il blog di lorenzo cassata

Notte prima degli esami

Postato il 27 Giugno 2009 in grassetto da salgalaluna

la traccia

Vorrei qui scrivere di un particolare possibile utilizzo dei social network: la politica.

Ho infatti appena perso passato più di un’ora del mio tempo ascoltando e guardando in diretta l’assemblea de iMille ( o “Piombini”, o “Lingottini”) al Lingotto di Torino, invece di andare al mare.

I social network (e in particolare il più diffuso: Facebook) sono un sistema di comunicazione molto potente e, in qualche caso, utile. Più diretto e quindi più penetrante della tv o della radio, il social network permette di dire al “mondo” (o meglio a qualche decina, centinaia o al massimo 5mila “amici”) quello che ti pare.

I social network permettono quindi anche di comunicare messaggi, informazioni e appuntamenti politici.

iMille non hanno in comune politicamente nulla, tranne di essere sfigati militanti del Partito Democratico che hanno un account su facebook. Essendo mediamente evoluti (sanno usare internet) hanno idee laiche, ma - non essendo schizofrenici - non sono radicali.
L’assemblea dei piombini non ha fatto emergere critiche politiche al PD, quanto critiche organizzative. Ai lingottini dà fastidio che si facciano le “primarie” (peraltro continuando ad abusare impropriamente di questo termine) con regole decise dall’alto, liste bloccate, candidati prefabbricati.

iMille vorrebbero candidarsi loro, poterlo scrivere su facebook e magari organizzare un “evento” per propagandare la propria elezione al congresso del PD.

I piombini sarebbero ben contenti di poter votare attraverso i “Like” di facebook invece che nelle pallosissime sezioni (pardon “circoli”) del partito.

Bersani piace un po’ di più rispetto a Franceschini, perché ha un account su facebook. La candidata ideale sarebbe Debora Serracchiani, visto che l’hanno conosciuta su facebook e youtube.
Ma i lingottini non si accorgono (come Veltroni e - temo - come anche tutti e due i candidati alla segreteria del PD) che la politica non è solo comunicazione, seppure evoluta. E’ per questo che Bersani, Franceschini e persino Debora Serracchiani hanno avuto gioco facile a calare sull’assemblea di Torino e farsi propaganda personale.
I militanti del PD se vogliono tornare a vincere le elezioni devono cominciare a fare quello che non hanno mai fatto, ovvero politica: organizzare o partecipare alle lotte nei posti di lavoro, battaglie sociali nei quartieri, manifestazioni per i diritti sociali e civili, convegni con idee chiare in testa sul futuro. I militanti del PD dovrebbero fare politica di opposizione, ogni giorno, nei sindacati, nelle associazioni e con il loro partito.

Poi potrebbero usare facebook (e il telefono, l’email, il walkie-talkie, twitter o quello che preferiscono): per comunicare che alle 13.00 c’è un picchetto al centro, alle 16.00 un volantinaggio al supermercato, alle 20.00 un concerto di raccolta fondi.

Queste cose un militante del PD (tranne rare eccezioni) non le fa da anni.
I militanti del PD hanno smesso da anni (anche quando erano militanti dei DS e della Margherita) di fare politica.

E i migliori di loro si sono messi a giocare con i social network.

77 - Il silenzio dei chiostri

Postato il 27 Giugno 2009 in letti/riletti da salgalaluna

E’ l’ultimo libro uscito in Italia della scrittrice Alicia Giménez-Bartlett.

La poliziotta Petra Delicado, poliziotta a Barcellona, si divide tra il lavoro, in coppia col vice Fermin Garzón, e la famiglia, con il (terzo) marito Marcos e i suoi rumorosissimi figli (frutto di altri due matrimoni): una vita di compromessi continui e dubbi a non finire.
“Il Silenzio dei chiostri” parte dall’omicidio di un frate dentro un convento di suore. In quegli ambienti preteschi si muove con impazienza Petra, trovando resistenze, interventi dall’alto, omertà. Tra schifose reliquie, omicidi insensati e intuizioni dell’ultimo momento, il caso della “mummia” di padre Asercio sarà risolto solo dopo 500 pagine di buchi nell’acqua.

Qualcuno ha paragonato questa autrice a Camilleri, e nel modo di costruire la trama “gialla” c’è molto dello scrittore siciliano, autoironico e leggero, pur narrando morti e personaggi mostruosi.

°°°

83 - Uomini che odiano le donne (film)

Postato il 27 Giugno 2009 in visti/rivisti da salgalaluna

A chi non ha letto il libro, credo, il film risulterà poco più intrigante di un film tv. A chi invece il libro l’ha letto il film sembrerà una rilettura (veloce), tanto è fedele e “didascalico”. Interessante comunque fare il confronto tra i personaggi come si sono immaginati leggendo e come sono stati resi al cinema: Mikael è un po’ sotto tono, Lisbeth troppo poco infantile nell’aspetto, Erika troppo poco sensuale, ottimo Henrik Vanger.

