006 per scissione da Rifondazione Comunista (parte della corrente “Progetto comunista”), guidato da Marco Ferrando. Di ispirazione trotzkista, sta recentemente tentando un accordo elettorale con SA e SCR.
All’ultimo congresso, in aprile, si è formata una minoranza interna: la Frazione internazionalista rivoluzionaria (FIR).

Sinistra Classe Rivoluzione (SCR)

Partito fondato nel 2016 da una scissione di Rifondazione comunista. Ne fa parte la corrente che si chiamava “FalceMartello”, di ispirazione trotzkista (Tendenza Marxista Internazionale di Alan Woods). I principali esponenti sono Claudio Bellotti e Alessandro Giardiello. Militano nell’opposizione interna alla CGIL (”Il sindacato è un’altra cosa”). Sta lavorando insieme al PCL e a SA per presentare una lista comune alle prossime elezioni politiche del 2018.

Partito di alternativa comunista (PDAC)

Nato per scissione dal PRC nel 2006, di ispirazione trotzkista, i militanti erano insieme a quelli del PCL con la corrente “AMR - Progetto comunista” nel PRC.
E’ parte del network trotzkista internazionale “Lega Internazionale dei lavoratori”. I leader del movimento sono Francesco Ricci e Fabiana Stefanoni. Probabilmente non parteciperà alle prossime elezioni politiche nazionali.

Partito Comunista Italiano (PCI)

Il PCI è nato lo scorso anno, ad opera di ex militanti del Partito dei comunisti italiani (PDCI) e - in misura minore - del PRC. E’ di ispirazione vetero-comunista marxista-leninista. Partecipa al cartello “EUROSTOP” promosso dalla Rete dei comunisti (Contro Euro, UE e NATO).
Potrebbe quindi presentarsi alle elezioni in una lista “comunista” che raggruppi l’area “stalinista”, con il PC e EUROSTOP, e forse con settori del PRC. Ha partecipato all’assemblea del 18 novembre al Teatro Italia convocata dal centro sociale napoletano Ex Opg Je so Pazzo.

Partito Comunista (PC)

Il PC è nato nel 2009 da una scissione del PdCI. Il suo leader è Marco Rizzo, già parlamentare del PdCI. E’ di ispirazione marxista-leninista.
Lavora per una lista “comunista” alle prossime elezioni. Potrebbe allearsi con il PCI e - eventualmente - il PRC. Non ha partecipato all’assemblea di giugno al teatro Brancaccio né a quella di novembre al teatro Italia.

EUROSTOP

Coalizione che ha convocato varie assemblee dall’inizio del 2017, promossa dalla Rete dei comunisti e dal sindacato Usb. Partecipano alla coalizione il PCI e altri gruppi come Militant di Roma, il Fronte Popolare, “Noi restiamo”, il collettivo comunista “Genova city strike”. Partendo da un’impostazione marxista-leninista stalinista, la coalizione ha 3 punti centrali: no all’euro, no all’Unione Europea, no alla NATO. Ha partecipato all’assemblea del 18 novembre al Teatro Italia. E’ un’evoluzione del cartello politico “Ross@”. Tra i principali esponenti Giorgio Cremaschi, già leader della corrente di opposizione della CGIL, poi uscito e vicino all’Usb.

Partito dei CARC

Partito che affianca e dirige il (n)Pci ovvero Nuovo Partito comunista italiano. Di ispirazione maoista, ha le sue radici nei gruppi che negli anni ‘80 redigevano un bollettino contro la repressione, contro il pentitismo e in appoggio ai “prigionieri politici” delle Brigate rosse e di altre formazioni armate, in particolare Giuseppe Maj, principale ispiratore del gruppo. I CARC hanno dichiarato il loro appoggio elettorale al Movimento 5 stelle alle elezioni politiche del 2013 e in altre occasioni. Propugna il “governo di blocco popolare”. Ha partecipato alle manifestazioni del cartello “Eurostop”.
Il segretario nazionale è Pietro Vangeli.

Senso comune

Gruppo nato a novembre 2016 richiamandosi al “populismo democratico”. Molti dei promotori lavorano all’estero.

