il blog di lorenzo cassata

95 - Acqua in bocca

Postato il 19 Luglio 2010 in letti/riletti da salgalaluna

E’ una fantasia ricorrente quella di far incontrare fra loro diversi personaggi della letteratura o della fiction. E a volte accade, soprattutto nei fumetti o nei telefilm.

Questo libretto con cui la casa editrice Minimum Fax sta tentando il colpaccio del bestseller del momento (e a quanto pare ci sta riuscendo) è proprio un crossover giallesco. A incontrarsi sono il commissario Montalbano e la poliziotta Grazia Negro. E a mettere su carta il loro rapporto (soprattutto epistolare) sono i due scrittori, creatori delle rispettive saghe: Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli.

Il risultato è un piacevole racconto che si legge in un’ora al massimo, un gioco tra due narratori, adattissimo a una lettura sotto l’ombrellone o in una pausa di relax. Come spesso succede nei crossover la trama è deludente e l’unico interesse è dato dall’interazione tra i protagonisti (e, in questo caso, tra gli scrittori).

E’ divertente anche il modo in cui il racconto è costruito, con foto e articoli di giornale, così come lo scambio culinario tra cannoli e tortellini fra i due protagonisti.

94 - Eroi di carta

Postato il 25 Giugno 2010 in letti/riletti da salgalaluna

Non sono un critico letterario (e, mi pare evidente, nemmeno Dal Lago, autore di Eroi di carta), ma un lettore sì. Qualche libro lo leggo e - tra questi - mi è capitato, qualche anno fa, di leggere Gomorra. E ho letto anche un po’ dei libri che Dal Lago cita nell’ultimo (forse il più approssimativo, ma non il peggiore) capitolo del libretto Eroi di carta, recentemente pubblicato con grande scandalo dalla Manifestolibri.

A parte le imprecisioni contenute nell’”analisi” di Gomorra (documentate fin troppo bene in questo post-fiume su Carmilla), quello che più mi ha colpito è il modo di argomentare del sociologo.

Il procedimento è il seguente. Si cita un passo di Gomorra, Alessandro Dal Lago ne deduce qualcosa (in modo del tutto arbitrario) e la sua deduzione diventa assioma per tutto il resto del saggio.

Ad esempio Dal Lago ritiene che Saviano metta in scena una contrapposizione manichea del Bene contro il Male, citando passi di Gomorra o di interviste allo scrittore napoletano che (a me, ma penso a molti altri) lasciano pensare tutt’altro, e da allora in poi uno dei nuclei della critica a Saviano (e di conseguenza a tutti i suoi “amici”) è il fatto che banalizza la realtà in uno scontro tra “buoni” e “cattivi”. Dal Lago cita un pezzo di Gomorra sui cinesi, in cui non si dice assolutamente “cinesi di merda”, ma da quel punto in poi Saviano è diventato in Eroi di carta lo scrittore dei “cinesi di merda”. E di esempi così ce ne sono in continuazione.
Ho letto Gomorra qualche anno fa, e non voglio citare pezzi a casaccio, ma la sensazione che quel libro mi ha lasciato è proprio il contrario di quanto sostiene Dal Lago. I camorristi, come pure i contrabbandieri cinesi, sono visti nella loro dimensione umana, assolutamente non sono “mostri” (altra parola che Dal Lago deriva da Gomorra perché lui ce l’ha vista dove non c’era). Quella che Saviano rappresenta con innumerevoli esempi è proprio la “banalità del male” che invece Dal Lago nega al libro.
Insomma, prendendo in mano Eroi di carta mi sarei aspettato alcune critiche a Saviano che potevo in qualche modo condividere: l’eccessiva personalizzazione, alcune prese di posizione “ambigue” sul governo, sulla guerra, sulle forze dell’ordine. E queste critiche ci sono, ma il modo in cui Dal Lago le “usa” mi ha fatto solo diventare più vicino a Saviano.