Il libro, di cui avevo scritto qualche tempo fa, sta diventando sempre più un fenomeno commerciale, e ne sono contento, perché dietro la trama “nera” e poliziesca parla di violenza maschile sulle donne.

Il film non è nulla di speciale, anche se fa piacere vederlo interpretare da attori svedesi: sono certo che prima o poi uscira il remake americano.
Link: | alcune scene e interviste | come uscire dal trip di “millennium” |

Nomi e cognomi

Postato il 25 Maggio 2009 in grassetto, cazzate da salgalaluna

Certo che si erano proprio trovati: Noemi Letizia e Gino Flaminio. Due nomi-cognomi indistinguibili, come se Alfonso Gianni si fidanzasse con Jessica Alba, ad esempio. Un caso unico: è davvero un peccato che si siano lasciati.

Torino è cosa nostra

Postato il 17 Maggio 2009 in grassetto da salgalaluna

Proseguo in un certo qual modo il discorso iniziato con l’ultimo post.

Ieri gli operai della FIAT di tutta Italia si sono mossi in corteo per le vie di Torino, per manifestare contro la chiusura eventuale di alcuni stabilimenti.

Ma la “notizia” scelta da tutti i giornali per parlare del corteo operaio è quella riguardante Rinaldini, “buttato giù dal palco” dai “Cobas”. Su repubblica.it questo è il titolo. Sul corriere.it si sceglie di parlare anche della manifestazione, ma nel titolo si ricorda: “Tafferugli con i Cobas”. Il titolo sulla stampa.it è chiaro: “Cobas-Fiom scontro al corteo delle tute blu”.

Basta leggere quegli articoli, in particolare quello della Stampa, ma anche quello del Corriere e persino, alla fine, quello di Repubblica, per capire che quei titoli sono sbagliati. Innanzitutto perché gli operai che hanno contestato gli oratori dal palco (non solamente Rinaldini, anzi la protesta è iniziata contre il sindacalista della UILM) non sono dei “Cobas” (quelli di Bernocchi, per capirsi), ma aderenti allo SLAI-Cobas, sindacato molto presente a Pomigliano e all’Alfa di Arese (e in pochissimi altri posti), da distinguere peraltro ulteriormente dallo SLAI-Cobas per il sindacato di classe, sotto accusa un paio di anni fa. La contestazione riguardava la richiesta di parlare da parte di un rappresentante di quel sindacato. Da diversi anni vi è, a Pomigliano, uno scontro tra sindacati confederali e SLAI Cobas. L’ultima vicenda riguarda lo spostamento operato dalla FIAT (secondo i trasferiti con l’assenso di CGIL, CISL e UIL) di 300 operai nello “stabilimento-confino” di Nola. Tra questi trasferiti ci sarebbero moltissimi iscritti allo SLAI Cobas. Tutta la storia si può leggere su internet. In particolare sul sito dello SLAI-Cobas, che contiene anche un comunicato sulla giornata di ieri a Torino, con la versione dei fatti dei contestatori.
Il sito dell’Unità dà una versione più rispondente alla realtà, occupandosi soprattutto del corteo, menzionando la contestazione, ma non fa il nome del sindacato SLAI-Cobas, e titolando: “Torino, migliaia in piazza: Il governo è assente“.

I siti di Liberazione e Manifesto riportano solo il quotidiano cartaceo in formato digitale, peraltro a quest’ora è possibile leggerne solo i titoli, che hanno il pregio di parlare fin da subito di SLAI-Cobas e non di generici “Cobas”.

Ma la parte non vera di quei titoli riguarda soprattutto il fatto che Rinaldini non è stato “buttato giù dal palco”. E’ solo caduto per un momento tra gli spintoni ed è stato subito aiutato a rialzarsi, rimanendo comunque sempre sul “palco” (ovvero un camioncino). Questo non solo si capisce leggendo gli articoli, ma anche osservando le numerose foto presenti su tutti i siti dei quotidiani, e soprattutto il video su corriere.tv.

Perché ho raccontato tutto questo? Perché se qualcuno ricorderà qualcosa della giornata di ieri, avendo letto superficialmente uno qualsiasi dei giornali principali (Repubblica, Corriere, Stampa), sarà che i Cobas, il sindacato di Bernocchi, hanno buttato giù dal palco alla fine di un corteo il segretario della FIOM Rinaldini (gettare dal palco un leader sindacale sarebbe stata davvero una cosa inedita: nemmeno Lama alla Sapienza nel ‘77 fu “buttato giù dal palco”). La realtà rimarrà distorta nella testa delle persone: soprattutto quelle che leggono repubblica.it.