Lista del popolo - La mossa del cavallo

Movimento politico fondato a novembre 2017 da Giulietto Chiesa, già promotore di “Pandora tv” e deputato europeo eletto come indipendente nella lista “Di Pietro-Occhetto” nel 2004, poi fondatore del movimento “Alternativa” e Antonio Ingroia, ex magistrato e leader di “Azione civile”, movimento residuato della coalizione “Rivoluzione civile” che si presentò alle elezioni del 2013.

DiEM25

Movimento politico europeo, lanciato nel 2016 da Yanis Vaorufakis, già ministro dell’economia greco.
L’esponente principale è Lorenzo Marsili. Non pensa a partecipare alle elezioni politiche del 2018, ma direttamente alle Europee del 2019.

demA

Movimento il cui acronimo significa “Democrazia e Autonomia”, ma richiama anche il nome del suo leader, De Magistris.
Il movimento è presente attualmente solo in Campania e gode dell’appoggio di alcuni centri sociali e movimenti locali. Eleonora De Majo, eletta consigliere comunale a Napoli, proviene dal collettivo Insurgencia.

CONCLUSIONI

Riassumendo, è molto probabile che alla fine ci saranno almeno 3 o 4 liste “di sinistra” in campo (le ultime due potrebbero convergere sulla terza, ma difficilmente potranno convivere tra loro):

1 - una lista alleata al PD, comprendente probabilmente Campo progressista, Verdi, Italia dei valori e Radicali Italiani (salvo ripensamenti di CP, che potrebbe spostarsi con la seconda lista)
2 - una lista a sinistra del PD, comprendente MDP, SI e Possibile (salvo ripensamenti del PRC, che potrebbe ancora confluire nella lista unitaria di sinistra)
3 - una lista del popolo o “comunista”, comprendente il centro sociale Je So Pazzo PRC, PCI, alcuni dissidenti di Sinistra Italiana e almeno in parte movimenti e partiti delle “galassie” trotzkiste e staliniste, a meno che non via sia una ulteriore spaccatura in due
4 - una lista trotzkista comprendente Sinistra Anticapitalista, Partito comunista dei lavoratori e Sinistra Classe Rivoluzione
5 - una lista stalinista imperniata sul PC di Marco Rizzo.

Trivelle: 17 aprile 2016 il referendum

Postato il 14 Marzo 2016 in grassetto, segnalazioni da salgalaluna

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Domenica 17 aprile, dalle 7 alle 23, si vota in tutta Italia per un referendum. In pochi lo sanno, in tv si preferisce dibattere sulle interviste di D’Alema, l’ultimo delitto insoluto o altre amenità.

Come per tutti i referendum, il punto principale è il raggiungimento del quorum. Per essere valido il referendum dovrà andare a votare almeno la metà più 1 degli aventi diritto. Per questo è scorretto che i contrari (ovvero principalmente il governo e le grandi compagnie che detengono le concessioni per le “trivellazioni”) puntino sull’astensionismo, in gran parte dovuto alla non conoscenza.

Uso questo post per dare strumenti di lettura e riassumere di cosa si tratta.

Quando si vota?

Domenica 17 aprile 2016, dalle 7 alle 23. I promotori avevano chiesto di usare la stessa data delle elezioni amministrative, che invece si terranno a giugno. La sovrapposizione delle due scadenze elettorali avrebbe probabilmente favorito un’affluenza maggiore, oltre a far risparmiare allo Stato circa 300 milioni di euro.

Dove si vota? Chi vota?

Si vota in tutta Italia e possono votare i cittadini maggiorenni. E’ anche possibile votare dall’estero. Gli italiani iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire) riceveranno un plico al loro domicilio. Coloro che risiedono stabilmente all’estero e il 17 aprile vogliono votare in Italia dovevano far pervenire entro il 26 febbraio al consolato una dichiarazione. Anche gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale cade anche la data del voto, possono partecipare, ma dovevano inviare  una comunicazione al comune d’iscrizione nelle liste elettorali entro il 26 febbraio.

Cosa chiede il referendum?

Il referendum chiede di abrogare una norma che proroga le attuali concessioni per trivellare intorno alla costa italiana (entro 12 miglia, ovvero circa 22,2 chilometri) finché si trovano risorse (gas o metano). Votando sì le attuali concessioni andrebbero a scadenza “naturale” e non sarebbero prorogate per un tempo indefinito. La norma che il referendum chiede di abrogare è il comma 17 dell’articolo 6 del Codice dell’ambiente – dlgs n. 152 del 2006.

