il blog di lorenzo cassata

82 - Flashforward, avanti nel tempo

Postato il 1 Febbraio 2010 in letti/riletti da salgalaluna

Ho letto questo libro incuriosito dalla serie tv, in questo momento in una fase di “interruzione” a causa degli ascolti in America, non abbastanza alti.
Il libro è completamente diverso dal telefilm. Se lì i protagonisti erano poliziotti dell’FBI, qui tutta la vicenda (o quasi) si svolge vicino Ginevra, al mitico CERN, dove si sta cercando di creare il famoso “Bosone di Higgs” e invece succede il “flashforward” (nella traduzione italiana di Fanucci “Cronolampo”): tutti gli uomini perdono coscienza per due minuti e nello stesso tempo si vedono proiettati nella loro vita futura, 21 anni dopo (nel telefilm sono “solo” 6 mesi).
Da questo episodio nasce il “dibattito” nel mondo e anche tra i fisici responsabili dell’esperimento: il futuro può essere cambiato? Esiste, in altre parole, il “libero arbitrio”?
Appellandosi a diverse teorie scientifiche Lloyd Simcoe e Theo Procopides discutono dell’argomento. Entrambi avrebbero, peraltro, validi motivi per cambiare ciò che hanno visto: il primo si trovava sposato con un’altra donna (diversa dall’attuale), il secondo non ha avuto la visione (e perciò pensa che tra 21 anni sarà morto).
L’intreccio è appassionante, anche se intervallato forse troppo da dilemmi filosofici, soprattutto nella parte centrale, e nel finale assume le sembianze di un vero e proprio action-movie, con tanto di inseguimenti e pistole.
Ma il libro in sé non è certo un capolavoro. Sono molti i “buchi” nella trama e le situazioni poco credibili si susseguono: è ad esempio davvero necessario che il primo caso di suicida dopo il “cronolampo” (che smentisce così in modo diretto il “futuro”) sia proprio il fratello di uno dei due ricercatori del CERN a capo dell’esperimento che ha provocato il flashforward?
In ogni caso è un libro da leggere, soprattutto per chi è appassionato del “genere” e per chi si è trovato in questi mesi orfano della serie tv.

link: | wikipedia (telefilm) | wikipedia (Robert J. Sawyer) | il sito dello scrittore | il blog dello scrittore |

81 - La fuga in avanti

Postato il 21 Gennaio 2010 in letti/riletti, memoria da salgalaluna

Ho scaricato questo libro del 2007 dal sito dell’editore AgenziaX lunedì scorso, il giorno in cui l’autore, Manolo Morlacchi, è stato arrestato come presunto militante delle “Nuove Brigate Rosse”.

L’ho scaricato per curiosità e ho cominciato a leggerlo, magari cercando di capire, dal libro, se effettivamente l’autore poteva essere quello di cui è accusato. Pur dallo schermo del pc, sono riuscito a leggerlo tutto. Anche se non è scritto in un italiano piacevolissimo, il racconto di Manolo Morlacchi infatti tiene attaccato il lettore alla “pagina” grazie alla passione della narrazione.

Il libro racconta le vicende della famiglia Morlacchi, una specie di “clan” (come scherzosamente si autodefinivano) della Milano operaia e sottoproletaria (quella del quartiere Giambellino), a partire dagli anni del fascismo, quando Remo e Gina fecero nascere 13 figli (dal 1919 al 1945), che sono la base della dinastia.

La storia dei Morlacchi si intreccia prima con una vaga simpatia socialista, poi con una partecipazione (a vari livelli) alla Resistenza, quindi con la militanza nel Partito Comunista Italiano degli anni ‘50.


80 - Altai

Postato il 28 Dicembre 2009 in letti/riletti da salgalaluna

Innanzitutto: ma cosa sono questi Altai?. Sono falchi, niente di importante.

Il romanzo Altai di Wu Ming ricomincia dove era finito Q e ci racconta una storia che parte dall’incendio dell’arsenale di Venezia e arriva fino alla battaglia di Lepanto, attraverso gli occhi di Manuel Cardoso (ex Emanuele De Zante), spia, capro espiatorio, fuggitivo, prigioniero e traditore.

Ma il protagonista di Altai non è a mio parere un personaggio. E’ il Mediterraneo, con le grandi città meticce portuali dell’epoca (Venezia, Ragusa, Costantinopoli, Famagosta), le sue lingue mischiate (come il giudesmo) e le religioni cangianti. Come in Manituana, ma stavolta scavando nelle mitiche “radici” della nostra Europa (che sicuramente non sono solo “giudaico-cristane”), buoni e cattivi si distinguono a malapena e cambiano barricata di continuo nella testa del lettore. Oppure, quando sono  vecchi e saggi, si ritirano dalla guerra (e dal gioco fra buoni e cattivi) dopo aver cercato di fermarla e prima di vederne la fine. Ciò che conta è la vocazione  del Mediterraneo, destinato a raccogliere profughi, esiliati e fuggitivi di tutto il mondo.