Rimane qualche “errore” di Gomorra anche grave su cui neanche Carmilla ribatte: la “leggenda urbana” dei “cinesi che non muoiono mai” (è vero che la leggenda si inserisce in un contesto, ma è anche l’inizio del libro!), o la narrazione troppo romanzata del funerale di Annalisa, 14 anni. Aspetti di “non verosimiglianza” di Gomorra già “svelati” in passato da altri e meglio di Dal Lago: il primo ad esempio sul sito dell’Associna, il secondo da Matilde Andolfo, quindi riportato nel saggio di 2 anni fa Il corpo e il sangue d’Italia.
Eroi di carta è proprio un “libro contro Saviano”, scritto con l’intento evidente di smitizzarne la figura e, con quella di Saviano, tutta la letteratura italiana contemporanea: in primis quella che si ritiene “New Italian Epic“. Anche qui: le critiche alla teorizzazione di Wu Ming 1 e 2 sarebbero possibili a profusione. Ma Dal Lago dimostra nelle ultime 20 pagine solo di non conoscere nozioni di base (la differenza tra giallo e noir per esempio), e di confondere il gusto personale per la scrittura di un autore (neanche a me piace come scrive Genna, per esempio) con la valutazione politica di un movimento letterario.

Eroi di carta, nel suo piccolo, è (molto più di Gomorra) un’”operazione di marketing”. Un libro scritto a tavolino per creare polemica, prendendo ad obiettivo il fenomeno letterario degli ultimi anni, sperando di trarne un qualche laterale vantaggio in termini di visibilità.

Certo, il costo esorbitante (18 euro per un saggio di 160 pagine scritte pure a carattere grande) potrebbe scoraggiare le masse, ma il target di un libro così non è certo il volgare “popolo”, che compra Gomorra o Tre metri sopra il cielo (libri più volte accostati da Dal Lago per il solo fatto che entrambi hanno venduto molte copie). Il target è quello di qualche decina (o centinaia) di snobisti di sinistra a cui piace molto parlare male di cose “pop” senza averne alcuna competenza.

E mentre Dal Lago e i suoi lettori (tra cui putroppo mi annovero) passano il tempo a dibattere delle pulci di Gomorra e della nuova letteratura italiana che dev’essere altra (con questa aspirazione si conclude il saggio Eroi di Carta) gli italiani troveranno dal parrucchiere l’ultimo numero di Oggi, che contiene più di 10 pagine di “esclusive” foto del “capo” da giovane, accompagnate da una simpaticissima “intervista” in tuta direttamente con lui, il nostro presidente.

E quello che mi viene da concludere è che Dal Lago ha capito male, ma purtroppo non basta.

Gomorra, un caso unico in cui un libro bello e assolutamente non inquadrato nella cultura “berlusconista” (pur essendo pubblicato da Mondadori, che è di Berlusconi), è stato letto in 4 anni meno di quanto il servizio di etica ed estetica fascista di Oggi (pur essendo un periodico RCS) sarà letto in poche settimane. E di “Oggi” ce ne sono tanti. Ed escono tutte le settimane, tutti i giorni, anche domani.

92 e 93 - La Ministronza e La Ministronza 2

Postato il 15 Giugno 2010 in letti/riletti da salgalaluna

Il fumetto che ha fatto scandalo, un bel volumetto di satira tutto dedicato a Giorgia Meloni (o Giorgia Mecojoni), la “ministronza” dei gggiovani, ha avuto subito un seguito.
Giorgia Meloni in questa “seconda puntata” diventa quasi simpatica ed alleata con l’autore, e  comunque migliore di tutti gli ipocriti politici e giornalisti che si sono affrettati qualche mese fa ad attaccare Alessio Spataro, fumettista “misogino” e “maschilista”.
Geniale il capitolo centrale, a colori, ambientato nel mondo virtuale di Facebook, con una Petville, in cui l’avatar di Giorgia Meloni riceve le visite solidali di tanti editorialisti di destra e di sinistra, tutti immancabilmente disegnati con le chiappe al posto del viso.
In coda molte vignette di altri autori satirici in solidarietà con Alessio Spataro.