Votando “sì” viene abrogata la norma attuale, quindi di fatto si dice “no” alle trivelle.

Votando “no” la norma rimane quella vigente, perciò equivale a dire “sì” alle trivelle.

Ma ora è possibile trivellare nelle 12 miglia più vicine alle coste?

No, è vietato dare nuove concessioni entro le 12 miglia dalla costa. Ma per le concessioni già in atto è previsto non solo che proseguano fino alla scadenza, ma fino a quando ci sarà materia (petrolio o gas) da estrarre. Su questo punto si incentra il referendum, ovvero l’eliminazione di questa proroga potenzialmente infinita, per le sole concessioni entro le 12 miglia.

Quali concessioni andranno in scadenza e quando?

Se passerà il “sì” quando scadranno le concessioni attuali saranno bloccate le trivellazioni negli impianti situati entro 12 miglia dalle coste italiane. Il numero di concessioni attuali entro le 12 miglia varia da un articolo a un altro. Secondo un pezzo (per il no) del Sole 24 ore ci sono 106 installazioni per estrarre metano o petrolio entro 12 miglia dalla costa, secondo un grafico dello stesso giornale le concessioni attuali entro 12 miglia sono 21. In altri articoli si parla di 135 piattaforme (quelle elencate sul sito del ministero). Molte di queste hanno sostanzialmente esaurito la loro capacità estrattiva. Sono tre i grandi giacimenti attivi per i quali sono allo studio potenziamenti: Guendalina (Eni) nel Medio Adriatico, Gospo (Edison) davanti all’Abruzzo e Vega (Edison), al largo di Ragusa. Non si bloccheranno le installazioni oltre le 12 miglia. Le prime concessioni tra quelle bloccate andranno in scadenza tra 5 anni.

Chi ha promosso il referendum?

Inizialmente era stato promosso un referendum da “Possibile” (la formazione politica di Civati), che però non ha raggiunto il numero di firme necessarie.

Dieci regioni – Abruzzo, Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise – hanno quindi promosso 6 quesiti referendari sulla ricerca e l’estrazione del petrolio in Italia. L’Abruzzo ha poi ritirato la sua partecipazione.

Nella legge di stabilità a dicembre il governo ha modificato molte delle norme, rendendo vani 5 dei 6 quesiti. E’ rimasto quindi l’unico referendum sulla proroga delle concessioni.

Quali sono le ragioni del no?

Una ragione sono i posti di lavoro che andrebbero persi in caso di blocco delle trivellazioni (questa ragione è stata indicata ad esempio dalla segretaria della CGIL Susanna Camusso, mentre la FIOM CGIL fa parte del comitato per il sì e oltre 200 sindacalisti della CGIL hanno firmato un appello per il sì), alla quale gli oppositori rispondono che anche nel turismo si perdono tanti posti di lavoro a causa dell’inquinamento prodotto dalle trivellazioni. Peraltro le concessioni scadranno nell’arco di 5-20 anni, quindi nessun posto di lavoro andrà perso il giorno dopo il referendum.

Un’altra ragione è quella che accusa i fautori del “sì” di ipocrisia, perché diminuendo le estrazioni nel nostro mare lo aumenteremmo negli altri mari, i paesi vicini “trivellerebbero” di più e ci troveremmo nella stessa situazione del nucleare, per cui l’Italia importa energia prodotta col nucleare e importerebbe quella prodotta con le trivellazioni da paesi magari confinanti. Certo, ragionando così non sarebbe mai possibile cambiare nulla…

I sostenitori del “no” dicono che l’inquinamento del mare è causato semmai dal passaggio delle petroliere, che aumenterebbe per importare le materie non più auto-estratte, e che le trivellazioni farebbero bene alla pesca. Inoltre estrarre gas e petrolio è meno inquinante di usare carbone.

Quali sono le ragioni del sì?

E’ evidente che il significato del sì va oltre gli (scarsi) effetti pratici. Sarebbe un segnale politico, a favore della tutela dell’ambiente e dei territori. L’attuale “moratoria” sulle trivellazioni nelle 12 miglia vicino alla costa non sarebbe più messa in discussione, ad esempio.