Un giorno come un altro

Postato il 14 Maggio 2009 in grassetto da salgalaluna

Ecco una raccolta di notizie di oggi:

A Termini Imerese gli operai della FIAT sono in sciopero e stanno bloccando le strade, a Roma due persone sono state denunciate per aver insultato Berlusconi per strada, l’Ambasciata giapponese sta aspettando le scuse del Giornale per aver chiamato “musi gialli” i cittadini nipponici, l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro è stato rinviato a giudizio (con rito abbreviato) per le violenze sui manifestanti durante il G8 di Genova del 2001,  a Palermo in una retata antimafia sono finiti arrestati due esponenti dell’UDC, uno dei quali è un parlamentare; Cannavaro è indagato per abuso edilizio e la sua villa è sotto sequestro; si sono risvegliati due testimoni di due misteri italiani: Pino Pelosi sul delitto Pasolini e Pasquale Valitutti sulla morte di Pinelli.

Potrei continuare, ma è solo un esempio. Io voglio un quotidiano che scriva queste cose (o cose del genere), le metta in prima pagina, ci indaghi sopra.
Non è Repubblica né il Corriere, ma nemmeno uno degli ormai troppi quotidiani di “sinistra”: il manifesto è ormai ridotto a qualche foglio, “Terra” (il quotidiano inventato dai Verdi per le elezioni europee) è nato con poche notizie e pochi commenti, L’altro è leggermente migliore: pare “Il Riformista”, ma più “di sinistra”. L’Unità sta morendo, Liberazione è un giornale zombi che discute di Stalin.

Tutto questo per rispondere a chi mi chiede come mai ultimamente compro poco i quotidiani.

82 - Questioni di cuore

Postato il 11 Maggio 2009 in visti/rivisti da salgalaluna

Nonostante il titolo, non è un film d’amore. E’, invece, un film di amicizia. Racconta l’amicizia tra Alberto (sceneggiatore e intellettuale, interpretato da Antonio Albanese) e Angelo (meccanico e fascistello, interpretato da Kim Rossi Stuart), entrambi con problemi cardiologici, appunto.

I due si conoscono in una corsia d’ospedale. L’agitatissimo Alberto continua a raccontare storie e a “indovinare” quelle delle persone intorno a lui. Angelo tarda a guarire, ma quando esce dall’ospedale si rimette subito al lavoro.

Al contrario Alberto è depresso, non riesce ad amare la ragazza con cui sta né a scrivere, a lavorare. E’ così che Alberto (dal centro, dove vive a 3mila euro al mese) va a trovare Angelo al Pigneto, dove tra traffici e risse , grazie ad Angelo e alla sua famiglia, scopre su se stesso molto più di quanto non avesse fatto con la terapia (e vedendo Albanese in terapia non si può fare a meno di pensare all’intellettuale di sinistra smemorato di “Non c’è problema”).

La trama non è entusiasmante, ma a reggere il film sono (tutti) gli attori, specialmente i due protagonisti, e le strade e le luci di Roma.

°°°

Alla festa con Papi

Postato il 5 Maggio 2009 in cazzate da salgalaluna

C’ero anch’io l’altra sera a Napoli, come dimostra anche la foto pubblicata sul sito dell’Unità.

Guida verso le elezioni europee del 2009: tutti i candidati e tutte le liste

Postato il 4 Maggio 2009 in segnalazioni da salgalaluna

Provo a fornire un po’ di informazioni per chi vuole fare una scelta vagamente “consapevole” rispetto alle prossime elezioni europee (votare questo o quel partito, questo o quel candidato, non votare).

Innanzitutto quando si vota? Il 6 e 7 giugno 2009. Il 6 è sabato, quindi per la prima volta (che io ricordi) si voterà anche il sabato, dalle 15 alle 22, oltre alla domenica dalle 7 alle 22.