il sito della ministronza

91 - Accanto alla tigre

Postato il 14 Giugno 2010 in letti/riletti, memoria da salgalaluna

Tutti quanti hanno un parente, un amico, un conoscente fascista, di destra, dalle opinioni politiche indifendibili. Ma a Lorenzo Pavolini, scrittore, è capitato che questo parente sia suo nonno. E che non sia stato un semplice destrorso, ma Alessandro Pavolini, intellettuale di punta del fascismo dall’inizio, fondatore delle Brigate nere e segretario del partito durante il biennio della RSI.
Il nipote Lorenzo, in questo libro pieno di emozione e sentimento, fa i conti con l’ingombrante figura di questo nonno mai conosciuto, scegliendo di non “cavalcare la tigre” (come consigliano detti orientali), ma di starci accanto, come se fosse il passeggero di destra in macchina.
Lorenzo un po’ vorrebbe evitare quel confronto, un po’ ne è curioso. E le “coincidenze” che lo portano al fianco della tigre, negli anni, sono tante. Non ultima quella di abitare dalle parti di via Merulana, a Roma, ovvero nel bel mezzo del “Triangolo delle Bermuda” del neofascismo odierno, quello che racchiude il “centro sociale” Casa Pound, la sezione di Colle Oppio di Azione Giovani, la libreria Testa di Ferro, il pub Cutty Sark.
E Lorenzo Pavolini ha un po’ di ammirazione, almeno per l’aspetto grafico, per i manifesti che Casa Pound produce e diffonde nel quartiere. Ma poi non ha il coraggio di entrarci, nello stabile “occupato” di via Napoleone III. E quando vede una scritta sul muro “Pavolini eroe”, ha un moto di spavento, e teme che arrivino i nuovi squadristi a picchiarlo.
Insomma, il libro è un continuo ragionamento dell’autore su come convivere con la “tigre” e come affrontare la memoria di un personaggio così. E’ un ragionamento che, si vede, è stato scritto a poco a poco, in diversi momenti, in tempi distanti. Ma - devo dirlo - un po’ è inconcludente e per i miei gusti troppo lirico-estetico nella scrittura, in questo ricordando un poco, senza esserne del tutto consapevole, lo stile degli scritti del nonno romanziere e squadrista superfascista, Alessandro Pavolini.

90 - Katanga che sorpresa!

Postato il 9 Giugno 2010 in letti/riletti, memoria da salgalaluna

Katanga è un anonimo ex sessantottino, poi professionista in carriera.

In questo romanzo (scritto nel ‘98) ricorda episodi a sprazzi degli anni della ribellione a Milano, usando nomi fittizi o soprannomi per tutti i suoi ex compagni e anche per gran parte degli avversari.

Molto autoreferenziale, si riconoscono alcuni dei personaggi, ma quello che ne viene fuori non è nulla di sconvolgente, anzi abbastanza sconfortante.

Quando arrivano infatti le considerazioni sullo stato delle cose presenti si entra nel campo dei luoghi comuni più triti degli ex sessantottini, ovvero di quanto sia stata “unica” e bellissima la loro “meglio gioventù” e prima e dopo di loro tutto sia di minore importanza.

E invece proprio dai racconti di “Katanga che sorpresa” esce un quadro fatto di ragazzi che fecero un sacco di errori e che avevano posizioni politiche per molti versi - a posteriori - ridicole. La loro gioventù non fu per niente la “meglio” di tutte, solo quella più in grado di creare un’autonarrazione molto ma molto potente e resistente. E questo libro, pur dichiaratemente “anticonvenzionale” (non contiene interventi di Mario Capanna, com’è specificato in copertina) rientra appieno (purtroppo) nella memorialistica “generazionale” di questo tipo.

link: Vestivano alla katanghese (dal corriere, 1998)

89 - Confessione

Postato il 9 Giugno 2010 in letti/riletti da salgalaluna

In questo romanzo, il secondo che leggo di Bill James, si vede, ancora di più che nel precedente “Protezione”, la capacità dello scrittore di costruire “polifonie” di caratteri.

Quello che interessa a James è vedere un evento, un contesto, soprattutto se di gruppo (una festa, un omicidio, un pedinamento), da più punti di vista.

Ancora più che in “Protezione” mancano i “protagonisti” e, oltre alle complesse figure di Colin Harpur e del vice Attendente Capo Desmond Iles, spicca quella di Sarah Iles, tormentata e instabile innamorata in continua lotta con i suoi stessi pregiudizi.
Assolutamente consigliato.

88 - Protezione

Postato il 30 Maggio 2010 in letti/riletti da salgalaluna

Eravate convinti che la Mafia esistesse solo in Italia? O magari in Russia, in Giappone e negli Stati Uniti? Beh non è così, vi sbagliate. C’è la mafia ovunque, anche in Gran Bretagna, anzi più precisamente nella provincia del Galles.
E’ una mafia un po’ “in minore”, certo, ma il boss Tenerezza, che usa bruciare parti del corpo intime dei nemici, o i suoi aiutanti, come quel “Comesopra” che non fa che ripetere con parole sue i concetti espressi dal capo, sono proprio personaggi che non hanno niente da invidiare a quelli di “Cosa Nostra”.
Allo stesso tempo in questo romanzo ci sono i “buoni”, ovvero i poliziotti, che tanto buoni non sono, tra logge massoniche e corruzione, e persino il ricattabile Colin Harpur, il protagonista, non ha esitazioni quando deve giocare sporco.
“Protezione” è un giallo-noir con una marcia in più, perché fa respirare a pieni polmoni l’odore di melma della criminalità e del mondo che c’è intorno.