Un’altra ragione, squisitamente politica, è il contrasto delle regioni promotrici alla ratio dello Sblocca Italia, che ha tolto poteri decisionali in materie ambientali alle regioni per trasferirli allo Stato. Con un “sì” si riaffermerebbe politicamente la competenza delle regioni e dei territori sulle scelte in materia ambientale.

Oltre a questo, si parla di motivazioni legate all’inquinamento, alle possibili conseguenze di incidenti. Uno studio dell’ISPRA dimostra che nel 2012-2014 ci sono stati diversi “sforamenti” nei livelli di legge per gli agenti inquinanti (anche se non particolarmente pericolosi).

Le piattaforme, secondo molti, riducono le potenzialità turistiche. Ovviamente non esiste alcuno studio scientifico che dimostri questa correlazione.

Chi sono i sostenitori del sì?

Il sì è sostenuto dalle regioni promotrici del referendum, da varie associazioni ambientaliste (in prima fila Greenpeace, ma anche il WWF, Legambiente, la LIPU, Italia nostra), da alcuni movimenti politici (Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle), da associazioni e sindacati (ARCI, FIOM CGIL, ASud, Slow Food, Confederazione Italiana Agricoltori, Libera, Rete della conoscenza…).

Chi sono i sostenitori del no?

Il presidente del comitato per il no è Gianfranco Borghini, già deputato del PCI e del PDS e favorevole al nucleare.

I sostenitori del “no” sono sostanzialmente il governo e le compagnie di estrazione (ENI, EDISON, ecc.). Stanno adottando una strategia di basso profilo, puntando alla scarsa partecipazione al referendum.

Quindi?

Personalmente voterò “sì”, perché credo sia un’indicazione a favore di scelte energetiche più sostenibili per l’ambiente e perché penso che il governo debba sempre confrontarsi con le popolazioni dei territori coinvolti in caso di opere ad impatto ambientale. Il segnale politico del referendum mi sembra questo. L’impatto pratico mi pare poca cosa, sia se vincesse il “sì” che il “no”. In ogni caso non votare ai referendum e – peggio ancora – puntare alla scarsa informazione per farli fallire è secondo me gravissimo, quindi il mio auspicio è che anche chi dovesse, informandosi, propendere per il “no” scelga di andare alle urne e esprimere il suo voto sull’argomento.

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Appunti su #ParisAttacks

Postato il 15 Novembre 2015 in segnalazioni da salgalaluna

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Piuttosto che “dire la mia” su quello che è successo nella tarda serata di venerdì 13 (a proposito, nessuno ha fatto il collegamento con la nota serie di film horror?) a Parigi, in questi due giorni ho cercato di capire cosa era successo leggendo molti articoli e notizie. Ne condivido alcuni perché magari sono utili ad altri.

1) Il (presunto) comunicato di rivendicazione dell’ISIS è stato postato su Twitter da Rita Katz, principale analista del SITE Intelligence Group, in arabo, francese e inglese. La fonte sarebbe un account Telegram usato dall’ISIS.

2) La band che suonava venerdì sera al Bataclan “Eagles of death metal” non suona musica Death Metal ed è fichissima. Qui il loro canale su youtube. Dovevano suonare in Italia a dicembre, ma le date sono state annullate.

3) Le associazioni delle comunità musulmane nel mondo hanno ufficialmente condannato gli attentati di Parigi molto prontamente. Gli stati arabi anche. Un gruppo di Imam parigini sono andati davanti al Bataclan e hanno cantato la marsigliese.
| Il comunicato dei giovani musulmani d’Italia | Il comunicato dell’UCOII |

4) 49 fazioni della “resistenza siriana” contro Assad, tra cui varie “islamiste” hanno firmato un comunicato congiunto di condanna degli attacchi a Parigi. Durissime le dichiarazioni di Hezbollah contro l’ISIS. Pochi dicono che a combattere contro l’ISIS sul campo sono ad oggi loro: gran parte dei gruppo anti-Assad in Siria, Hezbollah e i curdi in Siria, Iraq e Turchia. Ovvero gruppi in gran parte islamici e in alcuni casi fondamentalisti.

5)  Il “SITE Intelligence group” ha anche identificato una serie di jihadisti “famosi” non facenti parte dell’ISIS che hanno comunque espresso sui social network “appoggio” agli attentati di Parigi.

