il blog di lorenzo cassata

Brevi brevi - 14

Postato il 23 Luglio 2010 in grassetto da salgalaluna

Il socialdemocratico Marchionne, sotto l’impulso del pensiero di Fassino, che bombardò la fabbrica Zastava, decide (idea!) di chiudere Mirafiori e produrre Idea e Multipla in Serbia, alla Zastava. Cacciari lo difende.

Federica Gagliardi fa jogging, e Oggi la scopre. Oggi una ragazza è stata stuprata mentre faceva jogging, e la Consulta dichiara: no al carcere per chi stupra. Per chi fa jogging si aspetta la decisione sul merito.

Secondo molti Mengoni è gay, ma non può dirlo perché altrimenti non può donare il sangue, e perché nel caso volesse diventare prete poi dovrebbe lasciare la tonaca e fare outing. Parola di Fabri Fibra.

Gwtneth Paltrow ha superato la depressione dopo il secondo parto, mentre i maschi diventano fragili dopo gli amori estivi. Si sta cercando di non sovrapporre le due cose. I Coldplay ci scriveranno una canzone.

Berlusconi criticava le tette di Lorella Cuccarini, a suo dire troppo piccole. Lorella Cuccarini aveva promesso a inizio anno: mi spoglierò se la Roma vincerà lo scudetto. Dura la reazione di Totti: “La Roma non ha vinto, perché due scudetti le sono stati rubati”. E poi Berlusconi ce l’ha più piccolo della figlia di Cerezo.

Nuova Panda: 700 milioni di euro, schiavi in mano

Postato il 23 Giugno 2010 in grassetto da salgalaluna

Riassumo, come sono riuscito a ricostruirla io, la “vicenda Fiat” delle ultime settimane.

La FIAT ha deciso - un anno fa - di chiudere uno dei suoi stabilimenti in Italia (Termini Imerese), per spostare la produzione all’estero (nello stabilimento recentemente acquisito della Zastava di Belgrado).

La divisione della produzione era allora (e dovrebbe essere ancora oggi) questa:

- a Mirafori FIAT Punto, Idea e Multipla + ALFA MiTo e Musa

- a Cassino FIAT Bravo + LANCIA Delta e Croma

- a Sevel FIAT Ducato

- a Pomigliano ALFA 147, 159 e GT

- a Melfi FIAT Grande Punto

- a Termini Imerese LANCIA Ypsilon

- a Tychy (Polonia) FIAT 500 e Panda

- a Tofas (Turchia) FIAT Linea, Qubo, Albea, Palio, Doblò

- in Brasile FIAT Uno e Stilo

- in Argentina FIAT Siena e Palio (dedicata al mercato argentino)

Per questioni organizzative la FIAT non può semplicemente spostare la produzione di Lancia Ypsilon da Termini a Belgrado. Quindi il progetto sarebbe quello di spostare la Ypsilon a Tychy, in Polonia. A quel punto diventa comodo spostare la produzione delle Panda da Tychy a Pomigliano d’Arco.

Da lì il famoso “investimento” della FIAT per Pomigliano, per adeguare uno stabilimento che ad oggi produce solo modelli dell’Alfa Romeo (149, 157 e GT) e che dovrebbe passare a fabbricare Fiat Panda.

In tutto ciò, Marchionne ha minacciato di “chiudere” Pomigliano, se i sindacati non avessero accettato il famoso “accordo” e, dopo il “sì” di Cisl, Uil, Ugl e Fismic (un sindacato nato anni fa da una scissione della Cisl) e il “no” di Fiom e Slai-Cobas, ha organizzato un “referendum” tra i lavoratori di Pomigliano.

Ieri, 22 giugno, operai e impiegati di Pomigliano hanno votato, in un clima di ricatto esplicito, di irrisione e di minaccia vera e propria, con i grandi giornali della Fiat che hanno dimostrato un asservimento totale al Padrone che fa impallidire Feltri e Belpietro, con i “corsi di formazione” organizzati dalla Fiat sul referendum e con una caricatura della marcia dei 40mila di 30 anni fa.

Eppure il 36% dei votanti di Pomigliano (il 40 tra gli operai) ha detto “no” allo scambio tra lavoro e diritti proposto da Marchionne. Nonostante la Fiom rappresenti il 20%, lo Slai Cobas solo il 6 e la CUB ancora meno. E nonostante la Fiom non avesse dato indicazioni di voto e lo Slai Cobas avesse invitato in un primo momento i lavoratori a boicottare il referendum.
Perché Marchionne aveva scelto Pomigliano per saggiare le sue capacità di ricatto? Probabilmente perché, sindacalmente, è la realtà più debole in Italia (e forse anche all’estero, visto quanto scrivono gli operai della fabbrica polacca), quella dove la FIOM è minoritaria e dove persino i “comunisti” sono della Cisl.