l’incipit su radioalt (audio)

87 - Prove di felicità a Roma Est

Postato il 27 Aprile 2010 in letti/riletti da salgalaluna

Ecco com’è Roma, vista da Lorenzo, un ragazzetto 21enne che viene da un paesino toscano. E’ fatta di un “lavoretto” in nero orrido e pericoloso (consegnare pizze o fare la guardia notturna in un gabbiotto), di affitti impossibili, di un professore disilluso e rinchiuso in una casa del centro con una “badante” ucraina ma con tanta voglia di vita. Roma va dai palazzoni di Numidio Quadrato alle case in subaffitto “smezzato” della Tiburtina. Va dai posti più isolati di via del Mandrione alla semicampagna di via Tor Carbone.

Tutto questo, inframezzato da una incomprensibile ma realistica “storia d’amore”, è nel romanzo di Roan Johnson, 35enne toscano, trapiantato a Roma da una decina d’anni. “Prove di felicità a Roma Est” è un libro che si legge con piacere, tutto d’un fiato, come fosse un viaggio in vespa senza parabrezza per le strade della capitale: ogni tanto si gode del vento in faccia, ad un certo punto fa freddo, si gode quando si superano le macchine tra i semafori e si soffre quando ti sfrecciano accanto i bolidi sulla Togliatti.

il sito di Roan Johnson

86 - Prima che la storia finisca

Postato il 21 Aprile 2010 in letti/riletti da salgalaluna

In “Prima che la storia finisca” Alessandra Galetta racconta quattro storie che si intersecano sulle sponde del Tevere. Sono le storie di Teresa, suora ecuadoreña che si trova immischiata in sordide storie di chiesa (che richiamano gli scandali di queste settimane); di Akan, ghanese venuto in Italia sul “gommone” per trovarsi agli ordini di un clan di spacciatori; di Danut, rumeno di bell’aspetto ma privo di coraggio, sposato con una ragazza italiana; di Antonio, fotoreporter in crisi con la famiglia e con il lavoro.
I quattro cospirano al chiaro della luna e si raccontano le loro storie, progettando un futuro comune di solidarietà. E da quella notte una svolta accadrà per ognuno di loro, e finirà la storia.
Nei dialoghi tra i quattro protagonisti traspare (forse anche troppo) il gusto per la scrittura dell’autrice, che attraverso il suo stile imprime nella testa del lettore le storie “vere” di queste persone e di Roma, oggi.
“Prima che la storia finisca” è il secondo libro di Alessandra Galetta.
Alessandra ha un blog personale che seguo da anni, scrive (bene) dall’Olanda (dov’è immigrata) e qualche volta dall’Italia.

85 - Non mi uccise la morte

Postato il 18 Aprile 2010 in letti/riletti da salgalaluna

Bastano poche parole e i disegni asciutti ma realisti di Toni Bruno per far commuovere e indignare il lettore di questa graphic novel edita da Castelvecchi.

I testi, di Luca Moretti, sono essenziali, ma forti: si parte con Foucault (sorvegliare/punire), si passa per (appunto) il De André del Blasfemo (”Non mi uccise la morte ma due guardie bigotte, mi cercarono l’anima a forza di botte”), si finisce con “un abbraccio che è stato negato”.
L’introduzione racconta com’è andata la storia, quella di un ragazzo fermato dai carabinieri a Roma nell’ottobre scorso con qualche grammo di hashish di troppo in tasca. Stefano Cucchi viene poi perquisito, processato, malmenato, trasferito in ospedale. Lì, dopo una settimana, è morto.

La postfazione, di Cristiano Armati, inquadra la vicenda in un contesto assurdo: quello di tanti casi come quello di Stefano, di persone morte in carcere nell’indifferenza e nella “non notiziabilità”. E’ la storia di una categoria impunita perché dalla parte della legge: un pezzo del medioevo in cui tutti noi viviamo, ogni giorno.

Al centro del libro le terribili foto che abbiamo tutti già visto sui giornali e i siti internet e che hanno contribuito a rendere la vicenda di Stefano Cucchi di dominio pubblico.

Il libro sarà presentato con gli autori sabato prossimo, 24 aprile, alla Libreria Flexi.

Link: | Castelvecchi | il blog ufficiale del libro | linea notte |



Pages (10) : [1]2 3 » ... Last » Pagina successiva »