6) Tra gli articoli che mi sono sembrati più interessanti segnalo quello di Fulvio Scaglione su Famiglia cristiana, quello su Limes di Mario Giro e l’articolo riassuntivo di Martino Mazzonis su Left. In generale mi pare che sia completamente arbitrario e spesso non utile a “risolvere” il problema definire un “noi” e un “loro”. Ed è proprio lì che la politica internazionale sta fallendo da anni, costruendo “coalizioni” che di volta in volta cambiano, includendo il “nemico” della fase precedente, per combattere l’”amico” di poco prima.

7) Le attività dell’ISIS, secondo alcuni analisti, si sarebbero “spostate” con gli attentati di Parigi, di Beirut e quello contro l’aereo russo, mentre lo “Stato Islamico” starebbe perdendo terreno sul campo in Iraq e Siria. E’ notizia di oggi che a Sinjar, città irachena “riconquistata” dai curdi in questi giorni, è stata scoperta una fossa comune di 80 (o forse 130) cadaveri di Yazidi, probabili vittime dell’ISIS.

8) Anche in Francia, come in Italia, l’estrema destra sta tentando di “usare” gli attentati per le proprie battaglie contro i rifugiati, l’accoglienza e l’Islam in generale. A Lille e Metz nel pomeriggio di sabato dei gruppuscoli sono stati cacciati dalla folla riunita in solidarietà con le vittime di Parigi e dalla polizia.

9) Come per l’attacco di gennaio alla redazione del giornale satirico di ultrasinistra e laicissimo “Charlie Hebdo”, le vittime degli attentati di venerdì 13 sono in gran parte persone che probabilmente erano a favore dell’integrazione e contro le guerre di civiltà. Il quartiere parigino colpito era un esempio di integrazione, laico e “di sinistra”. Nonostante ciò a cercare di trarne profitto politicamente, come già successo a gennaio, sono politici e commentatori di destra, che sostengono che “aveva ragione Oriana Fallaci”, che vanno chiuse le frontiere ed altre amenità. Emblematico il caso dell’unica vittima italiana, Valeria Solesin, che era stata volontaria di Emergency, organizzazione umanitaria indicata tra “i nemici dell’occidente” da Fabrizio Rondolino, editorialista e provocatore del sito dell’Unità.

10) Speriamo tutti che l’operazione OpParis di Anonymous dia risultati.

Aggiornamenti (17 novembre):

11) Il teatro Bataclan era di proprietari ebrei, storicamente, ma era stato venduto a settembre.

12) A questo link su Prismomag si trovano molti suggerimenti di lettura, non ho avuto il tempo di vederli tutti, ma sembrano davvero interessanti.

2014: un altro autunno

Postato il 30 Settembre 2014 in segnalazioni da salgalaluna

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Come l’anno scorso, riassumo in un post le principali iniziative di mobilitazione previste per l’autunno, sperando siano più efficaci rispetto al 2013. Invito a segnalare altre date nei commenti.

giovedì 2 ottobre: #blockBCE a Napoli (Movimenti campani contro la BCE)

mercoledì 8 ottobre: l’8/lotto non solo per il 18 (FIOM) a Milano

venerdì 10 ottobre: #entrainscena sciopero studentesco (Uds, Link, Reds, Globalproject), sciopero della scuola (Cobas)

sabato 11 ottobre: #noexpo #expofamale corteo a Milano (Movimenti NoExpo) e assemblea domenica 12

giovedì 16 ottobre: #iononcisto sciopero sociale metropolitano (Infoaut, Studaut)

venerdì 24 ottobre: #scioperogenerale24o (Usb)

sabato 25 ottobre: #tutogliioincludo manifestazione nazionale a Roma (CGIL)

venerdì 31 ottobre: sciopero dei lavoratori della scuola (Anief)

sabato 8 novembre: #Pubblico6Tu manifestazione nazionale a Roma dei dipendenti pubblici (CGIL, CISL, UIL)

venerdì 14 novembre: sciopero sociale (Indipendenti, Rete della conoscenza, Communia, Globalproject, Cobas, Usi, Cub, ADL Cobas)

No Muos: un documentario dal basso

Postato il 7 Aprile 2014 in segnalazioni, video da salgalaluna

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L’altra sera ho visto un documentario. E’ stato prodotto e realizzato l’anno scorso grazie all’autofinanziamento, è disponibile anche su Youtube, vi consiglio di vederlo perché è ben fatto e racconta di una lotta di paese che è diventata grande.