Il ricatto è ben riassunto nella scheda preparata dalla FIOM.

E il “piano C” non è altro che un diversivo: Marchionne non ha mai voluto chiudere Pomigliano. E ora, se vuole essere ragionevole, dovrebbe cedere sui punti più assurdi dell’”accordo” e scendere a patti con la FIOM.

Non siamo nel 1980, quando servì un gesto dimostrativo per mostrare che era finita un’epoca. Quell’epoca è già finita da un pezzo: da 30 anni appunto. Ma ricominciare direttamente dall’800 forse è un po’ troppo, nel 2010. E da una “vittoria di Pirro” di Marchionne si può partire per pensare a un altro modello.

Perché poi il punto vero non è la produttività o l’assenteismo. La domanda centrale è: chi comprerà tutte queste macchine?

In pensione a 18 anni

Postato il 8 Giugno 2010 in grassetto, my generation, numeri da salgalaluna

Quante cazzate si leggono sui giornali in questi giorni, che prendono per buone le idiozie di Sacconi.

Sacconi sostiene che l’”Europa” obbliga l’Italia a innalzare l’età minima per andare in pensione dal 1° gennaio 2012 per le donne che lavorano nella Pubblica Amministrazione.

La sentenza a cui fa riferimento Sacconi risale al 13 novembre 2008. E’ questa, scaricatela e leggetela, non è lunga né difficile da capire (grazie ad Andrea per il supporto con Gogol). Ecco la conclusione:
“la Corte (Quarta Sezione) dichiara e statuisce:
1) Mantenendo in vigore una normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia a età diverse a seconda che siano uomini o donne, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi di cui all’art. 141 CE.
2) La Repubblica italiana è condannata alle spese”. 

La sentenza dice che c’è una discriminazione nella legislazione italiana, perché prevede differenti età minime per andare in pensione per gli uomini e le donne, con riferimento all’Inpdap, ovvero alla Pubblica amministrazione.

La discriminazione non è nei confronti delle donne, ma degli uomini.

Per rispettare la sentenza (a invarianza di spesa pensionistica) ci sono molti modi: per esempio parificare l’età minima a un’età intermedia (62 anni e mezzo?), oppure stabilire un’età inferiore ma uguale per entrambi i sessi (60 anni?) e poi introdurre disincentivi forti per chi vuole andare in pensione prima di una certa età. Oppure lasciare che la gente vada direttamente in pensione quando vuole (anche a 18 anni), come dovrebbe essere in un sistema realmente “liberale”, ovviamente con una pensione proporzionata agli anni lavorati.

Ma no, secondo Sacconi (e secondo quasi tutti i giornali che gli vanno dietro da anni) “purtroppo” l’Unione Europea “obbliga” l’Italia a innalzare improvvisamente a 65 anni l’età pensionabile per le donne statali.

E già due anni fa il governo fece una legge che prevedeva questo, ma stabilendo un passaggio graduale alla “parificazione” fino al gennaio 2018. Nella manovra economica approvata pochi giorni fa già di nuovo il governo aveva accelerato questo processo, anticipando il definitivo appaiamento al primo gennaio 2016. Ora vogliono anticipare ancora questa mannaia al 1° gennaio 2012.

L’effetto di questo eventuale (ma ormai considerato ineluttabile come “la pioggia”, usando le parole di Sacconi) provvedimento sarebbe un enorme aumento di richieste di pensionamento delle donne statali, come peraltro di tutti quelli che hanno ad oggi il diritto di farlo, visto che tra gli effetti “nascosti” dei rinvii e dei calcoli sul Tfr della manovra appena varata (e che ora è in parlamento per essere convertita in legge) c’è un aumento nemmeno troppo graduale dell’età minima pensionabile per tutti fino a 70 anni.

(la vignetta è tratta dal sito del Pdci di Milena)

Con la flotilla

Postato il 31 Maggio 2010 in grassetto da salgalaluna

La “freedom flotilla” era una flotta di barche di persone impegnate a denunciare, violandolo, l’assedio israeliano ed egiziano alla città e alla striscia di Gaza, con l’obitettivo dichiarato di portare aiuti alla popolazione palestinese violando le regole israeliane (che prevedono che gli unici aiuti “umanitari” passino dalle loro mani e che loro possano decidere cosa possa e non possa passare).

E’ evidente che l’azione della “flotilla” era di provocazione, un modo per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale su una questione importante come quella dell’isolamento della popolazione che vive nella striscia di Gaza.

Ci sono riusciti, hanno attirato l’attenzione, ma ovviamente troppo tardi. 10 (o forse 20) degli attivisti nelle navi sono morti sotto il colpo dei soldati israeliani.