79 - Comunisti immaginari

Postato il 7 Dicembre 2009 in letti/riletti da salgalaluna

Lo sapevate che Togliatti per un certo periodo visse clandestinamente all’ultimo piano di Botteghe Oscure con Nilde Jotti? E che Bandiera Rossa ha più strofe dell’unica che normalmente si canta ai cortei? E che Giulietto Chiesa giustificava, nel 1966, i brogli nelle elezioni studentesche?
Sono solo alcune delle curiosità sui comunisti italiani che vengono raccontate in “Comunisti immaginari” di Francesco Cundari, una enciclopedia di voci da “Avanti popolo” a “Zelig” che, evidenziando gli aspetti “di colore” di una storia che ha attraversato il Novecento, rende più umani i “comunisti”.

La figura centrale del libro è quella di Palmiro Togliatti, che pur essendo “colpevole” di acquiescenza verso l’Unione Sovietica e i suoi metodi staliniani (basti ricordare il caso della strage di dirigenti del partito comunista polacco), è stato, secondo l’autore, il vero “inventore” del comunismo all’italiana, quello che consente a chi oggi dirige il Partito Democratico di fare finta di “non essere mai stato comunista”, ma ha anche costruito le premesse per “lo strappo” di Berlinguer e perfino per il partito della “questione morale”.

Il libro è divertente e godibile, e l’unico difetto che ci vedo è l’impostazione togliattiana/migliorista: è difficile rintracciare nel libro il filone eretico del Pci, da Bordiga al Manifesto e agli “ingraiani”. D’altro canto quelli che erano, come peraltro emerge anche in “Comunisti immaginari”, minoranza nella base, ma forti nei vertici, ovvero i “miglioristi” sono dipinti come anticipatori e visionari. Su questo punto ci sarebbe da discutere (e litigare) a lungo con l’autore.

78 - La solitudine dei numeri primi

Postato il 4 Ottobre 2009 in letti/riletti da salgalaluna

Alice da piccola è costretta dal padre ad affrontare le piste da sci. Un giorno però rimane isolata dal gruppo e ha un grave incidente.

Mattia ha una sorella gemella un po’ ritardata, che adora ma che al contempo lo allontana dagli altri compagni di scuola.

Anni dopo Alice e Mattia si incontrano e diventano, col tempo, amici. Entrambi un po’ “strani”, potrebbero, insieme, affrontare le paure e le difficoltà.

Non vi dico come prosegue il libro, perché sarebbe ingiusto, ma posso comunque esprimere un po’ di delusione. Perché “La solitudine dei numeri primi” è scritto bene e si legge con piacere, ma non va avanti come il lettore desidererebbe.

Comunque un’ottima prova per Paolo Giordano, fisico alla prima esperienza con un romanzo.

77 - Il silenzio dei chiostri

Postato il 27 Giugno 2009 in letti/riletti da salgalaluna

E’ l’ultimo libro uscito in Italia della scrittrice Alicia Giménez-Bartlett.

La poliziotta Petra Delicado, poliziotta a Barcellona, si divide tra il lavoro, in coppia col vice Fermin Garzón, e la famiglia, con il (terzo) marito Marcos e i suoi rumorosissimi figli (frutto di altri due matrimoni): una vita di compromessi continui e dubbi a non finire.
“Il Silenzio dei chiostri” parte dall’omicidio di un frate dentro un convento di suore. In quegli ambienti preteschi si muove con impazienza Petra, trovando resistenze, interventi dall’alto, omertà. Tra schifose reliquie, omicidi insensati e intuizioni dell’ultimo momento, il caso della “mummia” di padre Asercio sarà risolto solo dopo 500 pagine di buchi nell’acqua.

Qualcuno ha paragonato questa autrice a Camilleri, e nel modo di costruire la trama “gialla” c’è molto dello scrittore siciliano, autoironico e leggero, pur narrando morti e personaggi mostruosi.

°°°

76 - La regina dei castelli di carta

Postato il 9 Aprile 2009 in letti/riletti da salgalaluna

Lisbeth Salander, nel terzo e ultimo capitolo della trilogia di Stieg Larsson, agisce quasi solo da un letto d’ospedale, ma intorno a lei tutta la Svezia si muove. Servizi segreti, giornalisti, mafiosi serbi, poliziotti. Tutti alla ricerca della verità su quello che era successo negli anni ‘70, e nel 1991, e nelle ultime settimane.

Il libro, con tinte sempre più da spy story, parte come una prosecuzione del finale del secondo, in sordina. Solo dopo 2-300 pagine inizia, lentamente, la “nuova” trama. E si introducono nuovi personaggi mentre si approfondiscono quelli vecchi. E anche in questo come nei precedenti capitoli della saga di Millennium i personaggi migliori sono donne: Sonja Modig la poliziotta, Susanne Linder la ex poliziotta e soprattutto l’agente segreto Monica Figuerola.