Si possono dare 1, 2 o 3 preferenze. E’ ovviamente possibile anche votare solo il partito senza esprimere nessuna preferenza.
A sinistra non si presenterà Sinistra Critica, mentre correrà il Partito Comunista dei Lavoratori. L’ex Sinistra Arcobaleno si è divisa in due: da una parte la Lista comunista (che comprende i ferreriani di Rifondazione, i dilibertiani dei Comunisti Italiani, i Consumatori Uniti e Socialismo 2000 di Cesare Salvi), dall’altra Sinistra e libertà (composta dai vendoliani di Rifondazione, da Sinistra Democratica, i Verdi, i Socialisti e i guidoniani dei Comunisti Italiani). Di Pietro fa il capolista ovunque nella lista dell’Italia dei Valori e candida personaggi importanti, come il magistrato Luigi De Magistris, il filosofo Gianni Vattimo, lo storico Nicola Tranfaglia. Il Partito Democratico si presenta con liste epurate da segretario e personaggi con altri incarichi, per scelta di Franceschini. Ma capolista nel nordovest è Sergio Cofferati, che qualche mese fa aveva promesso di non candidarsi. L’Unione di Centro di Casini è riuscita ad accaparrarsi la prestigiosa candidatura di Emanuele Filiberto di Savoia, che si affianca al pregiato nome di Magdi Allam. C’è anche un’altra lista di centro, quella dei liberaldemocratici, capeggiati dall’ex margherita Daniela Melchiorre, e quella dei radicali, un po’ improvvisata e con tutti i vecchi nomi della galassia pannelliana: la Lista Pannella-Bonino. La Lega Nord si presenta orgogliosa e sola con i suoi pezzi da novanta (Borghezio & co.). Il Pdl non candida molte veline (probabilmente grazie all’intervento di Veronica) e distribuisce candidati fra Forza Italia e Alleanza Nazionale in scioltezza. A destra del Pdl confluiscono vari partiti nell’Autonomia (Pensionati, Mpa, La Destra e Alleanza di Centro). Presentano le proprie liste anche la Fiamma Tricolore - Destra Sociale e Forza Nuova.
Per avere un eletto al Parlamento Europeo, ciascuna lista deve superare lo sbarramento (introdotto recentemente da una legge bipartisan Pd-Pdl) del 4%.
Ecco tutte le liste con tutti i candidati, da sinistra a destra, passando per il centro (se mi fossi dimenticato qualcuno, avvertitemi):

- Pcl: sud  , isole

- Lista Comunista (Prc, Pdci, Consumatori Uniti, Socialismo 2000)

- Sinistra e libertà (MpS, Verdi, Sd, Associazione per la Sinistra, Partito Socialista)

- Italia dei valori

- Partito Democratico

- Unione di Centro

- Liberaldemocratici con Melchiorre

- Liberalsocialisti: sud

- I socialisti: nordovest, nordest, centro, sud, isole

- Lista Pannella - Bonino

- Lega Nord

- Popolo della Libertà

- L’Autonomia (pensionati, Mpa, La Destra, AdC)

- Fiamma Tricolore - Destra Sociale

- Forza Nuova: sud , isole

I candidati per circoscrizione elettorale:

nord-ovest

nord-est

centro

sud

isole

Alemoni & Veltromanno

Postato il 21 Aprile 2009 in grassetto, roma cronache da salgalaluna

Veltroni sul sampietrino:

Resti il sampietrino, ma solo nelle isole pedonali (2005)

Per ora rimetteremo in sicurezza piazza Venezia. Non c’ è nessuna lotta al sampietrino (2005, dopo le prime polemiche)

Nei lavori a breve non li toglieremo a Piazza Venezia (2006)

Alemanno sull’Ara Pacis:

Smonteremo la teca dell’Ara Pacis e la porteremo in periferia (nel 2006)
La Teca di Meier è un intervento da rimuovere (dopo la vittoria elettorale, 2008)

Non è ovviamente la prima priorità (nello stesso discorso, 2008)

Un anno fa il tracollo della sinistra e del centrosinistra, con la sconfitta alle elezioni politiche e, contemporaneamente, quella per la poltrona di sindaco della capitale. Molti imputarono alla candidatura di Rutelli (già visto) la vittoria di Alemanno, quasi tutti interpretarono il voto per il candidato postfascista come una richiesta, da parte della maggior parte del “popolo” romano, di una discontinuità rispetto al quindicennio rutelli-veltroni.

La vittoria di Alemanno ha condotto a ragionamenti, analisi e divisioni su come fare opposizione. Molti a sinistra temevano soprattutto il predominare di una cultura poco post e molto fascista, con sgomberi di centri sociali e caccia agli immigrati. L’opposizione più morbida (quella del PD) si è interrogata e continua a fare quello che sa fare meglio: niente.

Nel frattempo Alemanno sta facendo feste del cinema, visite a Auschwitz, dichiarazioni buoniste, natalidiroma, difende i concerti e le feste, dando ogni giorno di più l’impressione di una discontinuità minima rispetto alla gestione veltroniana.

La gente ha ricominciato, dopo qualche mese di “attesa” (intrisa di speranza o di paura a seconda dei casi), a lamentarsi delle buche, degli sprechi per i concerti e le feste, della troppo attenzione al centro storico e di quella scarsa riservata alle periferie, ecc. ecc. ecc..

Aspettiamo soltanto (e ci manca poco) che Alemanno prometta di impegnarsi, finita l’esperienza da sindaco, in Africa.



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