Ora assistiamo alle giustificazioni dell’esercito israeliano, che parla di “tentativi di linciaggio” e di attacchi con bastoni e oggetti da parte dei “pacifisti”.

E’ evidente a chiunque che quando da una parte ci sono 10 o 20 persone uccise e dall’altra (forse) qualche ferito, quando da un lato ci sono uomini armati con fucili e pistole in uniforme e dall’altra comuni cittadini (tra cui giornalisti e scrittori) che si “armano” di quello che trovano, la responsabilità di quello che succede è da una parte sola.

Mi aspetto, almeno, che Mantica, il sottosegretario agli esteri del governo italiano,  si dimetta per le sue avventate dichiarazioni e che tutti gli stati (a cominciare da Stati Uniti e Gran Bretagna) condannino l’incredibile operazione militare di Israele contro la “Freedom Flotilla”. Chiedo troppo?

Non succede solo in Italia - 3

Postato il 1 Maggio 2010 in grassetto da salgalaluna

Il candidato conservatore alle elezioni inglesi ha firmato venerdì mattina il “contratto con gli elettori“.

Calciare Futuro

Postato il 30 Aprile 2010 in grassetto da salgalaluna

Non so cosa ha detto Berlusconi ma, a prescindere da questo, non posso negare che il nostro rapporto è difficile. Siamo molto diversi, forse siamo incompatibili.

Abbiamo un rapporto difficile, è una questione di stile, ognuno ha il suo. Forse è un’incompatibilità di carattere per visioni diverse.

Se sono testardo, e credo di esserlo, è perchè ho i mie principi e valori in cui credo.

Non ho mai parlato di futuro perché non ho mai ritenuto fosse il momento di farlo per questioni ovvie, e non lo è neanche oggi. 

Non ho nessuna proposta ufficiale da nessuno e io non ci penso davvero.

(Leonardo, allenatore del Milan, 30 aprile 2010)

Non succede solo in Italia - 2

Postato il 24 Aprile 2010 in grassetto, cazzate da salgalaluna

Dopo la Spagna, ecco un altro esempio dall’Inghilterra. I laburisti rischiano di perdere le elezioni il prossimo 6 maggio. Anzi, potrebbero risultare, stando ai sondaggi, il terzo partito, dietro i conservatori e i liberaldemocratici (che tra loro si contendono il primo posto).

Cosa dichiara allora David Miliband, segretario di stato agli affari esteri e membro di spicco dei laburisti? Dichiara che i liberaldemocratici rappresentano l’”antipolitica“.

Ab-normal

Postato il 10 Aprile 2010 in grassetto da salgalaluna

Lo sapevate che da qualche mese in Spagna è scoppiato il caso Gürtel, cioè un’indagine giudiziaria intorno a un certo Francisco Correa (ovvero cintura, ovvero Gürtel in tedesco)? Probabilmente no.

Questo tipo, secondo gli investigatori (dietro c’è il magistrato Baltasar Garzón), sarebbe stato, negli anni in cui il Partido Popular era al potere, il terminale di una rete di tangenti e regalie, tra imprenditori e esponenti del PP. In cambio di appalti i dirigenti del partito della destra spagnola ricevevano auto lussuose, soldi e - a quanto pare - a volte anche prostitute (anche se non ho letto in nessun articolo il neologismo tutto italico “escort”).
Dopo qualche mese di intercettazioni pubblicate dai giornali e dibattiti, in cui il PP ha cercato di contenere la situazione emarginando i propri esponenti coinvolti nell’indagine, oggi siamo forse a una svolta: il PP sostiene che la polizia ha solo un “teorema politico” senza prove, e che il giudice Garzón rappresenta un’”anomalia democrática” (anormalidad democratica).

Garzón, che negli ultimi decenni ha avuto modo di indagare su Berlusconi, sulle operazioni antiterrorismo (illegali) del Partito Socialista spagnolo (PSOE) negli anni ‘70, sull’ETA e i suoi presunti fiancheggiatori, sugli eccidi di Pinochet e mille altre cose (e che si è anche concesso una parentesi come deputato del Partito Socialista), è guarda caso da qualche settimana sotto accusa per “abuso d’ufficio” nelle sue indagini sui crimini del franchismo.

Al prossimo spagnolo che mi prende per il culo per la situazione politica italiana gli rido in faccia.

Fare Male

Postato il 7 Marzo 2010 in grassetto da salgalaluna

Finalmente si è chiarito integralmente il pensiero di Gianfranco Fini: il fascismo è il male assoluto, il decreto salvaliste è il male minore.

Ritorno al futuro parte IV

Postato il 6 Marzo 2010 in grassetto da salgalaluna

Praticamente hanno scritto che lunedì prossimo per qualche ora è di nuovo sabato scorso.



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