Avvincente non quanto i primi due, ovviamente va letto per forza se si sono letti i precedenti.

Si avvicina il momento in cui la trilogia arriverà al cinema, anche in Italia.

link: | ibs | gruppodilettura | malpertuis |

75 - La ragazza che giocava con il fuoco

Postato il 20 Marzo 2009 in letti/riletti da salgalaluna

Secondo capitolo della saga “Millennium” di Stieg Larsson. Rispetto al primo, la trama è più complicata, con un numero maggiore di personaggi e si scopre solo quasi alla fine il mistero di partenza. Lisbeth Salander è la vera protagonista di questo romanzo. Rubata la scena a Michael Blomqvist, relegato a comprimario, Lisbeth è accusata di tre omicidi, tutti la cercano, ma nessuno la trova.

La Svezia continua ad essere piena di sorprese. Lungi dall’idea che per noi rappresenta, fatta di ordine, pulizia e socialdemocratica solidarietà, dai romanzi di Stieg Larsson emergono uomini di infimo rango, maschilisti, criminali, motociclisti paranazisti e stupratori familiari, e persino spioni della guerra fredda: tutti tipi umani che tendiamo a considerare “normali” solamente in Italia.

Se il primo romanzo della trilogia (Uomini che odiano le donne) vi è piaciuto, questo secondo capitolo (ancora più voluminoso, si superano le 750 pagine) vi piacerà ancora di più e, soprattutto non potrete fare a meno del terzo (il tutto in attesa che esca anche il film, pare che in Italia sarà nelle sale a maggio), che ho appena iniziato.

74 - Uomini che odiano le donne

Postato il 3 Febbraio 2009 in letti/riletti da salgalaluna

Ora che è uscito in libreria il terzo (e forse ultimo) volume della serie Millennium, ho letto il primo. La prima impressione, quella che ho avuto leggendo le prime 150-200 pagine è stata quella di avere sotto le mani un bestseller alla Codice Da Vinci: scritto (o tradotto?) in modo approssimativo, con citazioni dai vari cliché del genere.

Ma andando avanti è spuntata la sostanza del libro. La sostanza è costituita dalle statistiche che separano i capitoli, ricordando un dato universale: sì, anche in Svezia la violenza maschile contro le donne (sopratutto all’interno delle famiglie) è diffusa come negli altri paesi, come in Italia. Ma la sostanza è fatta anche dai personaggi del libro, descritti con minuzia di dettagli fisici e psicologici e perfino dalla trama, che, pure a tratti prevedibile (e questo per un giallo dovrebbe essere un difetto non da poco), è comunque godibile e alquanto avvincente.

E ora sono anch’io agganciato alla trilogia, anche io ho comprato già il secondo tomo e anche io spererò, dopo aver letto i tre libri, che fra le carte di Stieg Larsson si trovi un qualche appunto per un ulteriore volume.

73 - La casa del sonno

Postato il 7 Dicembre 2008 in letti/riletti da salgalaluna

Ormai Jonathan Coe rappresenta uno dei miei scrittori cult, dopo aver letto la “bilogia” costituita da La Banda dei brocchi e Circolo chiuso e quello che per me è il suo capolavoro: La famiglia Winshaw.

“La casa del sonno” ha la stessa struttura degli altri romanzi di Coe: una prima parte che introduce personaggi e episodi all’apparenza scollegati, e una seconda parte che piano piano ricostituisce la trama, chiudendo tutte le storie del romanzo e dando significato a tutto quanto si è raccontato prima.

I capitoli sono alternati, e si riferiscono i dispari al 1985, i pari al 1997. Nei primi si descrive un gruppo di studenti, residenti a Ashdown. Sarah soffre di uno strano disturbo: si addormenta nei momenti meno opportuni e confonde sogno e realtà. Il suo ragazzo, Gregory, si diverte morbosamente a toccarle gli occhi e a guardarla mentre dorme o quando fanno sesso. Sarah finisce per lasciarlo e mettersi con Veronica, rivelando una propensione al lesbismo. Robert, nel frattempo, si innamora di lei. Altro personaggio, che ricorda il protagonista della Famiglia Winshaw (e un po’ anche lo scrittore), per la sua passione per il cinema, è Terry, che per anni dormirà 14 ore al giorno, per poi smettere sostanzialmente di dormire (e sognare) negli anni successivi.

Ottima la caratterizzazione dei personaggi, così come la descrizione degli ambienti, anche se a mio parere la trama ha troppi colpi di scena finali.
Le chiavi di lettura del libro sono molte: da quella centrale (il sonno) fino al passaggio tra anni ‘80 e ‘90, la sessualità, l’amicizia.
Il libro inoltre lascia un mistero “appeso”: se qualcuno si è fatto un’idea su questo particolare usi i commenti, per favore.

ATTENZIONE SPOILER: NON LEGGERE SE NON SI E’ LETTO IL LIBRO E NON SI VUOLE SCOPRIRE IL FINALE



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