No Muos - Io sono contro il Muos, di Enzo Rizzo


nomuosfilm (documentario ita)

L’aggiornamento:


nomuosfilm l'invasione (aggiornamento 01) scontri con la polizia

Un autunno in piazza

Postato il 17 Settembre 2013 in segnalazioni da salgalaluna

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Ecco a voi il calendario delle proteste in arrivo per questo autunno 2013. Sono tante, ma non scoraggiatevi: potrebbero aumentare. Usate i commenti per segnalare altre date.

4 ottobre: Corteo studentesco nazionale: studenti autorganizzati in piazza

11 ottobre: Non c’è più tempo, studenti in piazza (UDS, REDS, LINK), con il sostegno della FLC CGIL

12 ottobre: La via maestra: Landini, Rodotà, Carlassare, il sito

18 ottobre: Sciopero generale USB, COBAS, CUB, USI

19 ottobre: Sollevazione generale: movimenti indipendenti , dalla Valle alla metropoli

31 ottobre: Assedio a Palazzo Chigi: infoaut

11-15 novembre: Scioperi territoriali CGIL, CISL e UIL

15 novembre: 15now: manifestazioni studentesche in tutta Italia, UDS, LINK, UDU, REDS, StudAut

16 novembre: Fiume in piena: Val Susa, Pisa, Napoli, Gradisca

18-23 novembre: Tutti contro tutti o tutti insieme per salvare l’università

20 novembre: Assedio al vertice italo-francese: No Tav

25 novembre: Sciopero delle donne: il sito

30 novembre: Cambiamo la legge di stabilità: manifestazione unitaria della scuola CGIL, CISL, UIL, GILDA e SNALS

Susanna Camusso, gli F35 e le agenzie

Postato il 13 Giugno 2013 in blog&dintorni, segnalazioni, digital divide, cazzate da salgalaluna

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Questa mattina Susanna Camusso è andata a parlare al congresso della CISL.
Durante il suo intervento ha detto una frase che ribadiva uno dei cavalli di battaglia della sinistra politica e sindacale: il taglio del finanziamento agli F35, aggiungendo la messa in discussione dei finanziamenti alle “missioni di pace”, che sarebbero, secondo la Camusso, da scaricare sull’Europa. L’audio lo trovate isolato qui: ascoltàtelo.
Ho tagliato la parte sugli F35 dall’audio di tutta la tavola rotonda, che si trova sul sito di Radio Articolo 1 (la radio della CGIL).

Un’agenzia (una sola) ha riportato così l’intervento di Susanna Camusso (ripreso e enfatizzato da quasi tutti i siti di informazione), scatenando in rete le invettive di mezza Italia, soprattutto di militanti e simpatizzanti della CGIL, “traditi” dalla segretaria:

CRISI/ CAMUSSO: DA F35 E MISSIONI PACE RISORSE PER L’ECONOMIA
«Si chieda all’Ue di finanziare missioni internazionali»

Roma, 13 giu. (TMNews) - «Dagli F35 potrebbe arrivare una grossa mano all’economia reale come anche dalle missioni internazionali di pace. Si chieda all’Ue di finanziarle e si utilizzino quelle risorse per le esigenze nazionale di ripresa». Lo ha affermato il leader della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo al congresso Cisl.
 

Credo che la gestione di Susanna Camusso della CGIL, accentratrice internamente al sindacato, e succube alla logica delle “larghe intese” all’esterno, sia criticabile e personalmente la critico in ogni occasione in cui mi è possibile. Ma che si possa pensare che Susanna Camusso sia così cretina da dire che gli F35 servono al Paese è un po’ esagerato. La CGIL (non una sua categoria, proprio la Confederazione Generale Italiana del Lavoro, di cui Susanna Camusso è segretaria), per chi non lo sapesse, fa parte della “Tavola per la pace”, che è l’organizzazione che chiede da anni di non finanziare gli F35.

Link: l’unità

24 e 25 febbraio 2013. Si vota!

Postato il 22 Febbraio 2013 in segnalazioni da salgalaluna

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Domenica e lunedì si terranno le nuove elezioni politiche. Le curiosità sono tante:
1) riuscirà Beppe Grillo col suo movimento a 5 stelle a prendere un botto di voti, e quanti? Più di Monti è quasi sicuro, ma magari più del PdL e, chissà, più del PD?
2) riuscirà Ingroia con la sua lista a varcare la soglia del 4% e eleggere così alcuni deputati?
3) PD e SEL riusciranno effettivamente a essere i primi?
4) Il loro governo con le annunciate convergenze con centro liberale e grillini sparsi quanti mesi durerà?

E via dicendo. Purtroppo le curiosità sono poche rispetto a quanto le coalizioni e i partiti potranno invece fare per cambiare politica economica, legiferare su nuovi diritti sul lavoro e nella vita civile. La passione esula infatti da queste elezioni, dominate dai sentimenti della rabbia repressa e della depressione. Gli unici che mantengono un po’ di vitalità sono i 5 stelle e i loro fan, emozionati dall’idea di “rompere tutto”. Ma io lo so, lo dico nel bene e nel male: non romperanno niente.

Comunque per orientarsi ecco alcuni link:

Lazio2013: il blog che ho aperto con i candidati per la regione Lazio

Mosaico elettorale: uno sguardo d’insieme agli schieramenti politici

Io la penso così: sito che permette di giocare sulle affinità politiche

Voi siete qui: il sito di openpolis che crea un grafico di posizione in base ad alcune risposte

Poi c’è il solito gioco che sotto elezioni propongo a amici e conoscenti: ecco il modulo per prevedere i risultati.

Se volete fare più o meno lo stesso gioco dal vivo, domenica sera passate da Tuba, al Pigneto.

Lunedì sera invece tutti al Forte Fanfulla per seguire i risultati insieme!

Alcune indicazioni dell’ultimo minuto: cercate qui i sondaggi sul “conclave” e qui quelli delle corse clandestine di cavalli.

Infine un paio di consigli personali sulle preferenze da dare nel Lazio.

Se votate SEL, consiglio di dare la preferenza a Marco Furfaro: è bravo, giovane, ha partecipato negli ultimi anni alle lotte e alle mobilitazioni su precarietà e reddito.

Se votate Movimento 5 Stelle, consiglio una preferenza a Marco Perilli, anche lui preparato e onesto.

Libertà è partecipazione

Postato il 28 Dicembre 2012 in grassetto, segnalazioni da salgalaluna

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Questi ultimi scampoli di 2012 danno nuove possibilità di “partecipazione”.

Dopo le primarie del “centrosinistra” del 25 novembre e 2 dicembre infatti PD e SEL hanno deciso di fare ciascuno le proprie primarie, il 29 e 30 dicembre, nelle sezioni del proprio partito.

Per votare è necessario essere iscritto a uno dei due partiti e/o aver partecipato alle primarie del mese scorso.

A Roma le sedi per votare sono le sezioni: qui quelle del PD e qui quelle di SEL. Si vota solo il 30 dicembre (domenica) dalle 8 alle 20.

Alcuni consigli su chi votare.

Per SEL i candidati alla Camera sono:

Lista Donne: CECILIA D’ELIA, ILEANA PIAZZONI, SIMONETTA SALACONE, GIULIANA SGRENA

Lista Uomini: ANTONIO DI LISA, MASSIMILIANO PEDONE, GIANCARLO TORRICELLI, BENIAMINO TURILLI, FILIBERTO ZARATTI

Io consiglierei Cecilia D’Elia e Simonetta Salacone tra le donne. La prima è una brava assessora uscente alla cultura alla provincia di Roma. La seconda una ex preside molto impegnata per difendere la scuola pubblica.

I candidati per il senato sono invece:

Lista Donne: MARCELLA DEIANA, MARIA RITA MANZO

Lista Uomini: MASSIMO CERVELLINI, GIUSEPPE D’ACUNTO, GIANLUCA PECIOLA, PIERO SOLDINI, LUIGI TADDEI

A parte Gianluca Peciola, anche lui proveniente dalla provincia (e prima dal Municipio XI, e prima dalla Pantera a Lettere), gli altri non li conosco.

Per il Partito Democratico i candidati alla Camera e Senato (sono indistinti, quindi non si capisce come si faranno poi le liste) sono:

  1. Ileana Argentin
  2. Lorenza Bonaccorsi
  3. Micaela Campana
  4. Monica Cirinnà
  5. Maria Coscia
  6. Ivana Della Portella
  7. Roberto Di GiovanPaolo
  8. Marco Di Stefano
  9. Stefano Fassina
  10. Roberto Giachetti
  11. Luisa Laurelli
  12. Marianna Madia
  13. Umberto Marroni
  14. Giuseppina Maturani
  15. Marco Miccoli
  16. Roberto Morassut
  17. Matteo Orfini
  18. Paolo Quinto
  19. Walter Tocci
  20. Daniela Valentini
  21. Vincenzo Vita

Se dovessi scegliere, direi Walter Tocci per gli uomini, Ileana Argentin per le donne.

Anche “Cambiare si può”, l’anima del cosiddetto “quarto polo” “arancione”, sta costruendo strumenti di partecipazione. Dopo aver lasciato votare agli aderenti (e approvato) due mozioni (nonostante grosse difficoltà “tecniche”), nei prossimi giorni darà la possibilità di votare le regole per la presentazione della lista. Per votare bisogna aver aderito a “Cambiare si può” entro le 12 del 28 dicembre.

Sono tutti strumenti molto rozzi e di reale partecipazione ce n’è davvero poca. I metodi di composizione delle liste di PD e SEL sono tuttora opachi e davanti staranno probabilmente i già “prescelti”. Nel PD addirittura il partito spartirà tra camera e senato gli “eletti” delle primarie a posteriori… Cambiare si può ha già dimostrato scarsa capacità organizzativa, vedremo tra poco come se la caverà con i prossimi passaggi.

Probabilmente con le prossime elezioni politiche non cambierà nulla con qualsiasi risultato: in ogni caso continuerà la politica di “austerity” (ovvero di tagli allo stato sociale) per fare spazio alla ricchezza (finanziaria e non) senza lacci. Ma votare è comunque un gioco che dà divertimento e dà l’opportunità di dire che qualcuno è meno peggio dell’altro. Se il 30 dicembre sono a Roma, voterò sia alle primarie del PD che a quelle di SEL, come alla consultazione on line di “Cambiare si può”, per poi attendere il momento delle urne.

Vi domanderete: ma non puoi essere contemporaneamente elettore di 3 liste! Stai barando! Io rispondo: e chi lo sa? Ci sarà da scegliere, nei prossimi mesi, tra municipio, comune, regione, camera e senato! Forse voterò tutte queste liste, magari nessuna. Intanto mi esprimo su come mi piacerebbe che fossero.

Cambiare si può? Speriamo.

Postato il 3 Dicembre 2012 in segnalazioni da salgalaluna

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Sabato scorso si è svolta l’assemblea nazionale del progetto Cambiare si può, che si propone di creare - nell’immediato - una lista “arancione” a sinistra della coalizione PD-SEL-PSI, senza cedere al populismo a 5 stelle. Poi si vedrà: magari in un futuro potrebbe diventare un vero e proprio soggetto politico.

All’appello di 70 intellettuali (tra cui Luciano Gallino, Paul Ginsborg, Ugo Mattei, Marco Revelli), si sono aggiunte le adesioni di associazioni (come ALBA), di partiti (Rifondazione) e singoli esponenti politici (di SEL, di Sinistra Critica e dei Verdi, ma anche Luigi De Magistris, poi Antonio Di Pietro) o personalità, come ad esempio il magistrato Antonio Ingroia.
Qui c’è uno storify che riassume i contenuti dell’assemblea di sabato: http://storify.com/lorenzocassata/cambiare-sipuo-1-dicembre-2012
Queste sono le conclusioni dell’assemblea:

L’Assemblea riunita al Teatro Vittoria il I dicembre 2012

- Riconosce la necessità di una proposta elettorale autonoma e nuova, anche nel metodo, capace di parlare a un’ampia parte del Paese

- Invita tutte le realtà locali interessate a questo progetto a promuovere assemblee nei territori, con la più ampia partecipazione dei cittadini, nei giorni 14 dicembre-15 dicembre-16 dicembre

- Dà mandato ai promotori dell’Appello “cambiare si può” di indire entro il mese di dicembre una seconda assise nazionale al fine di valutare l’esito della consultazione nei territori.

Qui sotto una rassegna stampa essenziale:


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